This is England (Shane Meadows 2006)

this is englandIl film di cinque anni fa di Shane Meadows, da venerdì in fragrante prima visione italiana, me lo immaginavo diverso. Come mia abitudine con i film che con probabilità vedrò, mi ero informato sul contenuto leggendo singole parole a caso in recensioni e sinossi, inciampando in termini come skinhead, adolescenza, Dr. Martens. Mi è immediatamente partito il frame American History X, e una cosa del genere m’aspettavo di vedere: roba violenta dove il percorso può essere esclusivamente di maturazione personale, senza intaccare l’essere indistintamente pezzi di merda di neonazi e simili. O sei uno skinhead o sei una persona potenzialmente accettabile, le due cose sono mutuamente esclusive. This is England non ha quest’impostazione, non ce l’ha perché il soggetto stesso del film è radicalmente differente, eppure devo ammettere una certa perplessità nell’allontanamento dall’equazione persona razzista che fa gruppo per negare i diritti di chi non ne fa parte uguale subumano.

Shane Meadows racconta il sociale in senso più ampio, ancorandosi alla storia. Racconta il 1983 inglese vissuto da un dodicenne bianchiccio e paffutello che ha perso il padre nelle Falkland e trova un sincero supporto da parte di un gruppo di ragazzi skinhead, già frequentato da un nero e altri diveramente emarginati. Fino al ritorno di un componente più violento, il gruppo va una meraviglia, composto da ragazzi con una spiccata sensibilità, un buon senso dell’ironia e persino una certa reverenza verso le figure adulte o genitoriali. Escluse le perplessità sopra citate, This is England è un buon film, ben girato e con un gusto esibito per la bella fotografia, con scelte musicali coinvolgenti (qui il lavoro non era difficile, per la verità) e ottimi attori, a partire dal quattordicenne-dodicenne Thomas Turgoose, protagonista di scene di spensierato divertimento urbano vissuto da un gruppo di amici. E i riferimenti sprezzanti al thatcherismo, la critica all’inutilità della guerra nelle Falkland, disegnano i figli di una classe operaia e una generazione abbandonati nel nome di poteri e interessi più grandi. Il film tratteggia lo stato di un Paese senza perdere di vista i suoi personaggi, personalità ben definite lontane dall’essere semplici guide per lo spettatore; racconta, con sentimenti sicuramente autobiografici, la maturazione e il distacco da qualcosa che s’è scoperto ingiusto e violento, ma che contemporaneamente conserva il fascino e la nostalgia della giovinezza e del ricordo, forse in alcuni aspetti edulcorato .

(3,5/5)

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17 thoughts on “This is England (Shane Meadows 2006)

  1. Ne hanno messo di tempo per importarlo… L'ho visto un paio di anni fa, ricordo una buona impressione ed un film non clicheroso (cosa che è American History X, violenza o no… brrrrr… !).
    Non ricordando precisamente, chiedo: ma la questione non era la differenza tra i vari gruppi skinhead? C'erano i naziskin – in cui il paffutello si butta, per emulazione, sicurezza o cos'altro – e gli altri, che nulla hanno a che vedere col razzismo e l'odio verso il diverso.
    Quasi quasi ripasso la visione.

    Ma la domanda è: lo hanno doppiato? E come hanno fatto? Spero abbiano avuto la decenza di sottotitolarlo e basta… 

    Probabilmente lo sai già: esiste anche una serie tv di tre episodi, ambientata anni dopo (non so quanti, ancora non l'ho vista, ce l'ho sul pc da un paio d'anni, magari approfitto del tuo post per riprenderlo). Stessi attori. 
    Non ho idea di come sia, però.

  2. con spoiler:
    ma in realtà c'è un gruppo di ragazzi che si professa skinhead, hanno tutti una crocina tatuata sulla fronte ma sono davvero delle personcine a modo. poi torna uno di loro fresco uscito dal carcere, lo segue metà della combriccola e vanno a sentire discorsi nazionalisti, scrivono sui muri pachistani merda e cose così. insomma, non sono propriamente due gruppi, ma un gruppo più o meno preso dalla propria mission. anche il pestaggio finale ad opera di combo (il rientrato violento) ha radici nella frustrazione personale, nasce dall'odio per il non abbastanza reietto più che dall'odio per il diverso, ed è seguito da pentimento e prostrazione. insomma, per la maggior parte sono ragazzi che dello skinhead hanno la divisa.

    sì, ho visto dell'esistenza del telefilm. in un genere del  tutto diverso, ma con ottime capacità da parte di entrambi, l'operazione film indipendente ben fatto + telefilm mi avvicina meadows a zanasi.
    non l'ho ancora visto, ma credo che lo farò a breve.

  3. Avevo visto un documentario tipo 8 anni fa (o forse di più) in cui il circuito skinehead veniva mostrato anche in questa maniera. Probabilmente i gruppi si differenziano ad un certo punto, magari con fatti proprio simili. Non saprei, la mia esperienza skin è solo con Naziskin, ne ho conosciuto qualcuno, ed uno era una personcina a modo… che, salturiamanete, faceva saltare la testa a stranieri di ogni colore e forma. 
    Alla fine è una forma di psicosi , quella del nazi, ci sta pure che dei giovani si ritrovino insieme e poi si dividano per la strada. Tra l'altro credo che alcuni si siano riappropriati della croce celtica, sviscerandola dall'accezione politica. 

    Comunque ricordo che il film aveva lasciato titutabante anche me, c'erano molte cose che non capivo, pensavo fosse un limite del non essere inglese e non essere degli anni '80-'70.
    Forse è davvero un po' superficiale in molti aspetti.

    Ti seguo a ruota sul recupero.

  4. ecco, quel che dico è che non esiste una personcina a modo che ogni tanto pesta gli stranieri, ma un subumano che magari non è interessato a pestare te.
    trovo difficile pensare a qualcuno che decida di abbracciare un'ideologia razzista e violenta per poi lasciare che questa influisca solo sul proprio modo di vestire. sarebbbe controintuitivo e antieconomico. una persona del genere quantomeno sarà rancorosa e discriminatoria, se non riesce ad essere fisicamente violenta, ma solitamente chi vuole attenersi all'idiozia ideologica non ha bisogno di anfibi e bretelle, gli sta più comoda una botteguccia dalle parti del centro. e magari un fazzoletto verde, ma questa è un'altra storia.

  5. "ecco, quel che dico è che non esiste una personcina a modo che ogni tanto pesta gli stranieri, ma un subumano che magari non è interessato a pestare te."

    Sì, beh, era ironico. E' ovvio che sono d'accordo

    Però, è quello che cercavo di dire, anfibi e bretelle e pantaloni aderenti sono una divisa degli "skins" in genere, non per forza nazi. Però non ho idea di come funzioni il processo di crescita di una persona del genere: insomma, parliamo di adolscenti che vogliono sentirsi parte di un gruppo, come decidono di essere skins di sinistra o di destra? Non ne ho idea, non ho mai fatto parte di un gruppo, però non credo che per tutti siano "inclinazioni" di pancia. Immagino che qualcuno in mezzo agli skin razzisti ci vada dentro, gli faccia schifo, e magari ne esce. 

    ah, i fazzoletti verdi e le edificantissime riunione di destra moderata (see, moderata….), quanti ricordi. Frequentai anche loro, mi fecero meno senso di forza nuovisti, ma sempre senso ci fu. 

  6. beh, fra loro si definiscono skinhead, al più piccolo viene detto "sei proprio un piccolo skinhead" e cose così. poi, ripeto, non si tratta di due gruppi, ma delle stesse persone che in buona parte frequentano seminari per xenofobi ultranazionalisti e commettono atti violenti verso pachistani, intimidendoli e derubandoli. il personaggio che comincia un po' per gioco e per essere accettato poi gli fa schifo e ne esce, è quello del ragazzino protagonista (e giusto alla figura del dodicenne si può accordare maggiore incoscienza e mancanza di consapevolezza), non tutti gli altri che invece sono nel gruppo da tempo (combo esce dopo 3 anni e mezzo di prigione e già prima era a capo del gruppo).

  7. EH, ma appunto. Gli skinhead non sono nazisti, non tutti, sono pure di sinistra! Qualsiasi cosa significhi essere di sinistra, ovviamente. 

    'spetta che controllo wiki… 

    http://it.wikipedia.org/wiki/Skinhead
    yeap, per quanto wiki italia sia affidabile pochissimo, è più o meno quello che cerco di dire io con mille credo mi pare ricordo, perché davvero il documentario l'ho visto troppi secoli fa. 
    Per questo che ho fatto il discorso dei due gruppi: da quel che ricordo, il gruppo unico si scinde: una parte va' a fare le cose razziste, l'altra continua a sentire musica e a farsi i fatti propri. 

    ed ecco il motivo per cui ho chiesto "come han fatto a doppiarlo". Temo che abbiano piallato le differenze, da noi gli skin sono solo fasci o nazi, non conosciamo nulla del movimento (che qui non ha mai attecchito, se non per la parte destrista). 
    Se poi dici che non c'è questa divisione ci credo, me lo riguardo appena possibile e aggiusto un po' i miei ricordi, che a quanto pare sono falsati. 

  8. in effetti la cosa è frastagliata, però all'interno del film sembra esserci un interregno pacifista di woody durante la pausa carceraria di combo. oppure combo matura le sue nuove convinzioni in cella, in ogni caso siamo di fronte a un gruppo di skinhead estremamente volubili. capisco quel che vuoi dire che la connotazione politica, violenta e razzista non sia necessariamente legata alla parola skinhead, da noi usata in un'accezione evidentemente restrittiva, però sono connotazioni che nel caso del film non sono estranee al gruppo in questione. per la  faccenda accenti non so, l'ho visto in lingua originale e il più cattivo dice molti fuck.

  9.  l'ho visto in lingua originale e il più cattivo dice molti fuck.

    Ahaha! E in effetti è saliente. Comunque non ricordo niente, woody, combo, non mi aprono finestrelle mentali.
    Rivedo, rivedo.

  10. non son o d'accordo sulla piattezza della messa in scena politico-sociale. a me è sembrata abbastanza potente, particolarmente nel fornire una cerniera tra sviluppo individuale, tipi psicologici, condizioni sociali e ascesa di un movimento violento.

    non so nulla delle ripartizioni "storiche" tra skinhead, ma posso dire quel che il film, per me, mostra efficacemente: le motivazioni (individuali) che portano alla necessità di identificazione gruppale, le radici (politico-sociali) di un disagio di chi si sente (ed è) lasciato ai margini degli interessi "altri", la facilità con cui, in gioventù (non solo a dodici anni), si possa farsi trascinare in spirali di pensieri, che non sono atti e duqnue molto meno classificabili, di cui non si riconosce la violenza.

    è evidente che l'intero gruppo vive ai margini (Combo va in galera "senza aver mai fatto il nome di Woody" e Woody glien'è grato), ma credo che il film tenti di indicare un illecito esponenziale, che va oltre oltre l'illecito quotidiano di una piccola gang e a cui si giunge con una facilità maggiore di quanto non si voglia credere: Combo, a mio avviso, matura in carcere certe idee, e le riversa sul gruppo già esistente, in cui coesione e chiusura anti-sociale ("noi" diversi da "loro", rappresentanti della società inglese che di noi se fotte) sono terreno potenzialmente fertile per il passaggio alla violenza fintamente difensiva ("loro", rappresentanti dell'invasore, contro di "noi", che curiosamente, ora, siamo gli inglesi). 

    è rassicurante il pensiero che i naziskin siano semplicemente mostri, lo è decisamente meno l'idea che ci possano essere momenti di coesione e di sentimenti positivi, che, specie tra i più piccoli, possano sedimentarsi con fortissimo potere di attrazione.
    a quel punto, la differenza è data dalla solidità mentale ed affettiva (Woody vs. Combo) o dall'intervento di adulti, pure distratti (Combo vs. Shaun, che ha una madre finalmente rassicurante), ma sufficientemente presenti.
    l'alternativa è il politicante, o il disagiato perenne, o lo skinhead cinquantenne che si atteggia a ragazzino.
    e, in ultimo, il film addita responsabilità precise, pone domande alle politiche sociali e a quelle di integrazioni, con un'attualità (inglese e italiana) che mette i brividi.

  11. @alice: ho scritto malissimo e con milemila errori di battitura e sintassi, direi che non c'è granché da sentirsi impreparati.
    in più, la vostra discussione è stata la base del commento.
    tra l'altro, rileggendo la recensione, iosif non ha parlato di mancata potenza nella rappresentazione storico-sociale, tenendola distinta dalla caratterizzazione psicoloogica degli skinhead.
    chiedo venia per l'incipoit sviante, quindi.

  12. ah, 'sticazzi gli errori di forma. Non ho la preparazione perché l'ho visto milioni di anni fa, perché non sono nemmeno preparata sull'inghilterra di quegli anni e la mia impressione quindi è troppo frammentata. 

  13. ma possibile che tra tutti nessuno sa un c’zzo sugli skinheads?
    nascono nel ’69 dall’unione tra mods e rudeboys e la vera musica degli skin è il reggae (appunto skinhead reggae che tra l’altro è nato addirittura prima del cosiddetto roots di marley tosh ecc..), evoluzione diretta del rocksteady quindi dello ska, tutte musiche giamaicane ed importate in inghilterra da emigranti giamaicani. Dopo un po’ la cultura stava per scomparire quando con l’avvento del punk c’è stato un revival degli skins che hanno iniziato ad ascoltare Oi! (un tipo di punk molto simile al primo punk ’77) ed il il movimento era assolutamente apolitico ma, data l’estrema situazione dell’inghilterra in quegli anni, iniziava a sottodividersi in base alle troppe diversità di origini e pensiero degli skins. Nel ’84 ci fu un episodio estremo (la cigliegina diciamo) : un tipo venne accoltellato per motivi politici ad un concerto e da allora ci fu una netta divisione delle parti che, sostanzialmente, si dividono in tre: nazi skin (termine comunque dispregiativo, loro si definiscono ‘normali’ skinheads), red skins (di estrema sinistra e acerrimi nemici dei primi a livelli di vere e proprie faide) e poi gli apolitici (gli unici veri skinheads). Gli apolitici non hanno pressochè tendenze politiche ma, essendo gente che crede davvero alla propria cultura, non hanno niente a che fare con nazi e simili (ve lo immaginate uno con una celtica ballare della musica nera?).

    Il film parla proprio di quel momento particolare in cui questa cultura iniziava a rovinarsi ed a disgregarsi per colpa della politica…
    comunque sono stato fin troppo sintetico omettendo diverse cose che ritengo fondamentali per capire l’argomento ma soprattutto il film, vi invito vivamente ad informarvi meglio.

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