Panico al Villaggio (Aubier, Patar ’09) Il Texano dagli occhi di Ghiaccio (Eastwood ’76) Tornando a Casa per Natale (Hamer 2010)

panico al villaggioPanico al Villaggio è un film belga dell’anno scorso, animato con i personaggi di plastica che i bambini usano per dare corpo alle loro storie. Le figure si muovono ciondolando come se ci fossero delle dita a prenderli e a simularne il passo, impacciato dalla pedana che serve a tenerle in piedi. La libertà con cui si inseriscono nuovi personaggi per dare corpo a una storia che vaga per vari mondi in assenza di leggi fisiche e narrative è stata generalmente molto apprezzata, io ho trovato grosse difficoltà a reggere i 70’ di sostanziale noia. Si assiste a un gioco eterodiretto, in scenari fantasiosi ma elementari nella realizzazione, come si assisterebbe a un’ora abbondante di svago infantile. Mentre i bambini giocano sul tappeto coi soldatini solitamente i grandi bevono rum, escono al freddo a fumare e parlano dei mali del mondo. (2/5)
 
tornando a casa per nataleIl Texano dagli Occhi di Ghiaccio l’ho recuperato quando è nata l’esigenza di un film fatto a forma di film, dopo una serie di visioni deludenti oltre ogni previsione. Questo Eastwood del ’76 ha svolto perfettamente il suo compito: un western lineare, ironico, bello a vedersi, con una storia violenta ma anche più “ottimista” della media, un classicone senza dover ricorrere a sovrainterpretazioni. (4/5)
 
Bent Hamer ha tratto le storie che si intrecciano in Tornando a Casa per Natale da una raccolta di racconti dell’altrettanto norvegese Levy Henriksen. Pur essendo interessante, immerso nella normalità malinconica di Hamer, Tornando a Casa è meno efficace di opere come Horten, Kitchen Stories o Factotum. La breve durata della pellicola, divisa per sei vicende differenti, restituisce un affresco in linea con la poetica del regista, ma i consueti silenzi, i tempi e i dettagli soffrono i cambi di scena e impediscono d’affezionarsi ad una storia o a un personaggio. In altre occasioni Hamer ha fatto meglio delineando col suo cinema minimale poche figure accurate e affezionandosi più a queste che alle loro vicende. (3/5)
 
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9 thoughts on “Panico al Villaggio (Aubier, Patar ’09) Il Texano dagli occhi di Ghiaccio (Eastwood ’76) Tornando a Casa per Natale (Hamer 2010)

  1. A proposito del "Villaggio"…..
    ….Prova a lasciare gli adulti a bere il loro Rum e invece proiettatati
    esattamente dentro il mondo sconclusionato dei bambini….
    che sara' pure ricostruito dai "grandi" (adulti….) ma non  condivido sia "eterodiretto"….
    ……è invece a mio modo di vedere una davvero "acuta" simulazione con
    squarci di fantasia larghi abbastanza per farne un pochino di cinema
    aperto e spensierato…..
    (certo..è "un prodotto"…..è "sceneggiato"….ma il gioco è a carte scoperte….onesto!…..)

    …poi, va da se, che di genitori che muoiono di noia a vedere giocare
    i proprio figli ce n'è a migliaia…..
    ……….e ciononostante ancora non si tratta di una buona ragione per ignorare del tutto una delle poche parti di "mondo ancora sano"……

    FRANCO

  2. Panico al villaggio dunque è una fregatura. sentivo una certa puzza, ma al tempo stesso mi dicevo questo film può essere un'avanguardia "povera" molto interessante. a questo punto mi sa che ho fatto bene a non andare al cine.

    Il Texano, splendido film, come molti altri di Clint. Ma per me è superato da Il Cavaliere Pallido che proprio adoro (ovviamente escludendo da questa casistica IL capolavoro degli anni 90).

  3. ciao mr. franco. non so, a me questa cosa del "lasciarsi rapire dalla fantasia infantile" non  mi convince. non credo si possa tornare cinquenni per vedere panico al villaggio o adolescenti per vedere twilight. credo che i film che riescono a comunicare ad età tanto diverse, l'esempio classico è miyazaki, lo facciano trovando un linguaggio e un equilibrio estremamente complesso.
    la trasposizione pedissequa del gioco infantile sullo schermo, invece, mi sembra un'operazione pigra e irrisolta, che comporta un tradimento come i tentativi di trasposizione tavola per tavola dei fumetti, o rigo per rigo dei libri, ecc. quando cambia il campo da gioco devono cambiare anche la regole. 
    ho utilizzato la parola eterodiretto perché si assiste ad un gioco che ha il suo senso nella partecipazione, senza ovviamente poterlo influenzare. per me non c'è motivo di ostentare tanta libertà se non è anche la tua, si finisce per subirla.

    ciao nood. panico al villaggio l'hanno visto in pochi ma tendenzialmente è piaciuto. al momento, però, sono del tutto sicuro della mia noia. 
    cavaliere pallido mi sa che non l'ho mai visto con coscienza. ci metterò presto una pezza e ringrazio per il suggerimento.

  4. Mi spingerò ancora oltre, per me Josey Wales è uno degli Eastwood più belli in assoluto.
    Ma diciamo la verità, prima di Mystic River, con la sola eccezione degli Spietati ma era "solo" un western, il buon Clint come regista non se lo filava proprio nessuno.
    Poi è diventato di moda e tutti a osannarlo a ogni sua nuova uscita.
    Personalmente lo seguo da sempre e ci sono parecchie pellicole che meriterebbero di essere rivalutate da certa critica snob…

  5. me ne mancano vari, qualcuno lo recupererò, con calma. quel che dici è abbastanza vero, qualsiasi cosa faccia eastwood ormai è automaticamente un classico immortale. un film come bird se lo facesse oggi probabilmente si spellerebbero le mani, al tempo venne per lo più accusato d'aver pisciato fuori dalla tazza.

  6. Mr. "IOSIF"….

    Trovo condivisibile quasi tutto quel che mi dici "in risposta"…..
    …….a patto però che si voglia considerare il tutto esclusivamente
    da un punto di vista "adulto"…..

    Quel che di "buono e di originale" ha secondo me "Panico al villaggio"
    nella sua semplicità è proprio questo metter in scena, a mia memoria
    personale per la prima volta, il mondo dei bambini esattamente
    come lo avrebbero pensato loro stessi…..

    …e quindi partorendo uno script "volutamente assurdo" e senza
    alcuna costrizione logica…..

    Ora….proprio per questo, "la logica strutturata ed adulta" puo' vacillare
    ed anche annoiarsi……

    ….Però il cinema non è soltanto "per noi", ed un "recensore" deve
    anche saper travalicare il "gusto personale" ed indirizzare il suo
    pensiero critico oltre se stesso…..

    Cio' detto, il film sicuramente è rivolto ad una platea di "piccoli fan"
    (ma lo erano in fondo anche Cenerentola e Biancaneve, anche se
      allora la Disney affascinava con il tratto del disegno ed alcune
       trovate geniali….), ma a me è piaciuto….

    Capisco bene chi come te lo abbia "mal digerito", ma mi permetto
    di insistere sul fatto che si possa, talvolta, provare ad affacciarsi
    in mondi distanti dal nostro, scoprendo dimenticate "NOSTRE"
    zone del cuore e dell'anima…. (e non sto parlando solo di una
    mera "operazione ricordo"….)

    FRANCO

  7. ciao superfranco. che il mio sia un punto di vista "adulto" è vero e credo anche inevitabile, ma è anche vero che la mia impressione è in risposta a chi ha giudicato il film piacevole e spensierato dal proprio punto di vista adulto, e non in risposta a bambini che potrebbero aver sgranato gli occhi durante la visione di panico al villaggio. l'ultimo shyamalan l'ho visto con due bambini, quindi posso testimoniare che è piaciuto, in questo caso non ho la possibilità di fare da portavoce al possibile apprezzamento (o disprezzamento) fanciullesco.
    quel che mi viene da pensare, però, è che anche l'universo infantile non è da considerarsi come "fonte" di reazioni univoche, e allora posso credere che questo restituisca giudicabilità al film. 
    un'altra cosa che penso, cercando di immedesimarmi nel possibile giudizio infantile, è che assistere a un gioco non è come farlo. mentre l'adulto gioca a giocare (limite che l'intrattenimento per videogiocatori cerca di cancellare) il bambino vive il gioco come la realtà, e per farlo la manipola, meglio in compagnia di coetanei. il film implica invece il passaggio ad una simulazione esterna e, di nuovo, un tradimento della fonte d'ispirazione originaria , perché di tradimenti si parla ogni volta manchi la necessaria rielaborazione da parte dell'autore.

  8. Caro Giuseppe…. (e così ampliamo il campionario per l'apertura
    dei post….)
    ….lungi veramente da me la voglia di "polemizzare", anzi….

    Solamente per amor di comprensione e perchè trovo molto interessante
    dibattere un punto di vista assieme a te, per quanto in maniera
    troppo "frammentata e distante" (con tutto cio' che ne consegue….9
    volevo solo sottolineare un paio di cose…..

    Una……trovo che il colpo di genio, molto simile "all'uovo di colombo",
    di "Panico al villaggio", sia stato esattamente quello di fare, pensare
    e realizzare un film esattamente come credevano l'avrebbero fatto
    dei bambini….in questo, bisogna riconoscergli se non una sua
    unicità, quantomeno una sua originalità….
    Se poi questa sia stata una operazione "pulita, onesta", fatta con
    disinteresse e trasporto, non sono in grado di dirlo io…
    Ma è una considerazione che varrebbe per svariate altre pellicole
    se non addirittura per la totalità di esse….

    L'altra…ovvera la Seconda cosa…..credo che i gusti siano gusti
    e quindi è normale oltre che legittimo che non ti sia piaciuto
    e ti abbia annoiato (e ne hai ben correttamente argomentato,
    come tuo solito, e con una invidiabile proprietà di linguaggio
    e di esposizione….)
    E però…..svelandoti un piccolo particolare della mia vita privata….
    Io ho una moglie che insegna alla scuola dell'infanzia, ovvero
    bambini dai 3 ai 5 anni…….UN MONDO LUNARE….certo, distante
    da quello adulto…..ma sebbene le cose, anche necessariamente
    cambino con l'età, non è detto che non esistano adulti che "GIOCHINO
    PER GIOCARE" e che tutti debbano per forza "GIOCARE A GIOCARE"….
    Io, in parte, ne avrei le prove……

    Certo, servono molto "trasporto, lasciarsi andare e parecchi altri
    dettagli…."…..ma con una vera volontà di immedesimazione si
    puo' quantomeno provare……

    Niente altro da aggiungere………
    Se volessi una panoramica piu' ampia (ma credo che a questo punto
    non aggiungerebbe molto di piu'…) su quel che ho scritto dopo aver
    visto la pellicola, l'indirizzo è il solito:
    "effemme.splinder…….PUNTO eccetera eccetera…..scorri con il mouse
    l'elenco di destra….CLIC su Panico al villaggio….e VOILA'……"

    ciao……e……grazie a te ed ai tuoi amici per avermi indirizzato verso
    Joesy Wales e Winter's Bone……

    A presto….FRANCO

  9. non vedo alcuna polemica, franco, in questo dialogo che invece m'è parso del tutto fruttuoso. scambiarsi impressioni aiuta a focalizzare nuovi punti di vista e approfondire qualche idea ancora in nuce. 

    detto ciò, concordo sull'originalità dell'approccio, pur essendo ancora scettico sulla validità.
    con "giocano a giocare" mi riferivo alla consapevolezza che ha l'adulto nel star facendo, appunto, un gioco; consapevolezza che manca al bambino, rapito dalla "realtà" del gioco. ma per essere tanto coinvolgente il gioco dev'essere vissuto, mentre panico al villaggio mi sembra proponga la rappresentazione di un gioco in prima persona. e con questo non credo di sminuire né l'essenza lunare del mondo fanciullesco, né le possibilità dell'adulto di godere del gioco.

    hola franco, alla prossima.

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