127 Ore – 127 Hours (Danny Boyle 2010)

Aron, giovane e simpatico escursionista, rimane bloccato in un crepaccio del Blue John Canyon nello Utah. Un masso gli è franato sul braccio schiacciandolo contro la parete di roccia; proverà a cavarsela col solo contenuto del suo zaino e un atteggiamento tutto sommato positivo nei confronti dell’esistenza. L’incresciosa situazione (ispirata a una storia vera) si protrarrà per cinque giorni e sette ore.
 
Boyle ha una certa predilezione per i personaggi “incastrati” in condizioni difficilmente gestibili, portandoli al limite della follia. Ci sono passati i protagonisti di Piccoli Omicidi tra Amici, Trainspotting, The Beach e l’antagonista di Sunshine. E la reazione del regista è sostanzialmente sempre la stessa: andare giù di testa assieme a loro. Dà il via a videogames, flash di luce abbaglianti, montaggio sincopato, grandangoli, split screen, zoom digitali, giochi a quiz, musiche elettroniche, velocizzazioni e ralenti. E per vivacizzare 127 ore bloccate in un canyon, per quanto compresse in 90 minuti, ha bisogno più o meno di tutto il repertorio. 
 
James Franco si conferma un ottimo attore, nella parte di un disperato che conserva una certa educazione, il suo essere comunque una personcina a modo. Il film scorre via dinamico, non immune da quella retorica formale e narrativa che sono tratti distintivi e ripetuti del cinema di Boyle. Tanto ripetuti che 127 Ore, per chi conosce il lavoro del regista, rischia di sembrare più che altro una variazione sul tema, mentre la tensione verso un finale già noto ai più [ad ogni modo SPOILER, e sì, il taglio del braccio fa sufficientemente schifo] porta a seguire con minore coinvolgimento tutto quel che accade prima.

Al cinema dal 25 febbraio.

(3/5)

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2 thoughts on “127 Ore – 127 Hours (Danny Boyle 2010)

  1. A me stavolta Boyle non è dispiaciuto affatto….

    http://effemmecinema.splinder.com/tag/127+ore

    ….in confronto al sopravvalutatissimo "The millionaire"
    siamo davvero "un bel pezzo avanti"…..

    ….e a proposito del precedente lavoro "indiano" sono andato
    a dare una occhiata al tuo "commento" e sinceramente
    non sono riuscito molto a realizzare come si sposino
    le tue parole "piuttosto scettiche" assieme ai "3 punti e mezzo"
    che gli "regali"…….

    ….Ma mi fa sempre un gran piacere confrontarmi con il "tuo personalissimo"
    punto di vista, specie quando lo circostanzi con la "sintesi e l'efficacia"
    che ti contraddistinguono….

    …Cosa che, fortunatamente per me (…per "noi"? della rete…..)
    succede piuttosto spesso….

    Alla prossima…….

    FRANCO

     

  2. buonasera mister franco, sono andato a rivedere anche io cos'è scritto di Millionaire, che in realtà è targato 3, non 3,5, la sufficienza per un film che sbancò. oggi, per l'idea che mi sono fatto, gli darei un mezzo punto in meno, ma sicuramente allora avevo degli elementi più freschi e presenti, quindi mi fido di più dell'altro iosif. diciamo che quello è un 3 scarso, questo un 3 pieno, tendente al mezzo punto in più.

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