Non Lasciarmi – Never Let Me Go (Mark Romanek 2010)

never let me go non lasciarmiViene voglia di consigliare semplicemente di guardarlo. Io a fine visone mi sentivo come un frollino dimenticato nel latte. Ma due cose le scrivo, nell'attesa di rivederlo in sala il 25 marzo.
 
Ineluttabilità, è la prima parola che mi viene d'associare a Non Lasciarmi. La storia si apre su un passato distopico: è il 1978 e dal 1952 si riesce a clonare efficacemente gli esseri umani, in modo da espiantare i loro organi e utilizzarli per i trapianti che hanno permesso un’enorme crescita dell’aspettativa di vita. I “donatori” crescono in scuole a loro dedicate, come la Hailsham, vengono presto a conoscenza della loro funzione e da adolescenti lasciano le scuole per andare a vivere in piccoli gruppi autonomi, trasferendosi nei Cottage. Al centro del racconto tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro due ragazze e un ragazzo, le loro vicende affettive, la loro vita, l’attesa. I protagonisti di Never Let Me Go semplicemente vivono, costruendosi un’interiorità fatta di oggetti da mettere in valigia, di ricordi, di piccole speranze; non provano a fuggire, naturalmente impotenti nell’accettazione indotta del proprio ruolo sociale, con tutte le implicazioni devastanti che questa realistica rappresentazione comporta. 
 
Non Lasciarmi si racconta come un flusso lento e inarrestabile, bellissimo e straziante a vedersi. Attraverso la guida di Romanek e la fotografia di Adam Kimmel entriamo in un mondo che ha i toni di una natura morta, dove tutto – le cose, la vita, i luoghi, il mare – appare svuotato e lo sguardo prova a rimanere immobile, a volersi aggrappare a un attimo che è andato già via.

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(4/5)
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17 thoughts on “Non Lasciarmi – Never Let Me Go (Mark Romanek 2010)

  1. ci fanno credere che la cosa più importante sia l'amore e il lavoro e nel mentre ci fottono pezzi di vita  e il bello è che ce li facciamo fottere volentieri, anzi li offriamo proprio. bello, spietato, vero. e la regia così accorta. così giapponese. fantastico. almeno questo metà film, perchè poi ho capito dove andava a parare e mi sono fermato. tu sei un criminale a consigliare cose così estreme: io ho visto nekromantik mangiando pizza ripiena, man behind the sun la domenica dopopranzo e la trilogia di august underground da solo di notte, ma questo non l'ho retto. avvertisti nel post che un film giocoso come district 9 non era per tutti e su questo ti limiti alla metafora del frollino? 

    straziato
    ob

    p.s. è il regista di one hour photo lo vedesti, lo vedesti, lo vedemmo assieme? non male.

  2. ciao superdoc. quelle, le devastanti implicazioni.
    riguardo posologia e controindicazioni, se consideri la mia immagine di uomo rude, però, anche la metafora del frollino credo sia sufficientemente allarmante. 
    se davvero non l'hai visto tutto, sappi che ti mancano un paio di botte forti. non imprevedibili, ma forti. e per un trattamento completo – volevo scriverlo nel post, poi l'ho lasciato pulito –  va visto fino alla fine dei titoli di coda.
    one hour photo l'ho visto per due terzi in tv (mancai l'inizio, è inumano chiedere di cominciare a vedere un film alle nove, ma mi son preso il dvd) e mi parve buono. la coscienza di ciò mi ha spinto a vedere questo, che temevo fosse una cosa più dolciastra. invece davvero credo sia il caso di rivederlo al cinema.
    bacioni.

  3. Da tanto voglio leggere il libro. Ma ho visto il trailer l'altroieri, in attesa di Black Swan, sono scoppiata a ridere in vari punti e tra me e me ho pensato "ma che schifezza è mai questa?", tanto mi pareva melenso e patetico – musiche comprese – mi sembrava tutta una roba molto "a effetto" con poca sostanza. Però boh, ora che leggo la tua recensione potrei ripensarci e andare a vederlo. Intanto il libro lo compro. E' che Keira Knightley mi sta proprio sulle balle.

    mei

  4. ciao mei. il trailer l'ho visto dopo il film, e ha spiazzato anche me, volevo metterlo in chiusura del post ma non ho neanche finito di vederlo. il film ha una colonna sonora strumentale a volte un po' troppo presente, ma niente di paragonabile all'atmosfera patetica del montaggio e la canzoncina del trailer. insomma, se puoi vedilo. anche se non saprei consigliarti il modo migliore, che mi sembra da vedere al cinema e ascoltare a casa, in inglese, che ha dei toni di voce molto meno enfatici.

    keira knightley non mi pare stoni, ma nei suoi confronti sono agnostico.

    il libro lo sto leggendo ora, è molto bello. 

  5. Farò come dici, per il film, sì.

    Kazuo Ishiguro è un bravo scrittore. Ora mi hai messo curiosità e non vedo l'ora di leggerlo.

    mei

  6. Alla fine non mi sono sentita un frollino come te, ma quasi. Questo, però, solo perché molto probabilmente sono molto più uomo rude di te, chissà :)

  7. le tue sono solo calunnie, insinuazioni senza fondamento che hanno il solo effetto di farmi tremare il labbro inferiore.

  8. La knightley ormai è solo frangetta e occhioni. Anzi, frangiona.
    Il ragazzo pessimo attore, molto più interessante l'interprete del 12enne, faccia particolare.
    Carey Mulligan… è o no la sosia di Michelle Williams?
    Ma Michelle Williams mi piace molto di più, più vissuta, matura.
    Mulligan con quest'aria da prima della classe.

    Non lo so, non voglio giudicare la storia, magari il libro veramente è un capolavoro. Ma per come appare dal film, è una stronzata.

    E che delusione vedere la brava Sally Hawkins in un ruolo così dimesso e superficiale..

    P.

  9. Eccomi. Appena concluso il libro. Che mi è piaciuto davvero, davvero tanto. 

    A questo punto non so se ho voglia di vederne il film, ma credo di no.

    Mei.

  10. è piaciuto molto anche a me. riguardo il film, non credo aggiunga molto dal punto di vista "emozionale" (anzi, ha naturalmente la necessità di semplificare alcuni passaggi), però la regia di romanek è molto interessante. non lo vedrei subito, ma lo vedrei.

  11. Mi è piaciuta più la tua visione del film che il film stesso. Non c'è un motivo razionale: è ben costruito, non è patetico, a tratti è persino originale (se non nell'elemento di fondo, sicuramente nel vissuto intimo dei protagonisti che sei riuscito benissimo a raccontare tu). Eppure, non mi ha coinvolto.
    Lo riguarderò, in futuro, perché credo che una seconda visione sia d'obbligo per schiarirmi di più le idee.

  12. non so, alice, certamente non è una visione coinvolgente, per le immagini, i colori, i tempi, le espressioni dei volti, ma proprio per questo mi ha colpito molto di più, nel mostrare più che dimostrare, nell'osservare una storia che non nasconde niente e non fa niente per essere cambiata. c'è un senso di impotenza che nasce dai protagonisti e si riflette sullo spettatore, ed è una sensazione fredda ma terribilmente intima. è un film con un equilibrio strano, in questo credo molto fedele al libro.

  13. al solito non ho letto il libro (ma ormai leggo pochissimo…) ma più passano i giorni e più ciò che dici calza con le sensazioni che continuano ad assalirmi. Per questo vorrei vederlo di nuovo, credo di non avergli dato l'attenzione che meritava o di averlo sottovalutato.
    Che gran cosa, il cinema… 

  14. Pingback: Hunger Games (Gary Ross 2012), recensione in anteprima | SlowFilm

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