The Soft Bulletin: trailer da urlo per Harry Potter, lumi(ère) su Malick

GNIIIAAAAAAuu. Il trailer del capitolo finale della saga più commerciata degli ultimi tempi è scandito da una quantità di urlacci con effetto eco. Ne ho contati undici, più della metà, sempre identici, probabilmente sempre lo stesso, vengono da Voldemort – il pericoloso tizio senza naso – che probabilmente passerà il film a sgravare. Per riprendere fiato in una battuta si lancia nell'imitazione di Palpatine, mentre in un'altra scena è stato inserito Gandalf che cade giù da un posto molto in alto o in un buco molto profondo. GNIIIAAAAAAuu.

Tornando a Malick e l'ormai celebre caso delle pizze scambiate al Lumière di Bologna, riporto e sottoscrivo in pieno le parole di Ghezzi, che per l'occasione si preoccupa addirittura d'esprimersi nell'italiano più immediato:

the tree of life"Che per circa una settimana The Tree of Life sia stato proiettato con due rulli invertiti nella sala Lumière della Cineteca di Bologna, dopo aver trionfato al Grand Auditorium Lumière del Festival di Cannes, è l'alloro più intensamente preciso che potesse ornare il film di terrymalick."

Gli ultimi ghignanti attacchi alla pellicola, che gongolano rilevando come molti non si siano accorti dell'errore di proiezione, evincendo da questo un'incomprensibilità intrinseca del film e un'ammirazione preconcetta degli estimatori, hanno del ridicolo. Tutti i film di Malick, con parziale eccezione de La Rabbia Giovane, trovano gran parte della loro unicità e bellezza nell'essere accessibili in ogni istante e significativi in ogni fotogramma, nella costruzione di sequenze anche indipendenti, descrittive, nella narrazione fatta di stati d'animo, dettagli e suggestioni, nella storia dove si può in ogni momento immergendosi in un quadro complesso che ognuno può  interpretare e sentir vivere in sé. Che è poi quel che intendevo e riassumevo parlando di struttura paratattica.

Chedduepalle la solita zuppa, davvero non se ne può più
E il giorno dopo
Ma questa non è la solita zuppa, ehy, Terrence, neanche una zuppa sai fare
Che mondo confuso e scarsamente consapevole

Altra bella frase nell'articolo di Ghezzi:

"Tutto si mostra autorepertorio personale tratto dal più impersonale degli archivi, il mondo."

Infine, si sono ormai accumulati oltremisura i film visti di cui non sono riuscito a scrivere, in molti casi con dispiacere perché meritano. Appena possibile, saranno messe pezze.

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13 thoughts on “The Soft Bulletin: trailer da urlo per Harry Potter, lumi(ère) su Malick

  1. E scatta la polemica!

    A me qui l'unica cosa ridicola "sembra" sia il cucire delle toppe forzate sui buchi formati da un errore enorme. Il lumiere, da qualche anno a questa parte, è forse uno dei luoghi più stereotipati bolognesi e non mi stupisce se il pubblico medio non riconoscesse la differenza tra una pellicola di Chaplin ed una di Kubrick (che ce ne vuole per scambiarle, eh).

    Che poi il film di Malik possa avere più chiavi di lettura, anche infinite, e che il non accorgersi di vederlo al contrario possa anche essere un "alloro", ci può pure stare, volendo. Non discuto se sia un capolavoro o meno, non discuto sulle tendenze estetiche… come sai, la mia conoscenza del regista è praticamente nulla, guarderò questo Tree life quando sarà passata la valanga di complimenti e insulti, per cercare di essere più oggettiva possibile (e prima ho sempre Days of Heaven ad attendermi).

    Ma stare qui a sbrodolarsi addosso, invece di ammettere che si è trattato di un errore semplice e madornale, e magari vergognarsi per quello che si è fatto (è la cineteca, non il cinemino porno di periferia che all'occorrenza proietta qualcosa di diverso per il suo pubblico più intellettuale) è assurdo. 

    La questione è che quando è venuta fuori questa storia la mia reazione è stata di ilarità, e non perché il capolavoro di malick è una proiezione mentale degli snob intellettuali – non ho proprio pensato a questo aspetto –  ma perché è la cineteca, che ormai dimostra una competenza cinematografica uguale a zero, è arrivata alla resa dei conti, quella finale. E adesso quasi la si applaude per l'ignoranza, involontariamente.

    Un giorno ti spiegherò cosa mi fa così incazzare della cineteca, oggi non ce la faccio.

  2. all'armi!

    ciao alice, infatti parlo degli attacchi alla pellicola, della "condotta" del lumiere mi frega davvero poco. come ho scritto in un altro commento, l'aver, dopo qualche giorno, spostato solo il logo della distribuzione senza chiedersi niente di più, è sicuramente un errore e una leggerezza che fa sorridere. da qui a dire che il film di malick è inconcluso e inconcludente e chi lo apprezza lo fa per autosuggestione, è tutt'altra storia.
    poi, io il film non l'ho visto lì, ma davvero penso che se un film può essere scomposto senza perdere in fascino, quel film ha qualcosa di particolare e di bello, semplicemente perché che non ricalca le tappe forzate della sceneggiatura abituale.
    c'è da dire che anche un film come "e allora mambo" io lo vidi a pizze mischiate, e neanche lì nessuno si accorse di niente, solo qualche lieve brusio a domandarsi se la tizia fosse incinta anche al fotogramma precedente.
    infine, il lumiere per me non rappresenta alcun tempio sacro o fortino inattaccabile. non ci vado neanche troppo spesso perché non mi è comodo, trovo sia una bella realtà e se un posto deve ostentare un po' preferisco sia un cinema con aspirazioni culturali invece di un locale d'aperitivi lounge. già un paio di volte mi sono trovato a vedere film sottotitolati senza sottotitoli e incastrato in incertezze di programmazione, quindi non ho l'obiettivo e l'interesse di difendere la sua infallibilità.

  3. "c'è da dire che anche un film come "e allora mambo" io lo vidi a pizze mischiate, e neanche lì nessuno si accorse di niente, solo qualche lieve brusio a domandarsi se la tizia fosse incinta anche al fotogramma precedente."

    sto morendo.

    Un paio di miei amici hanno visto Il labirinto del fauno al contrario e, non si sa come, sono rimasti ipnotizzati. Forse l'inizio e la fine di una storia sono più simili ad una consuetudine che a delle vere e proprie regole? non saprei, non mi è ancora capitato (e deve essere spontaneo, fatto appositamente non darebbe le stesse sensazione).

    Io il lumiere un po' lo detesto, ormai, più che per la presunzione cinefila per la scarsa fantasia delle programmazioni… che sembrano partorite da chi di film non ne vede mai (perché, con tutta la positività che io possa provare per un luogo, dare in sala SOLO fellini – o quasi – per DUE anni a me sembra superare allegramente il ridicolo… Per non parlare delle rassegne fatte, prosaicamente parlando, col culo… e ce ne sarebbero di esempi).

    Meglio che niente, chiaro, in certe città non si possono guardare film più vecchi di una settimana, in sala.
    E' che io ci andavo un sacco, prima, ora non riesco più a metterci piede. Non so ancora chi sia cambiato, se io o il lumiere stesso… 

  4. Ricordo in un cinema all'aperto, nel 1991, vidi il celebre Cenerentola con l'ordine dei rulli invertiti.
    La ragazza entusiasta partiva per una festa e andava tutto bene, si innamorava e il principe la cercò il giorno dopo, si sposarono pure. Poi le morì il padre, fino a quel punto assente, e allora dovette tornare a casa a gestire le faccende domestiche, vittima di Matrigna e sorellastre, che si vendicarono per invidia. Dalle stelle alle stalle.

    No, neanche io sopporto chi sfotte gli spettatori "creduloni". Adesso ogni film non propriamente lineare che vedo dovrebbe farmi venire il dubbio che non sia proiettato nel corretto ordine? Non capisco perchè tutto questo polverone, quando la Cineteca potrebbe semplicemente invitare gli spettatori del rovescio a vedere gratuitamente il Malick autentico. Mah.

    Son curioso di sapere, caro Iosif, cosa ne pensi di Venere Nera. Film che a me ha nauseato dalla prima mezzora per la pedantezza. E' come cous cous, solo che invece dei Cefali che soffriggono e sfrigolano intorno ai dialoghi, qui il tutto è accompagnato da un patetico culone che vibra.

  5. Sui cinema di Bologna:

    Il Lumiere è un posto dove, a fine visione, cala l'imbarazzo.
    Tutti stanno ad origliare i commenti di tutti, e il livello è bassino.
    Infatti ho sentito delle cose veramente cretine, probabilmente imbarazzato avrò detto qualcosa di sciocco pure io, in diverse occasioni.
    Non è quel cinema tranquillo dopo puoi uscire anche un po' cazzone direttamente in strada, con lo stacco immediato del contatto con la realtà che ben stimola. Al Lumiere scatta la sigarettina nel cortile, regna un silenzio clamoroso, gli illuminati dell'Accademia parleranno soprattutto di altri film.
    Quanto erano belli i Cineforum, chissenefrega se politicizzati, che seguivo 10 anni fa nel mio paese di provincia del nordest, dove a fine proiezione, dentro la sala, i più coraggiosi iniziavano un dibattito che poteva andare avanti anche un'ora e l'atmosfera era così rilassata che non ci si preoccupava del dissenso?

    A Bologna (vivo poco in questa bella città) come cinema mi piacciono il Rialto e, per posizione, offerte, prezzi e scenografia, l'Odeon.

    Ciao a tutti, ero anche quello di prima

    P,

  6. Caro P,
    il commento migliore è stato quello sui Sette samurai. Un tizio – che conoscevo, ahimè – ha detto Bello, peccato fosse in bianco e nero.

    Ecco, non ho molto da aggiungere… 

    E pure io, quando vado lì, non dico niente. E' tutto troppo ingessato e, durante i dibattiti, gli studenti fanno a gara a chi ostenta la banalità più grossa.
    Per questo ho smesso di andarci, oltre al fatto che c'è lo stesso programma da due anni.

  7. ciao p,, venere nera non l'ho visto, e le impressioni date dal traieler e le conferme che mi dai certamente non mi faranno correre in sala. cous cous io l'associo alla sofferenza fisica.
    quel che dici, assieme ad alice, della cineteca è abbastanza vero. per quanto, seppur migliorabile, criticabile e comparabile, tendo sempre a pensare "ce ne fossero di posti così". quando non ero fisso a bologna la cineteca mi sembrava un meraviglioso miraggio, e di passaggio ero pronto a industriarmi per recuperare pellicole rare o rivedere classiconi. di cose notevoli ne ho viste parecchie. poi, come spesso accade, da quando mi sono trasferito la tensione è calata.
    appena un anno fa mi hanno fatto vedere visage, che significa riconoscenza per almeno un lustro.

  8. Sarà che a Napoli non c'è una tale istituzione per il cinema, ma io la Cineteca di Bologna e il Lumiere li mitizzo. Non sono al livello sacro della Cinematheque Francaise ma li considero quanto di più vi si avvicini qui in Italia. Ma questo dipende anche dal fatto che non ci sono mai entrato… :) L'anno scorso ero di passaggio per il Biografilm Festival ma oltre alle mura esterne non ho visto nulla :) Dovrei esserci invece in settimana…

    Cmq per Malick è davvero giusta la definizione di "opera fiume, immersiva" meglio di un 3D (manco a dirlo..) soprattutto perchè non stanca. Ho fatto qualcosa che non succedeva dall'adolescenza: vederlo in sala più di due volte, precisamente 3. Devo dire che ogni volta ne è valsa la pena per le grandissime interpretazioni e per i primi 40 minuti circa che sono qualcosa di estatico e irripetibile.

    ciao,
    jeff

  9. d'accordo su tutto: il lumiere è principalmente una bella cosa e tutta la prima parte di tree of life è un meraviglioso shock visivo e immersivo.

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