Monsters (Gareth Edwards 2010)

Se siete alla ricerca di una sorpresa, del film che non vi aspettate, probabilmente questo lavoro di Gareth Edwards è un buon candidato. In breve: una sonda della NASA nel tornare a casa si schianta lasciando liberi i mostri che ospitava di stabilirsi sulla Terra. In particolare infestano una larga striscia sul fatidico confine fra Messico e Stati Uniti, ormai teatro d’ogni genere di storia e ogni forma di rivisitazione. Un fotoreporter e la figlia del direttore del giornale per cui lavora devono attraversare l’area.monsters edwards

Messa così, Monsters sembrerebbe avere tutte le carte del fanta-horror standard, ma è sostanzialmente tutt’altro. È cosa del tutto diversa anche rispetto District 9, a cui è stato spesso paragonato: Blomkamp con 30milioni di dollari ha riempito di creature e scenari alieni un film di due ore, l’ha fatto meglio di un film dal budget quattro volte superiore e riuscendo a dare un senso a tutta l’operazione; Edwards con la cifra ridicola di 15mila dollari ha fatto un film che sembra un film vero, dove la presenza aliena lascia profonde tracce del suo passaggio e rimane quasi sempre un elemento esterno, che regala al mondo di Monsters un’atmosfera più sospesa ed incerta che minacciosa o fantastica. I film di Blomkamp e Edwards hanno in comune l’ottima resa del digitale. Dimostrano una volta di più come il supporto, con le sue dominanti fredde e le figure definite, sia in grado di offrire un’apprezzabile resa estetica e dia la possibilità, con investimenti anche minimi, di fondere perfettamente il mondo reale con elementi fantastici, fatti delle stesse luci e colori.
Monsters racconta il conoscersi dei due protagonisti portandoci nel loro viaggio, osservando oggetti naturali e innaturali, riflessi sull’acqua calma di un fiume, dettagli e ricostruzioni maestose, conoscendo persone (funzionari corrotti, miliziani ammazza mostri, ecc.) per una volta distanti dai personaggi che solitamente incarnano determinati ruoli, più impegnate ad avere un’anima e dei pensieri che a ricoprire delle funzioni dotate di fulminante battuta scialba; fatte le dovute proporzioni, più vicini a un soldato de La Sottile Linea Rossa che a un mercenario di The Expendables.
Edwards sopperisce all’impossibilità di mostrare delle creature davvero efficaci concentrandosi sugli aspetti reali del film e lavorando col fuori campo, con un sonoro molto curato nella resa dei rumori e nella costruzione di un commento musicale emotivo ma essenziale. Oltre ad essere un’ottima opera prima Monsters è senza dubbio una vetrina che Edwards utilizza per mostrare le sue capacità su diversi mezzi e nel trattare vari generi e registri, ma il risultato, al contrario di operazioni analoghe, può vantare una sua identità e suscita interesse verso il prossimo lavoro, previsto per il 2012.monsters edwardsmonsters edwardsmonsters edwards(4/5)

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10 thoughts on “Monsters (Gareth Edwards 2010)

  1. al momento non mi pare ci sia nessuna intenzione di distribuirlo (sorpresona!). però la qualità che circola è dvd.

  2. secondo me il fatto è proprio che non ha molta identità, col fiume alla apocalypse now, i tentacoli alla guerra dei mondi , i palazzi diroccati da film disastro, gli inserti documentaristici ecc. hai ragione, speriamo sia la prova generale per un grande film. però è divertente. e i purpi giganti che fanno all'ammore alla fine ispirando i protagonisti a baciarsi è di un demenziale pazzesco.
    ob

  3. dottore, ormai i film li hanno fatti e li abbiamo visti tutti. poi c'è chi sa riproporre dimostrando una certa perizia e chi no. questo edwards ha preso le cose che dici tu e le ha sapute riproporre facendo un film praticamente a costo zero, che fra un po' verrà distribuito anche in italia. roba che pure i cartelli per risparmiare li ha fatti in cgi invece di fare dei cartelli. e insomma, il film a me in buona parte è piaciuto. perplessità anche da parte mia per il finale coi purpi, ma essendo il finale ho fatto finta di niente. però non mi ricordavo che i protagonisti si baciassero. si baciano?

  4. eh purtroppo sì, poi fade to black e titoli di coda. leggo proprio ora che il regista farà godzilla: bene, mi sembra nelle sue corde!
    ob

  5. è una novità, questo godzilla. ha fatto in fretta ad arrivare ai soldi, vedi che è uno che la sa lunga. però anche nel malick pare ci siano dei dinosauri: forse è tempo di grossi rettili esistenzialisti, chi lo sa.

  6. Pingback: Minima Immoralia: Godzilla, Maleficent, Lone Ranger, Smetto quando Voglio, Dragon Trainer 2, Appleseed Alpha, Funeral Kings | SlowFilm

  7. Pingback: Rogue One: a Star Wars story (Gareth Edwards 2016), Il GGG – Il Grande Gigante Gentile (Steven Spielberg 2016) e l’egemonia Disney sulla nostra immaginazione | SlowFilm

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