Perfect Blue (Satoshi Kon 1998)

perfect blueIl dualismo freddo e allucinato attorno a cui si avvitano le opere di Satoshi Kon, ha già una forma compiuta e disturbante in questo primo lungometraggio. Con l’eccezione del travestito Hana in Tokyo Godfathers, che racchiude consapevolmente due anime ed è un personaggio più pacificato che si adatta bene al bellissimo film natalizio dell’artista giapponese, per il resto, dalla serie Paranoia Agent all’ultimo Paprika, al centro della scena c’è sempre una figura femminile intimamente sdoppiata, in confusione tra una fragile immagine pubblica e un miscuglio interiore di aggressività e sensualità che lotta per prevalere. L’ambiguità del personaggio è esasperata e viene spinta a manifestarsi da un mondo che ne rispecchia le patologie, così tutto finisce per assumere la sostanza di un’inquietante immagine distorta, spesso indecifrabile nel suo complesso ma del tutto significativa e immediata nella angosce sottili che caratterizzano i dettagli.

Perfect Blue è uno psicothriller composto da un mosaico tagliente e complesso, che ruota attorno alla storia di Mima, una idol che diventa attrice e, in maniera simile al Cigno Nero di Aronofsky, s’immerge in un mondo di corporea irrealtà dove si confrontano l’ambizione e l’intimità, l’arte e la follia. Perfect Blue, tratto da un romanzo di Yoshikazu Takeuchi che sarebbe dovuto diventare un film con attori in carne e ossa, trova nell’animazione l’avvicinamento efficace e originale ai suoi modelli, da Hitchcock a Lynch. La perfetta sincronia nelle coreografie del trio pop di cui fa parte la protagonista, l’identica freddezza nello sguardo che in vari momenti lega personaggi diversi, la leggerezza innaturale con cui le figure corrono tagliando la folla e la città, costituiscono un forte senso d’estraniamento, accentuato dall'uso di un tratto essenziale ma estremamente realistico ed espressivo. Dopo i primi minuti il film migliora anche nella fluidità del movimento, e l’accuratezza nei dettagli degli sfondi e nella ricerca delle inquadrature dimostra come l’animazione consenta all’autore di concentrare e rendere pienamente evidente la propria accezione dell’immagine, che nei molti momenti di tensione permette di accedere attraverso la sua esasperazione a un senso forte e specifico.  

Satoshi Kon, che fra i grandi animatori sembrava il più innamorato del cinema "reale", o almeno quello che ricercava più spesso una fusione d'immagini e temi appartenenti al live e agli anime, purtroppo è morto l’anno scorso, mentre completava The Dreaming Machine.

perfect blueperfect blue(4/5)

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16 thoughts on “Perfect Blue (Satoshi Kon 1998)

  1. Di Kon ho visto soltanto Paprika e Tokyo ma non riesco ad apprezzarlo. Chi ne capisce più di me (perché io di animazione non capisco davvero un bel niente) mi ha sconsigliato la visione del resto perché il suo stile è quello ed evidentemente non fa per me.
    E' chiaro che non seguirò il consiglio e recupero questo Perfect Blue (splendida recensione, tra l'altro).

  2. paprika un po' deluse anche me, estremamente citazionista, visivamente bello ma non ricco quanto un otomo o oshii, ma comunque un film interessante, che adesso sarei pronto a rivedere. tokyo, invece, m'è piaciuto davvero parecchio. anche se il tratto e sostanzialmente anche i tempi sono gli stessi, i due film credo siano però molto diversi, e perfect blue è ancora una terza via. per me ne vale la pena.

  3. La questione è che non riesco proprio ad apprezzarne il lato visivo. Non mi piacciono le caratteristiche fisiche personaggi e i disegni cupi e questo mi taglia fuori da parecchi lavori di animazione. 
    Ho fatto fatica anche ad avvicinarmi ad una perla come Una tomba per le lucciole, che ho adorato, ma per cui ho dovuto ingerire un po' di "disgusto" (parola un po' forte ma è proprio un ostacolo, per me) per i disegni…
    Figurarsi quando parliamo di un autore adulto come Kon, che tutto fa meno che facilitare la visione ai digiuni di film d'animazione… 

  4. scoprire il tratto di un animatore o di una determinata opera è un momento bello, importante. di certo non sempre ci si sente accolti a braccia aperte, però è bello poter cercare sin dalla prima immagine la poetica dell'autore, la predilezione per i personaggi o gli ambienti, le linee morbide o spigolose, la ricerca di realtà o trasfigurazione. quello di kon mi sembra un cinema che si nasconde, rispecchiando nell'estetica il contenuto delle sue opere. sono figure delineate con grossa precisione, i particolari spesso sono ricorrenti, e i profili appuntiti e le linee dure che formano i personaggi a volte hanno frenato anche me: perfect blue l'avevo da parte da tanto, ma mi sono deciso a vederlo solo ora. rispetto all'animazione che certo non si avvicina alla cura nel movimento del maestro otomo, kon spiazza attraverso delle scene che d'un tratto acquisiscono una forte fluidità e aggiungono espressività e mimica alle figure, e a quel punto la cosa sembra innaturale e affascinate, qualcosa di sinuoso e ipnotico.
    nell'animazione (oreintale) credo ci siano tanti prodotti interessanti, ma tutto sommato i capolavori recenti sono poco più di una manciata. i soliti: akira, i due ghost in the shell, il sorprendente tekkonkinkreet che spero un giorno sarà affiancato da un compagno, i cavalieri del cielo, qualche miyazaki (su tutti mononoke), i meno riconosciuti ma per me bellissimi (e sostanzialmente opposti) steamboy e my beautiful girl, mari.

  5. Ecco che la mia ignoranza nella questione si fa sentire. Dei titoli che hai citato ho visto soltanto Miyazaki (tutto e mi piace anche quasi tutto… a parte Nausicaa) e il primo ghost in the shell che proprio non sopporto (ma quel tipo di fantascienza mi annoia molto). Akira è lì da secoli, è molto probabile che non mi piacerà per la stessa ragione… e gli altri non li conosco nemmeno.
    Li procuro e ne parliamo più avanti (ci vorrà parecchio tempo, è che l'animazione non mi prende proprio) e poi ne parliamo. Ho troppe lacune per avere una opinione.

    Tra le pellicole che mi sono piaciute moltissimo ci sono anche  La ragazza che saltava nel tempo, Biosoku 5 centimeter e Angel's Egg (non conosco il titolo in giappo).  E secondo me gli ultimi due il "capolavoro" lo sfiorano (il primo mi pare più intrattenimento, ma è molto ben fatto) 

  6. strano che angel's egg, radicale esordio personale di oshii, ti sia piaciuto e non ghost. i due gits io li adoro, quindi sull'animazione, forse, non sarò un consigliere affidabile. akira comunque è diverso, molto più bombarolo (e molto limitato rispetto al manga, ma sicuramente d'effetto), mentre l'ultimo oshii, i cavalieri del cielo, in effetti non è troppo lontano dai suoi lavori precedenti. la ragazza che saltava nel tempo m'è piaciuto, biosoku meno.

  7. Sarà che era davvero strano, di quello strano che mi fa viaggiare mentalmente. I lavori simbolici mi piacciono molto, è stato un po' un piccolo miracolo. 
    Proverò questo I cavalieri del cielo, allora, io manco sapevo che ghost e Angel's egg fossero dello stesso autore, quindi capisci bene che non so di cosa sto parlando. 

  8. LOL; sono andata a vedere su IMDB ed ho scoperto che si tratta di The Sky Crawlers. L'ho visto, mi è piaciuto anche moltissimo. Inutile ripetere che non avevo idea che fossero dello stesso autore? Non ci vedo nemmeno, a posteriori, un tratto distintivo tra questi tre lavori. Mi sa che me li devo ripassare…

    I titoli italiani per metà delle volte per me sono roba mistica, abbi pazienza.

  9. La mia non è neanche una presa di posizione, sia chiaro, soltanto li cerco direttamente con i titoli in inglese e poi non sempre vado a vedere il corrispettivo italiano… a volte mi risparmio anche dell'insano fastidio, grazie a questa dimenticanza. 

  10. Ieri sera ho visto un film d'animazione che ho trovato stupendo. magari l'hai già visto ma non lo trovo nell'elenco: The secret of Kells. mi sono così intrippata che sto tornando a studiare le leggende celtiche e medievali (ne vorrei scrivere un pezzo ma sono troppo arrugginita) . Forse può piacerti! E poi mi è piaciuto così tanto che non posso evitare di consigliartelo. 

  11. Non è ammmmmerigano! A quanto ho letto è una produzione europea (irlanda e non so quali altri paesi). 

  12. ops, ho letto candidato all'oscar e ho pensato ammeriga. irlanda, francia e belgio, bene. questo sposta l'impressione sull'animazione da "naif" a "con pochi soldi". ce l'ho già, comunque, devo solo vederlo.

  13. A me "Perfect blue" piacque moltissimo. Il paragone con "Il cigno nero" è meno peregrino di quanto sembri, perché evidentemente Aronofsky conosce bene questo film e lo cita spesso. Guarda qui:

    Ciao
    Christian

  14. infatti, mi ricordo che facesti l'accostamento fra black swan e perfect blue prima che vedessi questo film di kon (anzi, è uno dei motivi che mi ha spinto a vederlo), e sono d'accordo, ci sta tutto.

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