Cigno Nero – Black Swan (Darren Aronofsky 2010)

cigno nero black swanAronofsky racconta il corpo, la lotta per conquistare il palco dove poterlo esibire, i tentativi fatti per plasmarlo e le mutazioni temute e involontarie. Black Swan, come Π, amplifica la relazione e l’interdipendenza fra corpo e psiche, costringendo la protagonista Nina, nominata prima ballerina nella rappresentazione de Il Lago dei Cigni, a (ri)scoprire il suo lato oscuro per dare vita al cigno nero, lasciando che si confondano la persona e il personaggio, il palcoscenico e la vita. Il corpo della danzatrice esprime i desideri e le paure di Nina, porta negli specchi la sua ambiguità, subisce cambiamenti e mutilazioni, a volte suggeriti da inquietanti effetti sonori, altre messi in scena con freddo orrore visivo.
 
Black Swan, pur non impeccabile in ogni sua scelta, sa creare un’atmosfera tesa e malsana, data dalla morbosità per il dettaglio che il regista accompagna al distacco con cui, lui prima delle sue storie, mette in mostra i suoi protagonisti, senza mai accordare pietà o concedere speranza. Il suo rimane un cinema dalle inquadrature in movimento continuo ma controllato, i colori lividi, la predilezione per il primo piano che nell’azione si allarga fino al campo medio, cogliendo in ogni momento lo sguardo del suo protagonista e mostrando solo di rado la figura intera. Questo ha portato a una rappresentazione solo parziale dello spettacolo e dei numeri di danza, non essendo quasi mai visibili i passi, ma ha permesso una buona performance di Natalie Portman anche senza controfigura.
 
Se con The Wresler, che pure si fonda sul corpo di Rourke e viene spesso richiamato come termine di paragone, Aronofsky mostra un percorso di redenzione, attraverso Black Swan compie il percorso inverso, nel senso di un’inarrestabile perdizione. 

black swan
black swan(4/5)
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22 thoughts on “Cigno Nero – Black Swan (Darren Aronofsky 2010)

  1. Mentre leggevo infatti le prime battute di questa recensione mi è venuto in mente The wrestler in quanto a rapporto col proprio corpo, ecc… Comunque non vedo l'ora di vedere anche questo, dato che The wrestler mi è piaciuto enormemente.

  2. ale, le somiglianze sono più d'una, sia nella regia che nella scrittura, come avrai modo di vedere.

    ciao mei. brutta brutta, dici? a me non dispiace, in verità. in bocca al lupo per il film, io ci ho messo qualche giorno prima di decidere che m'era piaciuto.

  3. Concordo sulle similitudini profonde con The wrestler, il registro è quello e debbo dire che ancora oggi, a oltre una settimana dalla visione , qualcosa mi sfugge del film; lati positivi: lo scandagliare il lato buio della protagonista che diventa la sua ancora di salvezza, ambientazione bella (anche se troppo insistentemente ricercata), lavoro che sicuramente non passa inosservato; lati negativi: un po' troppo specchiarsi del regista nella ricerca ostinata del clima cupo, un finale che seppure simile, manca della forza di The wrestler.
    Merita senza dubbio una seconda visione.

    Missile

  4. hola missile. in verità le scene finali a me sono piaciute. scopertamente cariche, è vero, ma efficaci. non mi ha convinto a pieno, invece, cassel, anche se c'è da dire che m'è in generale piuttosto antipatico. il suo personaggio, ad ogni modo , è un bel po' stereotipato. sembra anche a me che aronovsky ricerchi molto l'ambientazione e l'atmosfera, ma in questi ultimi due film credo ci sia della malattia spontanea, osservata con distacco. molto meno m'aveva convinto requiem for a dream, decisamente più artificiale.

  5. 1. la pianista di hanecke 2. la mosca di cronemberg 3. spiderman3. senza scomodare i vecchi. ma chi se ne frega: gran bel film, divertente, da applausi a scena aperta in un paio di scene. e portman è uno dei miei profilmici preferiti (ricordiamo che il filo di cellulite sotto la sua chiappa sinistra in hotel chevalier fu il miglior attore del 2007).
    ovviamente ob

  6. sia de la pianista che di spiderman non conservo praticamente memoria alcuna. de la mosca sì, e la carnazza mutante c'è. però, appunto, non ne farei motivo di demerito, sono temi comuni: siamo ricchi (stavo scrivendo siamo in occidente, poi mi sono ricordato dei giappi), la carne è flaccida, lo spirito ancor di più. 
    ricordo il tuo apprezzamento del profilmico portman già in tempi antichissimi. siamo ricchi, ma almeno ancora coerenti nelle cose che contano.

  7. Sembra avere tutti gli ingredienti per piacermi: palcoscenico, danza, musica, Odette/Odile, bianco/nero. Molto interessante.

  8. ciao luciano, credo anch'io possa piacerti. per vederlo grande, nei cinema è dal 18 febbraio.

  9. E' uno dei film che più attendo… qualcuno a suo tempo mi disse che Aronofsky ha preso molto da Perfect Blue di Satoshi Kon… è vero? 

    comunque bel blog, verrò a visitarti ancora…
    ciao

  10. ho avuto la fortuna di vederlo in sala l'ultimo giorno della mia permanenza newyorkese…
    Le somiglianze con Wrestler ci sono, soprattutto registicamente (d'altronde, a detta del regista, li aveva pensati come un film unico pare…) ma devo dire che, per quanto mi fosse piaciuto "The Wrestler", ho trovato "Black Swan" semplicemente migliore…forse il miglior Aronofsky di sempre (
    "P greco" non è che m0'avesse convinto granchè e trovo "Requiem for a Dream" un film semplicemente mediocre…"L'Albero dela Vita" mi manca)

  11. ciao, utente anonimo, benvenuto. purtroppo perfect blue è l'unica opera di kon che non ho visto, ma conto di farlo.

    mr. zen, buonasera. the wrestler dovrei rivederlo. in linea di massima credo di averlo preferito per l'atmosfera più "intima", mentre black swan ha un'impronta horror. però, è vero, i due film si somigliano davvero tanto, dal punto di vista registico. non sapevo in progetto aronofsky li volesse in un unico film, grazie per la notizia, mi informerò. pi greco l'ho visto parecchio tempo fa, ma ricordo che mi piacque. in genere apprezzo le persone che si trapanano il cervello. requiem for a dream, son d'accordo, è niente di che, il suo film per me meno interessante. l'albero della vita è davvero eccessivo, ma personalmente qualcosa di buono ce l'ho trovata. ne scrissi molto brevemente qui. ciao, alla prossima.

  12. Anche secondo me c'è qualcosa di "Perfect blue", ma non quanto Polanski ("Repulsion") e Cronenberg. Il film mi è piaciuto molto, devo dire che con questo e con The wrestler sto iniziando a cambiare idea su Aronofsky, che nei suoi primi tre lavori non mi aveva convinto molto.

    Ciao
    Christian

  13. insomma devo proprio vederlo questo perfect blue. provvederò.
    a me piacque anche pi greco, ma mi sembra che già ne parlammo.

  14. Sì, a me "Pi" non era piaciuto per come ritraeva (con troppe imprecisioni e luoghi comuni) la matematica, ma per il resto era un film interessante. Ora, alla luce de "Il cigno nero", di cui riprende molte cose, forse lo rivaluterò. ^^

    Christian

  15. Mi è sembrato l'estremizzazione di quanto di buono era emerso da The Wrestler, con eccessi non sempre condivisibili. Certamente lo scatto di ritmo incessantemente soffocante che emerge dopo i primi 20 minuti è perfettamente reso, e gli scontri con la personalità "nera" sono resi in maniera notevole, però arriva nel complesso a comporre la storia di una malattia maniacale, realizzata in modo maniacale, con un gusto per l'eccesso estremo. The wrestler l'avevo più apprezzato forse proprio per la mancanza di questo aspetto visionario che con costanza "malata" accompagna ogni istante del Cigno Nero. Il film mi è piaciuto, anche molto, ma ha troppe esagerazioni (vedi piedi palmati e penne nere…se ne poteva anche fare a meno vista tutta la suspense già in atto)…
    In sostanza film buono, ma il tutto è un pò troppo
    Pa

  16. ciao paolone! the wrestler è certamente il film più "sobrio" di aronofsky, lì a fare l'effetto speciale basta rourke…
    black swan non è un capolavoro, ma è un bel film, e infatti anche tu mi dici che t'è piaciuto. a suo favore c'è da dire che è esagerato sempre, quindi è un prendere o lasciare. e tutto sommato, pur con questo suo carattere, non arriva ad eccessi di pacchianeria che invece erano sfuggiti in requiem for a dream e l'albero della vita. mi sembra un buon compromesso fra the wrestler e le tendenze precedenti del regista. 

  17. Secondo me la somiglianza tra i due film è davvero forte, ma al tempo stesso credo sia sbagliato leggerli troppo forzosamente a paragone. Condividono come scrivi, è evidentissimo, lo stile, la pennellata fluida e incollata al protagonista, ma poi procedono verso strade diverse. The wrestler mi sembra più il racconto di un'agonia personale, di un pony azzoppato che tenta invano la rivalsa. Black swan punta forse più sulla metafora dell'arte, in senso assoluto.

    Noodles

  18. Si infatti mi è piaciuto, e concordo totalmente su Requiem For a Dream, pretenzioso e sgonfio al tempo stesso. L'Albero della Vita mi manca, ma da quello che posso leggere oserò continuare a campare anche facendone a meno…

    Pa (Fondatore del GAMR, Gruppo Aridatece Mickey Rourke)

  19. ciao nood. sono d'accordo che non ci si debba troppo riferire al film precedente, per quanto il dittico formato dal regista è di per sé una cosa affascinante, quindi l'accostamento non lo vedo come una cosa negativa. in black swan il balletto consente forse un richiamo all'arte, per quanto le due rappresentazioni, il wrestling e la danza, alla fine abbiano nei due film una consistenza molto simile. quella della portaman è un'ossessione pura che si fonde con le sue debolezze (e dalle stesse nasce), e tutto sommato non viene richiamata più di tanto nei suoi aspetti peculiari ed "accademici", né nell'idea né nella rappresentazione. come dicevo anche alla fine del post, i due percorsi sono personali e speculari, nel senso della redenzione (è l'espiazione che conta, al di là di un risultato – una rivalsa – più o meno tangibile) per quel che riguarda rourke, in senso inverso per la portman.

    paolone, bene il tuo gamr, ma anche natalie portman si lascia guardare, suvvia.

  20. troppo laconico nei confronti di Natalie che si meritava una mezza pagina solo per lei e per la sua geniale meravigliosa umana imperfezione… sarà che sono innamorato

  21. ciao marione :) non sei il primo, oggi, ad accusarmi di non rendere sufficiente omaggio alla divistica meravigiosità (vedi commenti su idi di marzo). non sia mai detto, coi sentimenti non si scherza. a mia discolpa cito la prima foto in basso al pezzo, ch’è uno dei momenti più intensi della carriera di Natalina.

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