Il Passaggio della Linea (Pietro Marcello 2007)

il-passaggio-della-linea pietro-marcelloIl Passaggio della Linea è un film che nasce da un’idea semplice, resa forte e coinvolgente dalle scelte formali e narrative. Pietro Marcello documenta la vita nei treni italiani a lunga percorrenza, osservando i volti dei passeggeri e ascoltando le loro storie, lasciando che le voci si inseguano e si confondano, affacciandosi dai finestrini e concentrandosi sul rumore delle carrozze sulle rotaie. Come ne La Bocca del Lupo, Marcello riesce ad armonizzare il soggetto spontaneo, “estemporaneo”, dato dalle persone che il caso porta ad incontrare sui convogli, con una messa in scena attentamente congegnata, complessa nella ricerca della fotografia, dei dettagli sui movimenti e i tratti dei viaggiatori, delle luci e del montaggio sonoro.  
 
Al tempo stesso documento e trasfigurazione poetica, in questo breve viaggio di un’ora che riassume spossanti e ripetitive migrazioni incontriamo pendolari, disoccupati, emarginati, e ognuno sa raccontarsi con poche frasi o con un gesto del corpo. Costretti in un movimento perpetuo che sembra perdere finalità e quindi annullare se stesso, i passeggeri si perdono in una Zona fatta di porte metalliche e luci notturne che punteggiano le stazioni e gli spettri delle periferie. Il treno si muove come un serpente d’acciaio che, ingoiati i suoi ospiti prima d’andarsi infine a rintanare, riassume in sé l’interno e l’esterno, coi paesaggi freddi dipinti sulle fiancate dei corridoi. La fotografia di Daria D’Antonio e le scelte musicali riescono a ricordarci quegli spazi in movimento e quelle attese che abbiamo vissuto decine di volte amplificando il loro carattere ipnotico e malinconico, mentre Pietro Marcello trova nella forma documentaristica l’essenza di una libertà pienamente cinematografica che non ha bisogno di grandi investimenti ma di ottime capacità e sensibilità artistica.

(4/5)

Annunci

4 thoughts on “Il Passaggio della Linea (Pietro Marcello 2007)

  1. mi ha detto che ha 7 ore di girato. una notte fuori orario tutta così sarebbe fantastica, gli ho detto, proprio davanti al capo di fuori orario, col quale sto lavorando a un progetto. e lui ha detto sì. speriamo.
    ob

  2. se riuscisse a montare un'altra oretta con la stessa intensità, sarebbe davvero un capolavorone. però mi sembra improbabile che possa decidere di fare un lavoro del genere solo in vista di un eventuale passaggio a fuori orario. devo anche dire, però, che m'è piaciuto così tanto che mi pare abbia un equilibrio perfetto. ma chissà. 

    curiosità: oggi abbiamo girato più di tre ore per una scena che durerà tipo 7-8 minuti. sono molto stanco.

  3. Pingback: Bella e Perduta (Pietro Marcello 2015). Il cinema ritrova il suo legame con l’intimità delle cose | SlowFilm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.