Top 5 – Home 3 – Stop 4

Top five, ovvero le cinque cose migliori passate per le sale italiane nel 2011.

  1. The Tree of Life  di Terrence Malick. Per il primo posto non ci sono dubbi né rivali; il capolavoro di Malick è una delle massime espressioni del cinema, della sua storia e le sue possibilità. Dovesse capitarci qualcosa di paragonabile nel prossimo lustro, ci andrebbe di lusso. “Io sono cattivo come te” è la citazione.
  2. Pina di Wim Wenders. Una folgorazione inattesa, una delle più affascinanti rappresentazioni per corpi e musica, capace di trasmettere una rara sensazione di realtà.
  3. Melancholia di Lars von Trier. Bello quanto doloroso, la difficoltà di vivere porta alla necessità di fare cinema.
  4. Non Lasciarmi di Mark Romanek. Non perfetto, ma assieme al romanzo di Ishiguro ha certamente segnato l’anno, raccontando la naturale artificialità del vivere sociale.
  5. Il Cigno Nero di Darren Aronofsky. Tra melodramma e nuova carne, una delle visioni più forti dal cinema ufficiale.
a seguire: Habemus Papam di Nanni Moretti, 13 Assassini di Takashi Miike e Tournée di Mathieu Amalric.
Home 3, o dei film visti a casa che i cinema italiani hanno perso di vista.

  

  1. The Turin Horse di Bela Tarr
  2. The Secret of Kells di Tomm Moore e Nora Twomey
  3. Meek’s Cutoff di Kelly Reichardt
Stop 4, le cose più prescindibili dell’anno cinematografico, queste approdate in sala. Va da sé che il primo è il peggiore.
  1. World Invasion di Jonathan Liebesman. Propaganda sconcia.
  2. Lanterna Verde di Martin Campbell. Anche l’intelligenza bimba merita rispetto.
  3. Enter the Void di Gaspar Noé. Tracotanza fastidiosa per gli uomini quanto per gli dei.
  4. I Guardiani del Destino di George Nolfi. Polpetta avvelenata.
E buon anno nuovo, ognuno come gli pare.
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9 thoughts on “Top 5 – Home 3 – Stop 4

  1. durante la mia azione di proselitismo ho riscosso più insulti che altro. ma provaci, se non è da vedere questo film, non so immaginare cosa possa esserlo.

  2. ottima Top 5, Bela Tarr ha fatto sognare. per The Tree of Life credo che l’odio ostentato a tutti i costi faccia parte dell’hype e niente altro. resta un ottimo film con estremismi d’autore.

    ma di The Skin I Live In che mi dici? e di Steve McQueen regista (Hunger, Shame)?

  3. ciao affasf, felice che condivida la classifica. riguardo i film che hai citato, mi mancano. almodovar sinceramente non m’attira molto, non mi è ancora venuto voglia di vederlo. su mcqueen, invece, cercherò di farmi un’idea quanto prima.

  4. Passavo per un saluto (e per controllare quanti siano i superstiti dello tsunami “chiusura di splinder”), e a questo punto, visto che questo post mi ha ricordato che siamo nel 2012, aggiungerei anche auguri!
    …Comunque “Enter the Void” è la purga dell’anno, mi stupisce che abbia non 1 ma ben 2 titoli innanzi a sè!! :)

  5. ciao zenn, buon anno anche a te, e ben sopravvissuto al naufragio di splinder. ho già aggiornato il link al tuo sito, adesso rimettiti a scrivere. enter the void, facendo i conti tra ambizioni e modalità d’esecuzione, è forse uno dei titoli più irritanti di sempre. ma almeno, pur nel male, rimane una cosa curiosa. robe come world invasion a larga diffusione e impianto ideologico da propaganda da guerra fredda, credo siano più dannose e annichilenti.

  6. ma guarda, dottore, tutti quelli citati in verità mi sono sembrati più d’impatto sull’anno cinematografico. potrei avere qualche dubbio su black swan, e drive ha avuto meno tempo per crescere; tutto sommato credo sia giusto così.

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