Inception (Christopher Nolan 2010)

inception nolan“Quel che c’è di difficile nel mettere sulla carta un incubo è che la sensazione d’incubo non è provocata dalle immagini. Piuttosto, è la sensazione che provoca le immagini”. In questo modo rispondeva Borges nel 1976 a una domanda sul sogno, l'ispirazione che vi si può trarre e la possibilità di raccontarlo. Aggiunse: “[Chesterton] dice che, probabilmente, alla fine del mondo c’è un albero la cui forma stessa è il male. Ecco, questa è una bella immagine, e credo voglia significare quel genere di sensazione”. 
 
Inception dei film che mostrano e abitano i sogni è forse il meno onirico. Non ci sono sensazioni da cui possano nascere i mondi del film, piuttosto un sistema intercomunicante di piani d’azione al servizio della realizzazione di un meccanismo. È stata spesso utilizzata la figura delle scatole cinesi per descrivere la costruzione narrativa di Nolan; le varie profondità del sogno esplorate dai protagonisti del film possono anche richiamare dei cerchi concentrici che si espandono dal punto in cui un sasso viene gettato nell’acqua prima immobile. Ogni mondo di Nolan, infatti, subisce l’influenza del precedente, che funge da porta e determina le leggi fisiche del girone successivo, dove il tempo sopporta una sempre maggiore dilatazione e lo spazio si fa più ampio ma anche più fragile. 
 
Quel che non convince, in Inception, è il contenuto stesso di questi mondi inscatolati o in espansione. Sotto la costruzione narrativa si celano “inconsci militarizzati” che propongono continui scontri a fuoco, inseguimenti ed esplosioni su montagne bianche ricoperte da una neve straordinariamente priva di tensione, una neve che non raccoglie impronte, non raffredda, su cui corrono in maniera anche goffa sciatori con mitra in braccio e slitte motorizzate impazzite. 
 
I mondi di Nolan possono essere manipolati come cubi di Rubik, le stanze si inclinano e ruotano, le città si piegano fino a chiudersi in una costruzione speculare. Eppure l’essenza degli oggetti è univoca, la costruzione di ogni mondo è solida e minimamente influenzata (sempre meno, nel corso del film) dallo stato del suo architetto. La persona scompare in Inception (come in altri film del regista), sovrastata dalle architetture, a loro volta svuotate d’importanza da un’impalcatura teorica che autonomamente non può suscitare reale fascino. La rappresentazione dei sogni per immagini non richiede necessariamente il dover sviluppare visioni fantastiche (soluzione Gilliam), ma mi sembra impossibile non confrontare questa fredda giustapposizione di luoghi e tempi con l’amplificazione e la confusione nel cinema di tempi, memorie e sogni operata da Tarkovskij in film come Stalker, Solaris o Lo Specchio. In quest’ultimo in particolare davvero la sensazione si fa immagine, ogni immagine è parte di una persona e di una vita e appare come l'espressione fragile di un sogno o di un ricordo; così è sufficiente che l’impronta lasciata da una tazza calda evapori lentamente dalla superficie di un tavolino di legno per unire due mondi, mettendo in dubbio la consistenza di entrambi.
 
I dubbi di Inception sono sollevati in maniera esplicita, diretta, portano a una sospensione rigida che si autoproclama tale ma non riesce a proporsi come poetica né realmente problematica.  Nel 2002 Nolan mi sembrava mostrasse, con Insomnia, le possibilità di un cinema dominato dall’autoinganno e dall’impossibilità di sfuggire alla relatività e alla soggettività della visione; quel che speravo fosse un inizio è probabilmente destinato a rimanere il punto d’arrivo di un cinema che successivamente s’è riempito solo di suggestioni artificiali e superficialmente complesse al servizio di scene d’azione neanche troppo brillanti.

fred astaire royal wedding

in foto, Fred Astaire balla sul tetto in Royal Wedding

(3,5/5)
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26 thoughts on “Inception (Christopher Nolan 2010)

  1. la sola cosa che non condivido (quella per cui gli ho messo un bel 4) riguarda le scene d'azione non troppo brillanti, che per me sono invece assai brillanti. ma è la sola cosa che non condivido.

  2. la stima di queste cose è ovviamente personale, quindi sono contento per la condivisione del resto. personalmente le interminabili sparatorie, specialmente sulla neve, non mi hanno detto molto, e l'ambientazione sembrava quella un po' posticcia di qualche 007 incrociato a notte fonda. anche quel paio di sprazzi di umorismo (tipo pensa in grande, fatti un lanciarazzi) nascono da queste situazioni e rendono il tutto ancora più goffo, oltre ad accennare a possibilità che inspiegabilmente si risolvono, appunto, in battute neanche queste troppo brillanti.

  3. D'accordo su parecchie cose, io forse ci andrei (ci andrò? boh) giù anche un po' più pesante (in questo gioca molto il fattore "delusione"). La dimensione action in "Inception" non è un particolare tra i tanti ma un'articolazione forte del racconto e della sua struttura. E l'action in questo film è mediocre (bruttarella forte la sequenza sulla neve).

  4. per me la delusione è relativa al fatto che dal trailer mi sembrava un film migliore, ma da batman begins in poi mi ritrovo puntualmente dissonante rispetto al clamore che suscitano i film di nolan. mi confermi anche le perplessità sull'azione, mi sento meno solo.

  5. Buon Josif, non vorrai mica farmi credere che credi ancora ai trailer, vero? :)Lo vado a vedere venerdi, poi se mi fa abbastanza schifo scrivo una recension pure io.Hola!Emix sloggato. E ti sto commentando da uno dei due cinema dove lavoro, figo.

  6. ciao compare emix. sì, il trailer di inception aveva promesso qualcosa di più, con quei suoni cupi, i dettagli e la città che si accartoccia. come spesso succede, il meglio del film è già lì. non credo che ti farà addirittura schifo; verrò a leggere come ne sei uscito :) 

  7. bel film, ma non un capolavoro.come se Nolan volesse fare il film definitivo, summa di troppi altri, ma non si può, credo.

  8. Inception – Christopher Nolan[..] un film potente, non lascia indifferente.mi è piaciuto, ma non troppo, ha un difetto, per me, è troppo freddo, cerebrale; non mi ha coinvolto come i precedenti film di Nolan (escluso Memento), non mi ha coinvolto Leonardo di Caprio come [..]

  9. questa sensazione che nolan abbia come prima motivazione fare IL film ce l'ho spesso anche io. 

  10. Dunque, premetto che dopo averlo visto in lingua originale, l'ho visto anche doppiato e direi che perde un buon 30%.Josif Sai che te ne avevo parlato con entusiasmo, ebbene, rivederlo in italiano mi ha quasi annoiato, penso ci sia qualcosa che non torna nella traduzione (su alcune battute ne ho la certezza) e ciò appiattisce di molto il film.Ecco perchè ci concentriamo sulle immagini, tutti noi che qui commentiamo e le immagini non sono tutto in questo film.inoltre, non ho una visione così estremamente intellettuale di cosa debbano essere i sogni al cinema, io penso che sia materiale duttile, qui in particolare non devono riecheggiare e rievocare in un gioco di specchi le sensazioni che li hanno generati, anche perchè sono sogni indotti, creati esclusivamente per  calarci in un mondo altrui interpretato in architetture e colori.Il dolore del protagonista si affaccia ogni tanto, inspiegabile quasi a tutti.Quanto alla famosa battaglia sulla neve, è proprio questa freddezza sospesa che trovo interessante. Distaccata e ripulita. In un'intervista Nolan ha detto che ha voluto molto chiaramente richiamare una scena di uno dei primi film di 007, e in effetti c'è, è tutto là, algidamente anni 60.

  11. ciao christian, grazie per la citazione. vengo lesto a leggerti.ciao motorumorista.fantastico, ho beccato anche 007. e senza mai averne visto uno per intero.non credo che i sogni al cinema "debbano" essere in un modo specifico, però sono tanti i film che hanno esplorato questo mondo e mi sembra naturale farsi un'idea di come ogni autore lo abbia interpretato. e un film che dovrebbe essere totalmente fatto di sogni come inception, se questi non avvolgono e convincono, mi chiedo il perché. e questo nolan, purtroppo, m'è parso per nulla sospeso (io solitamente adoro la neve al cinema, proprio perché dà questa sensazione di vuoto, e perché si deforma e poi ricopre le tracce, segna il passaggio dei corpi e del tempo), ma proprio ancorato a un modello d'azione anni '60 che di visivamente e concettualmente memorabile, alla fine, ha molto poco. registro la deficienza del doppiaggio e aspetto il dvd per rivederlo in originale.

  12. ma in realtà in inception non si parla affatto del dogno, secondo me. Questo volevo dire. Non tratta del sogno, non coinvolge come un sogno perchè non ne narra.

  13. è anche perché sono in buona parte d'accordo con te che il film non m'ha fatto impazzire. mi spiego. inception non parla del sogno, ma lo adopera per costruire la sua particolare struttura narrativa. quella struttura che ha lasciato molti a bocca aperta, ma che in verità mi sembra molto meno complessa di quanto si dica. nel rendere la stratificazione dei mondi (nel momento più "denso" del film) nolan non fa altro che procedere in un montaggio parallelo di tre linee temporali, di cui una liquidata con il ralenti di una sola sequenza. fra l'altro, non è neanche vero che nolan non abbia ricercato rappresentazioni oniriche: lo fa nella prima parte e nell'apprendistato dell'architetto, poi utilizza alcuni postulati come "nel sogno tutto è possibile" semplicemente per materializzare un lanciarazzi. che come idea, diciamolo, è piuttosto povera.inception, dunque, perché sarebbe così sbalorditivo? e cosa è? non un film sul sogno, abbiamo detto, visto l'atrofia dell'aspetto onirico. un meccanismo narrativo, allora? quella del meccanismo è certamente la cosa che a nolan interessa di più, ma, come detto, non mi sembra poi un gioco così complesso e sicuramente non è svolto con grande abilità. infine, inception è soprattutto un action-thriller, ma anche da questo punto di vista, per i motivi citati precedentemente, il film non mi ha colpito né troppo convinto. credo che in realtà inception riassuma tutte queste componenti, più quella "romantica", e probabilmente il film è piaciuto tanto proprio per questa sua identità molteplice; a me è capitato, però, di vedere ogni singolo elemento interessante (seppure non strabiliante) nell'idea, ma non altrettanto nella realizzazione. 

  14. Visto che non amo i consensi unanimi che qualcuno non parli benissimo di un film che ha entusiasmato quasi tutti è qualcosa che alla fine mi fa anche piacere. Anche se tendo, in questo caso, ad essere più dalla parte di quelli tendenzialmente molto soddisfatti.Piuttosto mi interessa di più sviluppare un'altro aspetto del tuo discorso, quello che banalizzando si riassume in "non è un film di fantascienza ma un thriller".Questo mi fa venire in mente che molti dei capolavori della fantascienza sono sci-fi più qualcos'altro.Alien era quasi un fanta-horror, Blade Runner un noir fantascientifico, Guerre stellari una saga fantasy, per non parlare di film come Metropolis in cui si sconfina nella denuncia sociale.Quindi la fantascienza ha proprio dalla sua di essere un genere "trasversale" capace di assumere molte diverse sfaccetature.Come non pensare ai western "spaziali" di Carpenter o ai trattati filosofici di Takovsky?

  15. Ad ogni commento che s'avanza leggo un tuo certo vacillaree recedere dai "buoni commenti" iniziali…Forse le aspettative riposte e l'attesa trepidante……Il buon cuore…Il "Totem Nolan" troppo difficile da "attaccare" (…) tutto in solitaria………che facciamo…..???….Lo leviamo un mezzo puntarello???….FRANCO

  16. ciao martin. sono assolutamente convinto che il saper fondere diversi generi e temi sia una ricchezza per un autore, e una delle possibilità per dare un'identità definita a un film. quando sottolineo l'aspetto dell'action-thriller lo faccio più che altro seguendo il ragionamento di chi, invaghito di inception, non lo trova deficitario nella resa del mondo onirico, appunto perché concentra la sua identità nell'azione. come scritto nel commento precedente e nella recensione, nolan ricorre a diverse dimensioni per costruire il suo meccanismo, ma mi sembra non riesca ad esprimerne compiutamente nessuna.hola franco. in effetti la dimensione totemica di nolan è il fattore che più mi spiazza. istintivamente parlerei di questo film cercandone le cose buone per dire che in fondo non è affatto male, e invece devo cercare le cose cattive per indicare perché per me non è un capolavoro. nolan di capolavori non credo ne abbia mai fatti, ma da batman begins in poi (e da il cavaliere oscuro in crescendo allarmante) è l'epicentro di un entusiasmo mondiale per me incomprensibile. càpita.

  17. a me sembrava un Ottimo film d'azione. In fondo, se non definiscono il genere d'azione i film di Bond… Ma più che la scena della neve m'è piaciuto l'insieme ben costruito, il ritmo che riesce a essere piuttosto sostenuto, senza rendere il tutto stucchevole come un matrix. l'ho trovato accattivante, senza pretese filosofiche.

  18. di 007 ce ne sono tanti, e probabilmente ognuno avrà saputo costruire un ritmo più o meno convincente. io li ho sempre trovati un po' loffi e non ho mai visto più di qualche sequenza. però mi sembrano molto stilizzati, cosa che cozza parecchio col realismo anche eccessivo (a volte fuori luogo) di nolan, e in generale mi sembra improbabile che film anni '50-'60 possano essere considerati oggi dei punti di riferimento per la costruzione dell'azione e della sua resa scenica. infine, non so se sono filosofiche, ma nolan di pretese ne ha proprio tante tante e di aspettative ci tiene a suscitarne anche di più, motivo per cui si sta a discutere perché non sia un capolavoro, e non perché sia un film decente.

  19. mmm…non ritengo Nolan un regista così "geniale" come quasi tutti sembra fare….MA…personalmente non l'ho trovato come un film i cui personaggi persi nell'architettura, ma come un film-personaggio (Di Caprio) i cui non personaggi non sono mai esplicitati per quello che sono, proiezioni.Ho trovato la pellicola a suo modo interessante, vittima di un conflitto tra ambiguità e ambiziosità dell'idea e pubblico destinatario…conflitto colmato solo in computer grafica e grazie alla nomea che il regista è riuscito a farsi!Per il resto, come ho scritto io stesso, derivativo, come quasi tutto il cinema di Nolan, ma in modo piacevolmente supponente (tolta, come dico e ripeto di blog in blog, la scena lunghissima sequenza in cui Cobb sciorina una serie di spiegazioni, per la maggior parte piuttosto ovvie!).Ho trovato poi che il "subconscio militaresco" sia qui giustificato dalla simbologia di un subconscio che sta facendo una vera e propria guerra con se stesso al solo fine di trovare pace e sentirsi "redento".

  20. ho letto la tua recensione, zenn, e mi sembra che partendo da due punti diversi arriviamo più o meno allo stesso posto. col passare dei giorni la sensazione di un film che chiama in ballo diverse dimensioni e contorsioni narrative in maniera tutto sommato gratuita, non m'è passata. l'inconscio militarizzato mi sembra sia diegeticamente giustificato con un training apposito, comunque si risolve in un sacco di gente che spara con un sacco di armi.

  21. come ho scritto da me, ho apprezzato l'idea di nolan di mettere in scena la pellicola come un "film di genere" (chiaro il riferimento al cinema di james bond); lo reputo un gran film, non un capolavoro (qualche buco nella sceneggiatura, qualche interpretazione sotto tono) ma resta un filmone.

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