Somewhere (Sofia Coppola 2010)

somewhereVa bene, mi hai convinto, compro tutto. Compro la ferrari nera, la musica indie, il gesso, i pattini, la suite, lo spleen, Del Toro, guitar hero, lo scivolare via, gli zoom lenti, i colori brillanti ma malinconici, e tutto il pacchetto del cinema di Sofia Coppola, che è la prima cosa lì in vetrina. L’Italia e il telegatto no, quelli li lascio, che si vede che hanno stranito anche te.
Un giovane e prestante attore hollywoodiano fa vita mondana, guida l’auto, accompagna la figlia in giro (lui è separato), scopa tantissimo senza darlo troppo a vedere, la sera per addormentarsi invece delle apine col carillon  ha due pole dancer bionde gemelle con lo stereo portatile. Bien, bien. Eppure sotto sotto c’è qualcosa. Qualcosa che non identificherei come disagio, piuttosto un sommesso stupore, legato al fatto d’essere tutto sommato ancora un mortale, un essere umano. “Somewhere”, la parola, racchiude un’indeterminazione che non è minaccia o inquietudine, quanto l’accenno all’ultima, definitiva aspirazione: dopo aver vissuto ogni attimo d’ipernoia e aver condiviso i giorni con la bambina, constatando ancora una volta quel sentore dolceamaro di mancanza che precede il distacco, finalmente diventare pura luce. Magari lì, mentre sei a prendere il sole sul lettino, dissolverti assieme a tua figlia per diventare un’entità presente ogni momento in ogni posto qualsiasi, quindi ovunque.
Abel Ferrara avrebbe piuttosto seguito la vita delle pole dancer bionde gemelle, Jim Jarmusch si sarebbe piuttosto fatto una risata, Sofia Coppola si è costruita un mondo dov’è reincarnata in una silfide scalza, che quando è seduta tiene inevitabilmente le gambe raccolte in grembo in modo che i piedi non tocchino terra; e dalla luce di cui sono fatti il cinema e il suo personaggio alla luce e basta, penserà Sofia, il passo sarà pur breve.
Bere dalla tazzina immaginaria col mignolo alzato, però, è da cafoni.
somewhere recensione
(3/5)
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29 thoughts on “Somewhere (Sofia Coppola 2010)

  1. Oh…

    "Maestro"…

    Tu che "tutto sai"….

    Ma….Robert Guidiguian NON TI PIACE???….

    Sai mica dove si potrebbe trovare uno straccio
    di sottotitolo in italiano per i suoi ultimi film
    non distribuiti in Italia???…

    ("L'Armee' du crime" e "Le voyage in Armenie")

    FRANCO

  2. guèdiguian, quello di marius e jeanette. mi piacque, ma di suo non credo d'aver visto altro.
    riguardo i sottotitoli, i miei canali sono quelli comuni, quindi in italiano non ho trovato niente neanche io, purtroppo. del primo avrai trovato anche tu i sottotitoli in varie lingue, fra cui l'inglese. ad ogni modo sono qui. per il secondo solo portoghese…sempre sullo stesso sito.

  3. Molte grazie….
    Comunque, il "francese" merita….

    Se posso consigliarti, ad esempio,
    "Mari-jo e i suoi due amori"….
    ….e pure "La ville est tranquille"…..(abbastanza cupo….)

    …..ed anche il piu' "divertente" (???) "A l'attaque"….

    Visto che ci fai le indigestioni, di cinema,
    potrebbe anche capitarti di vedere "  'sta roba"…..

    FRANCO

    p.s…….visto che a Berlino lo hanno premiato il "tuo" Bela Tarr….
                  Sei spaventato dal fatto che ha detto che forse questo
                     sia il suo ultimo film???….

  4. prendo nota del francese.
    tarr aveva già annunciato il suo ritiro, e sostanzialmente il "ne ho le palle piene" lo ha lasciato liscio, senza grandi perifrasi e simbolismi. e addirittura a colori. anche alla premiazione pare non abbia camuffato il disappunto per il mancato orso d'oro. 
    certo spiace, ma sono fiducioso nella mutevolezza dell'essere umano, e al momento prevale la curiosità per quest'ultimo lavoro. 

  5. non fosse che guardo sempre prima le pallette e poi leggo la recensione, da quello che scrivi avrei detto che gli davi di più.

    io ho apprezzato la resa della noia che tutto sommato non annoia, il patinato un po' sdrucito (che resta patinato). c'è qualche tendenza ad opacizzare in questa patina, e questo è bene.

    best wishes,
    ndr.

  6. sono abbastanza contento di quel che ho scritto, perché verso questo film di cui si è freneticamente detto tutto un po' di mesi fa, credo di non essere stato troppo assertivo o analitico, ma di aver provato a ricordare, descrivendole in maniera non troppo diretta, le sensazioni che la regista mi pare ci tenesse a trasmettere. gran parte di quel che ho scritto non ha per me connotati positivi, ma non significa che non possa essere letto dandole un significato più "lusinghiero", l'intento era quello.
    tutto sommato quel che più mi ha convinto è la dimensione da catalogo: i cataloghi se ben fatti sono piacevoli da vedere e,  come dici, possono offrire una noia che non annoia.

  7. Per me, se vogliamo comprendere nel giudizio
    anche il "cammino registico", l'appunto piu' grosso
    che posso fare a questo film è di esser troppo debitore
    de precedente "Lost in translation"
    nel veicolare "stile e concetti" …..

    Li era tra "persone normali", qui siamo tra le "Star"……

    Nella sostanza, la "noia e la nausea" che affiorano sono le stesse….

    Al prossimo giro, cambiamo "il viaggio" e pure "l'approdo"??…

    F.

  8. non sono contrario alla ripetizione, ma con bill murray se ne va un bel po' del fascino del format.

  9. mirabilmente non assertiva ed affascinante.
    d'emblé mallarmé?

    e così, con scioltezza, mi sfagioli una poetica.

    ndr.

  10. sono stato equivoco,
    mi riferivo alla tua di poetica.

    pensavo a quella poesia di Mallarmé che finisce così
    "il senso troppo preciso azzera la tua vaga letteratura".

    ndr.

  11. sono contento che tenga tanto in conto l'intima sintonia fraterna che ci lega, ma al verso di mallarmé proprio non potevo arrivarci senza esplicitazione. bello, comunque.

  12. Un film che è una vera troiata diciamolo. Non ce la faccio ad essere buono con questo film (anzi, cerco di non esserlo verso nessun audiovisivo).
    Un simpaticissimo giochetto con cui la Coppola è riuscita ad incantare molte persone. A te forse no, perchè non lo vedi come capolavoro.
    Ma c'è una folla di gente che la pensa diversamente da te e soprattutto da me. Giuria di Venezia compresa ovviamente.

    Un saluto.

  13. ciao al. no, un capolavoro proprio no. ma neanche una così devastante troiata. il fatto che gli abbiano regalato venezia credo abbia portato all'estremizzazione dei giudizi, mentre è un film più sospeso, e tutto sommato credo coscientemente più piccolo.

  14. Si, magari quel Leone d'oro fa pesare più l'opinione.
    Sta di fatto che mentre ero al cinema, mi son chiesto tutto il tempo "quest'inquadratura a che serve?". Si pone come i migliori film d'autore (quelli dove insomma con un'inquadratura tirano fuori di tutto), ma non ne ha la sostanza ed è fastidiosa la cosa.
    Tutto qua. ;)

  15. usando le tue parole, direi che per me questo film è stato proprio una "vestante troiata" :) Cioè non è ho capito il senso, il significato, il messaggio (se c'era) e l'impostazione: a che servono quelle riprese lunghissime? o quei silenzi? o quelle scene che non portano a nulla?

  16. Scusate se mi intrometto nel vostro "argomentare, battere e ribattere"
    denso di "film d'autore, noia, rabbia e improperi"….

    Io, non per dire che abbia la soluzione tra le dita,
    l'ho vista "emozionalmente così", come un
    "lungo lavoro ai fianchi"

    http://effemmecinema.splinder.com/tag/somewhere

    Vuoi avere una idea di cosa sia la noia, lo spaesamento….
    il vuoto…bhe….te ne faccio "assaggiare un goccio", giusto quel
    che c'entra in un "bicchiere di cinema" da un paio d'ore….

    ah…..per chiudere, "ragazzi"….

    A me il film non ha fatto "impazzire" e meno che mai credo
    che una pellicola così debba vincere un "serio festival del Cinema"
    (al massimo gli si potrebbe regalare….UN OSCAR!!!!!…)
    ma di contro, come Iosif, non potrei dire "è una gran troiata"….

    Ha i suoi difetti……mi ripeto….è figlio di un "film precedente", in
    qualche modo, e non solo nel tema quanto "nei modi"……

    ….e…….bhe….poi i gusti sono gusti….
    ……..e soprattutto, se una cosa ci fa "incazzare", ecco che
    ogni ragionamento perde di interesse, ed in fondo, dire
    "ma vaffanculo a questa merda di film" rimane la cosa
    piu' legittima e liberatoria che si possa fare….

    Ma non è propriamente un "tentativo" di ragionare con obiettività…

    Ciao……FRANCO

  17. sono contento che ci sia discussione su questo film non più freschissimo (cioè non più in sala). la mia posizione ormai credo sia abbastanza chiara: è misurata, per un film che tutto sommato non credo sia in nessun senso estremo e non meriti grandi estremismi. del senso e la direzione molto spesso abbiamo professato la relatività dell'importanza. in questo caso non credo manchino, vanno nella direzione che cita franco, e al tempo stesso rimangono in una dimensione così specificamente ombelicali, così legata al mondo autoreferenziale della protagonista, da disinnescare in buona parte l'estetica e la costruzione dei tempi sospese e meditative. 

  18. @EFFEMMECINEMA: Ogni differenta opinione é ascoltata: la tua oltretutto è rintracciabile nel film.
    Un film che parla dello spaesamento, della noia e che ce ne propone un sorso.
    E' una buona riflessione, ma allora chiunque può realizzare capolavori (non è l'opinione sentita su queste pagine, ma altrove) parlando per due ore del volo di una mosca o del sole che sorge e basta.
    Non capisco perchè trovare del positivo e dell'originale in un minimalismo plagiato e scadente come questo della Coppola.
    Non basta parlare delle piccole cose, di attimi "indifferenti" della vita di tutti noi, bisogna SAPERLO FARE. E la Coppola è decisamente fuori pista.

    Citando MonsierVerdoux: "a che servono quelle riprese lunghissime? o quei silenzi? o quelle scene che non portano a nulla?"

  19. quello del minimalismo, però, è un territorio impervio. è difficile stabilire quale mosca e quale geometria sia degna di nota e quale sia inutile estetismo. ho letto tante recensioni simili sull'ultimo jarmusch, the limits of control, e dal mio punto di vista sono totalmente ingiustificate. non credo sia facile né automatico per nessuno trovare l'inquadratura fissa, la fotografia, la mosca, così come non credo che la parte più impegnativa e fondamentale nella costruzione di un film (di un certo tipo di film) sia dargli un senso e una direzione. 

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  21. scrivi male di questo film perchè non conosci (o fingi di non conoscere, per evitare argomenti scottanti nel blog) la situazione delle star di hollywood di oggi. finalmente un film che parla di noi. non se ne poteva più di film su cose inventate come gli alieni, i viaggi nel tempo, i vampiri e le vecchie.

    sono abituato a questo razzismo contro di noi. a napoli, dove vivevo prima, ogni volta che facevo il giochino di fissare intensamente una ragazza dalla macchina, quella mi rispondeva “‘o ma me sai?” e giù cogli insulti sulla mamma. per questo mi sono dovuto trasferire, qui siamo in tanti e quindi siamo più accettati socialmente. però è ingiusto dover abbandonare la tua patria per qualcosa che sei e non puoi cambiare in nessun modo, perchè fa parte della tua essenza: essere attore milionario è come essere povero: nasci povero e resti povero tutta la vita, mica puoi guarire. è la tua anima, è la tua natura.

    tu che fai tanto l’ironico, lo sai che le ballerine ucraine mo’ vogliono essere messe a posto? lo sai quanto costano di contributi, pure se le assumi come collaboratrici famigliari? dai, quando vieni qui te le faccio conoscere. io mi prendo quella più chiatta, ma so che sarai d’accordo. e poi le ho già fatto crescere i peli delle ascelle.

  22. ciao milionaria star di hollywood, la tua è una testimonianza preziosa e, si sente, colma di sofferenza. molto bella la tua frase “essere attore milionario è come essere povero: nasci povero e resti povero tutta la vita, mica puoi guarire”. eppure lo sento, che sei una star meno languida e più carnale, sensibile all’importanza del pelo, ovunque esso abbia la forza di crescere.
    ti ringrazio ancora ed è con le lacrime agli occhi, gonfio di commozione, che ti dico: sì, quella chiatta tientela tu.

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