Machete (Robert Rodriguez 2010)

macheteCome molti film di genere Machete punta sulla quantità e varietà di oggetti  che si può efficacemente adoperare come arma: cavatappi, tosaerba, tacchi a spillo, sculture piramidali, vengono utilizzati per cavare occhi, spaccare casse toraciche e altre attività. Nei film di Rodriguez si muore nei modi più assurdi e imbarazzanti. Una persona sventrata e ancora viva da cui Danny Trejo srotola l’intestino per calarsi al piano sottostante di un edificio, è una cosa che ancora non avevo visto. Appurato questo, mi chiedo se gli appassionati del genere si divertano davvero, ridano di gusto alla visione di quest’ora e mezza di cazzate. L’impressione è che questo modo di fare film che ha almeno quarant’anni sia fra i più rigidi e fossilizzati e che l’unica componente dello spettacolo davvero sopra le righe sia da trovare nello spettatore. L’entusiasmo forzato con cui vengono accolte e rilette queste visioni sembra l’unico vero legame con certo cinema d’essai.  

Machete è un tipo dalla brutta faccia che si chiama così perché uccide le persone preferibilmente col machete. Quando una ragazza nuda guardandolo negli occhi tocca l’impugnatura dell’arma che ha legato alla cintura e gli chiede “cos’è questa cosa grossa e dura”, lui risponde “il machete”. Poi, in genere, Machete parla di sé in terza persona; abitudine che può essere sintomatica di tante cose, nessuna delle quali ha connotati positivi. Lo sfondo è quello del confine fra Messico e Texas, dove il senatore De Niro e la sua cricca per fermare l’immigrazione clandestina si adoperano in odiose efferatezze. Se all’inizio si può sospettare una denuncia di fondo, l’idea viene presto spazzata via dall’indistinta e ininterrotta violenza da fumetto.

Machete, anticipato da un (allora) finto trailer inserito in Planet Terror, insiste anche sull’iconografia di un altro film-nel-film che era la pubblicità di armi in Jackie Brown: donne in gonnellina che sparano coi mitra, sono evidentemente la figura ricorrente del cinema di Rodriguez. Nel casino finale, per la verità, si adottano anche soluzioni che dal punto di vista sanguigno e spettacolare sono scialbe e incongruenti. A completare il quadro e il cast le speculari Jessica Alba e Michelle Rodriguez, Lindsay Lohan nel ruolo di tossica persa, un pezzo avanti a Stanislavskij, i cattivi Jeff Fahey e il bolsissimo Steven Seagal e il già citato De Niro che ormai ha solo la faccia da “che attore coi controcazzi che sono stato, guardate adesso come abbasso gli angoli della bocca e mi prendo in giro”. E chiude il tutto con un finale alla Esopo.

machete(2,5/5)

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13 thoughts on “Machete (Robert Rodriguez 2010)

  1. in effetti, compagno martin, sono abbastanza sicuro che i film di rodriguez divertano lui più di chiunque altro. non sono uno sfegatato amante del genere, però mi sembra che il regista vada parecchio col pilota automatico.

  2. Peccato per De Niro. Nulla toglie però che possa divertirmi con questo genere di cazzate. In passato è successo.

  3. avevo un sacco di pregiudizi positivi, perchè – come ben sai – di solito sparatorie, esplosioni, vendette incrociate e donne nude sono il mio massimo divertimento al cinema. invece è un film fatto senza amore, ecco.otto b.p.s. giancarlo giannini viene appeso da una finestra per le sue stesse budella srotolate in hannibal di ridley scott, se non ricordo male.

  4. Ola Iosif!(o dovrei dire Giuseppe?) noto con piacere che l'attività della tua pagina riesce a mantenere una costanza (da me) invidiabile!Però quanto accanimento su questo povero Machete!Io l'ho trovato un film-parodia piuttosto divertente, non lo si può giudicare come un film di genere! Gli eccessi sono così dichiaratamente voluti ed eccessivi che parlarne come di un film semplicemente basato sulle uccisioni, per quanto comprensibile, non mi sembra corretto!Machete è un film trash-demenziale fatto tenendo premuto l'acceleratore a tavoletta e riesce abbastanza nell'intento!L'ho visto da poco più di un mese e non ne raccomando una seconda visione troppo ravvicinata, ed è più un film da serata con gli amici che da serata culturale e le sue risate me le ha sapute strappare…tra la scena in cui machete usa come corda di sicurezza un intestino umano e la morte di Steven Seagal (immensa! :) ) adempie ai suoi doveri!il film è sì riassumibile nella sua sequenza finale (parlo ovviamente dello scontro, tra messicani armati di padelle e uomini uccisi dale ruote anteriori di una macchina con le sospensioni truccate all'inverosimile!), basato sui clichè di sesso e violenza portati all'eccesso fino a diventare ridicoli; ma mi pare evidente che quello fsse lo scopo e non me la sentirei di linciarlo a questo modo!Se dovessero realmente realizzare "Machete Kills" e "Machete Kills Again"…ecco…in quel caso comincerebbe a diventare eccessivo!

  5. dottore, mi sembra che abbia colto perfettamente il punto: è vero, è un film senza amore, e machete ne avrebbe avuto un gran bisogno. non ho visto giannini eviscerato, però colgo l'occasione per dire che è il più grande doppiatore del mondo e di sempre. anche riccardo III è lui.

  6. ciao compare zenn (iosif o giuseppe è lo stesso, il primo è solo più digitale). è vero, il film l'ho visto da solo, quindi non nel migliore dei modi: per essere giudicato al meglio avrebbe bisogno di birra e amici bendisposti. se anche così dopo un po' ti ritrovi a riflettere sulle mutazioni del signor moretti e compararle mentalmente con quelle del capitano findus, allora è proprio da buttare. accantonando queste mancanze metodologiche e organizzative, a me la ricerca del ritmo forsennato, dell'acceleratore a tavoletta, dà spesso l'impressione di un falso movimento. il susseguirsi di scene sempre simili, per quanto queste siano internamente movimentate, evidenzia il vuoto della scena stessa. poi, machete qualcosa non dico di divertente ma di curioso ce l'ha, l'ho ammesso. dal punto di vista delle botte si dilunga con la mattanza di massa, ma i cattivi più cattivi, un tipo in giubbotto di pelle che sembrava molto minaccioso, il texano col cappellone, lo stesso jeff fahey, si perdono nella folla o escono di scena in punta di piedi. anche l'harakiri di seagal m'è parso poca cosa.

  7. bhè…sia chiaro che comprendo le tue obiezioni! E' come se tutto il film fosse un'unica sequenza un po' troppo lunga…ma ho trovato la sua "forza" proprio ne nonsense (l'harakiri di seagal l'ho apprezzato soprattutto come parodia di una certa fetta di personaggi un po' troppo duri da uccidere…).Però c'è da dire che io ho avuto il "problema" opposto al tuo, non ho visto il film da solo, ma in compagnia!Diciamo che, essendo generoso, l'ho visto un po' come una versione più demenziale ed eccessiva di un (mi si perdoni il paralellismo con un film di tutt'altra stoffa) "Hot Fuzz", che va un po' oltre la parodia diventando film di genere che prende per il culo il genere in sè.

  8. Concordo alla grande. In giro pare che non si possa più criticare Rodriguez, che dicendo vabbè è autoironia, lui fa film così da sempre, se ti piace ti diverti… ora, Machete non fa proprio schifo, ma mi da fastidio questa patente di "autorialità" che si vuole dare a Rodriguez (e perchè poi non ad altri sfornatori di tamarrate?).

    Noodles

  9. concordo, a me quest'alibi del metacinema non m'ha mai convinto: come ogni cosa può funzionare e non funzionare. rodriguez con con la sua pellicola fintissimamente rovinata ha già rotto da un po', ma anche tarantino quando si impegna troppo nell'esercizio di genere per me non fa altro che creare un film di genere, per definizione non particolarmene originale né memorabile.

  10. esattamente. il discorso vale tranquillamente anche per Tarantino. Io a costo di essere fulminato dai cinefili ancora non riesco a digerire del tutto il dittico Kill Bill, non so il gioco mi sembra troppo scoperto. E' un esercizio, più che un film. Ovviamente siamo a un livello ben più alto di Rodriguez, sia chiaro. Ma diciamo che preferisco Tarantino quando si ricorda che oltre che a smontare deve anche raccontare (superbamente come nei Basterds).

    Noodles

  11. devo dire che kill bill io invece lo metto fra quelli che mi sono piaciuti assai; quelli che ho digerito meno sono invece a prova di morte e jackie brown.

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