Outrage – Autoreiji (Takeshi Kitano 2010)

outrake auoriji kitanoÈ in effetti questa l’opera con cui Kitano realizza compiutamente il suo suicidio artistico. Anzi, più esattamente, si tratta di un drammatico incidente. In Takeshis’ e Glory to the Filmaker, infatti, era diversamente ravvisabile la volontarietà dell’autolesionismo, e tutto sommato accrescevano l’attesa e le speranze annunciando una svolta nelle aspirazioni e nella produzione dell’autore. È seguito il pressoché dimenticato Achille e la Tartaruga, qualcosa di molto vicino al limbo, mentre Outrage è Fonzie che prova a saltare lo squalo e gli finisce direttamente in bocca. Kitano riprende i temi e gli elementi che lo hanno reso uno dei più grandi registi  degli anni ’90, la yakuza, gli smignolamenti, le bacchette usate impropriamente, i personaggi votati alla morte, e fa un brutto film. Che è come m’immagino un tv movie giapponese, magari un tv movie giapponese di fine ’70. Con l’eccezione di qualche minuto di montaggio accattivante all’inizio e alla fine, Outrage è un ininterrotto e monotono ringhiare e prendere a pugni in faccia e mettere le mamme in mezzo, dove anche la famigerata scena del trapano da dentista semplicemente non sussiste, è un’innocua cazzata.  
 
Pochissime, dunque, le invenzioni registiche, esile come mai lo spessore di personaggi che muoiono senza suscitare nessuna nostalgia nello spettatore, disperato il tentativo d’identificare nel film una nuova visione della mala nipponica, come se questo potesse bastare a renderlo interessante. Naturalmente sono pronto a credere in una resurrezione, non appena si mostrerà ai miei occhi, ma quell’annuncio di Outrage 2 in coda ai crediti è impietoso e scoraggiante. 

(2,5/5)

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14 thoughts on “Outrage – Autoreiji (Takeshi Kitano 2010)

  1. lo abbiamo sospettato ma non ce lo siamo voluto dire… comunque non ti credo, non è possibile, mo me lo procuro pur'io.
    ob

  2. non so se ho esagerato, ma credo di no, m'ha dato veramente poco questo film, che deve fare i conti con ben altri fratelli maggiori. attendo la tua, fammi sapere che se mi convinci me lo rivedo.

  3. Non conosco tutto di Kitano, ma quello che ho visto è stato sempre ai massimi livelli (ed è stato sempre il Kitano di genere, anche che so quello di Zatoichi.
    Mi spiace che il genere Yakuza non gli riesca più come una volta. Già Brother era un po' appannato, o quanto meno non arrivava ai fasti di hana-bi.
    Ma per quanto mi riguarda, a meno di smentita, il Kitano autoreferenziale, meno di genere – di cui ho visto solo Takeshis', mi lascia un po' nterdetto. sarà che ci ho capito poco, forse perché lo conosco poco… ma non mi dice molto.

  4. kitano ha avuto un ruolo speciale, quando ero giovine, come i coen, kubrick, wenders, jarmusch…e allora ci sono parecchio affezionato. tanto da giustificare anche glory to the filmaker che già mostrava un po' la corda. takeshis' è il film che ha interrotto il suo rapporto con l'occidente, ma credo sia ancora notevole, per quanto non enorme come le sue creature precedenti. vederlo scivolare sul gangster movie è la cosa più dolorosa. credo che questo stile crudo e "povero" sia anch'esso una scelta, ma non mi sembra una valida alternativa alla regia e la scrittura stracolme d'idee e suggestioni che lo hanno reso un autore di fama mondiale.

  5. Concordo in quasi tutto iosif, purtroppo la vena di Kitano è pericolosamente vicina all'inaridirsi, però se fino ad Achille e la tartaruga (che malaccio non era) traccie del suo modo di fare cinema erano presenti, qui sembra veramente dare un calcio sdegnato al passato, quasi con atto masochistico, reso ancor più tale dall'annuncio del sequel.
    La violenza raccontata così , senza poesia (cosa che sapeva fare benissimo) è alquanto noiosa e non degna di un tale regista.
    Aspettiamo quindi a anche la resurrezione di Kitano.

    Missile

  6. E' un dispiacere leggere cose del genere su un film di Kitano.
    Ma non sei il primo a stroncare il suo ultimo film (peraltro mi chiedo come lo hai visto…). In molti speriamo nella resurrezione nel maestro che era e che è ancora (lo spero). Ma se dici che il film annuncia anche un sequel, ci si chiede dove Kitano voglia arrivare.
    Mah.

    Un saluto.

  7. occazzo, mi sento in colpa per questa cosa di kitano. mi viene voglia di rivederlo per smentirmi. per fortuna non ci conosciamo. un amico che invece lo conosce (davvero) mi diceva che vorrebbe fare un film alla dolls, ma non gli danno i soldi, e allora outrage 2. 
    come l'ho visto non è certo un mistero, circolano il dvdrip e i sub eng.
    un saluto anche a te, al.

  8. Non è il caso di sentirsi in colpa.
    Ma sentir parlar "male" di un film di Kitano è un pò come vedere "Hereafter" di Eastwood. pur sapendo che è la verità quella che sappiamo, ci si rimane male.
    Spero davvero che come dice quel blogger che mi hai linkato, la crisi creativa di kitano sia solo una conseguenza di mancati finanziamenti.
    Il dvdrip lo avevo cercato tempo fa e non lo avevo trovato, allora ho pensato che forse non era mai uscito in dvd o bootleg. A quanto pare mi sbagliavo.

    Ciao Iosif, un saluto.

  9. allora hai una buona notizia: scarica e affronta kitano. meglio con i mignoli in tasca.

  10. Outrage è un bellissimo film, un vero delirio di video arte costruito come una sorta di domino allucinante dove la vita dei personaggi non sono altro che un grande teatro d’ironia e morte(ricordo il finale di zatoichi).Sono stanco di leggere ripetute critiche insensate su questo film,cosi’ come l’ eccessive lamentele sulla perdita dell’estro artistico di kitano.questa sua ultima opera ha tutte le carte in regola per essere considerato un gioiellino d’autore,gioiellino perchè il film scorre e si lascia guardare con molta godibilità,e non annoia e non è mai ripetitivo anzi inventa un modo di vedere ed’imprimere la violenza come non la si era mai vista prima,(artisticaente parlando)kitano cambia e tenta,e avvolte i suoi vecchi film ci sembrano capolavori ineguagliabili(lo sono) ma di questo ne è la causa anche l’effetto nostalgico….il cinema è esperimento,come tentare e riprovare quel gioco che ci aiuta a sognare e kitano di giochi se nè intende,e cosi’ prova e perchè no’ ci riprova anche,specie se vengono fatte nelle situazioni piu’ critiche(la sua depressione artistica)…..lo consiglio vivamente

  11. ciao anonimo, mi spiace d’essere concausa della tua stanchezza. anche io, d’altronde, provo un lieve senso di spossatezza quando qualcuno mette in discussione la mia capacità di discernimento perché non è d’accordo con un giudizio su un film.

  12. Ciao Giuseppe sono sempre l’anonimo che ti scrive(Mauro 86,con i computer sono una frana è non ho ancora capito come registrarmi qui sopra),infondo creare intese nel cinema puo’ essere anche un’incontro,i dibattiti mi piacciono,purchè siano costruttivi…
    il cinema è una macchina che produce illusioni(filosofamente parlando anche quello che vediamo e viviamo noi tutti i giorni puo’ esserlo) e le illusioni sono sempre assorbite in maniera relativa,quindi ognuno a la sua prospettiva di vedere le cose…
    .

  13. ciao mauro, non me ne volere, ma devo rilevare come la tua spinta dialettica abbia il fiato un po’ corto, visto che arriva già “stanca di leggere ripetute critiche insensate” e invoca migliore comprensione dell’essenza cinematografica, ai tuoi occhi già tradita a causa di un giudizio distante dal tuo. sono però d’accordo che nel cinema sia essenziale “tentare e riprovare”, e anche credo che la ripetizione, pratica ben conosciuta da kitano, sia una parte consistente del fascino filmico.
    kitano è uno dei miei autori preferiti, e anche questo suo ultimo lavoro l’ho visto appena possibile (il post risale a due anni fa). ho visto e in molti casi rivisto tutti i suoi film e, ad esempio, non mi fa impazzire dolls, che è invece il più conosciuto e apprezzato in occidente, mentre trovo eccellente il successivo zatoichi, e per andare più avanti nel tempo, anche molte parti di takeshis’. questo per dire che non mi sento affetto da forme di nostalgismo, mentre credo di poter ammettere a me stesso lo scarso apprezzamento anche di un’opera di un regista che amo molto. detto ciò, spero ritrovi la voglia di fare film, anche con un outrage 2 (imdb lo dà in preproduzione), perché la voglia di vederli non manca mai.

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