Beginners (Mike Mills 2011)

Mike Mills esordiva sei anni fa con Thumbsucker; un buon film, ma Beginners, da noi direttamente in home video, è anche meglio. Scritto e diretto da Mills, che rivela le origini autobiografiche dello script, Beginners racchiude in sé commedia e dramma, vicende sentimentali e riletture familiari. Perduto nei ricordi e nell’ironia malinconica, il film trova l’equilibrio del miglior cinema indipendente, quello che va da Baumbach, alla Jenkins, a Rian Johnson. Visto da qui, sembra davvero che le migliori intuizioni e l’influenza maggiore sulle nuove leve le abbia avute un autore, per natura e aspirazioni “secondario”, come Jim Jarmusch.

Il trentottenne Oliver Fields ha da poco perso il padre, Hal. Cinque anni prima, alla tenera età di settantacinque anni, Hal confessava al figlio la sua omosessualità, repressa per una vita ma ancora in tempo per esplodere. Vediamo Oliver conoscere nel presente la solare ed eccentrica Anna, mentre la storia si fonde con i ricordi degli ultimi anni passati in compagnia del padre.

Beginners fluttua sulla tristezza fatta di perdite, incertezze, timori, riletture del (proprio) passato alla luce di nuove coincidenze. Il film è costellato di piccole frasi, immagini e disegni che riescono a farci affezionare ai suoi protagonisti e a rendere speciale una storia tutto sommato quotidiana, che non ha bisogno di colpi di scena e momenti patetici, anzi li disinnesca. A rendere possibile tutto questo anche un cast di ottimi attori perfettamente in parte, dove troviamo Ewan McGregor, Christopher Plummer e una splendida Mélanie Laurent.

(4/5)

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5 thoughts on “Beginners (Mike Mills 2011)

  1. e grazie a dio seguo Slow film perché non avrei mai scoperto della sua esistenza.
    Splendido, mi ha ricordato certo Woody Allen, quello che amavo e sembra essere andato in pensione. Che faccio, il primo me lo guardo? Potrebbe piacermi?

  2. quasi sfuggito e grazie a te l’ho beccato. efficace la metanarrazione, che di solito mi fa penare, e il modo per nulla melodrammatico\retorico pedante con cui tratta le tematiche imbevute nello script ma mai sbattute in faccia.

    oltre ai registi da te citati, a me ricorda, per alcune situe, un Wes Anderson meno infantile e più ‘concreto’; e Jack Goes Boating.
    un Mills da tenere d’occhio.

  3. anderson è uno dei miei preferiti, e baumbach la su anima, come dici tu, concreta. del film di hoffman non sapevo, lo cercherò.
    p.s.: recuperato ieri il primo mcqueen.

  4. Pingback: Nudi e Felici – Wanderlust (David Wain 2011) | SlowFilm

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