Shame of Eyes Wide Shut

Ripensando a Shame, potrebbe avere molto in comune con il non capolavoro di Kubrick, Eyes Wide Shut. Il rigore formale, i colori dissanguati, la lunghezza delle scene, rendono la stessa artificiosità del rapporto sessuale, privandolo di sensualità e bellezza. In Shame le avventure autodistruttive del protagonista, nell’ultimo film di Kubrick il barocchismo ostentato dell’orgia, dove con delle maschere si pretende di creare una ritualità che conserva più di un tratto parodistico. E l’evidenza di una prostituta surgelata. Ma andando a cercare il perché di queste rappresentazioni, Kubrick risulta tutto sommato molto più amaro e motivato, riportando il suo discorso a una grottesca decadenza borghese. McQueen, d’altra parte, si concentra sui suoi personaggi, ne fa dei disadattati e al tempo stesso si affeziona troppo perché le loro storie possano compiutamente arrivare a un riferimento più generale. Kubrick si concentra sull’occhio (sbarrato, in entrambi i sensi), McQueen sull’ombelico.

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4 thoughts on “Shame of Eyes Wide Shut

  1. Soprattutto perchè Kubrick si concentra sul libro Doppio sogno di Arthur Schnitzler che narra appunto dell’amore borghese nei primi anni del 900, mentre in Shame prevale l’inaffetività del protagonista, incapace di instaurare una qualsivoglia legame affettivo.

  2. ciao anonimo. certo, infatti i punti in comune sono quelli citati nella prima parte di questo appunto. c’è una simile rappresentazione estetica del sesso, e tutto sommato anche un simile moralismo. entrambi i film poi, seguono le vicende di un uomo, ma mentre cruise diventa lo sguardo dello spettatore, fassbender è l’oggetto dello sguardo, e queste sono scelte non inevitabili rispetto al tema e il tenore dell’opera, ma, appunto, scelte. che il protagonista di shame sia al centro della narrazione, in un’impostazione differente da quella ispirata al romanzo di schnitzler, non significa automaticamente che il film debba essere ombelicale. ad esempio, tutti i film di tsai ming liang sono concentrati sul suo attore e alter ego kang sheng, ma questo non gli impedisce di dare alle sue opere un senso universale.

  3. Caspita, che belle riflessioni. E’ per questo che mi piace capitare sul tuo sito.
    Con Shame c’è da sbizzarrirsi, personalmente non mi è piaciuto, ma un suo pregio, appunto, è che stimola il pensiero.
    E protagonista è New York che, guarda caso, è oggetto di “Wanderlust” anche in Eyes Wide Shut e, confronto già abusato, in American Psycho. Nel (certamente capolavoro, secondo me) di Kubrick il protagonista è spinto da una miriade di sentimenti fisiologici sentimenti umani: gelosia, vendetta, curiosità, paura. E scopre così un mondo elitario di edonismo rango-correlato, che, come dici tu, vive da spettatore. Cruise è un po’ un classico eroe morale in questo: non si piega più di tanto, ha buone intenzioni, sembra cerchi di risolvere un mistero.
    Negli altri due film, invece, questi rampolli sono malati di noia, e possono comprarsi tutto. Il loro vagare è più un volgare “cruising” spinto da una mania.
    Rispetto al libro di Ellis, nel film Patrick Bateman si diverte un po’ troppo, ma c’è il tocco di genio perchè alla base della sua follia omicida c’è un’erotomania incontrollabile, quasi a sostenere che l’ennesima potenza del piacere sia la morte violenta e la tortura, dando al lettore o spettatore la chiave d’accesso alla mente di questo psicopatico.
    Shame è invece così sottotono… Dove sarebbe la vergogna del titolo? Un individuo che soffre di una dipendenza grave prova ben altri sentimenti, prima della vergogna. E il poveretto del protagonista, più che sembrare scosso dagli “smascheramenti” della trama, sembra più un tossico che deve scervellarsi per farsi senza destare troppi sospetti, il più presto possibile. Forse è lo spettatore, a provare vergogna per lui?

    /p

  4. ciao /p. non ho mai visto american psycho, il tuo bel commento mi ricorda che devo rimediare in tempi umani. per il resto, ho un rapporto altalenante con eyes wide shut, ma nella sostanza sono concorde su tutto.

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