Take Shelter (Jeff Nichols 2011), The Big Year (David Frankel 2011), The Rum Diary (Bruce Robinson 2010)

Il volto ampio, gli occhi distanti dallo sguardo freddo, i lineamenti peculiari, difficilmente Michael Shannon interpreterà semplicemente il buon padre di famiglia, o il presidente affabile degli Stati Uniti, o l’eroe rassicurante. Michael Shannon non è una faccia per tutte le occasioni, come un Morgan Freeman, è più sul versante Christopher Walken. La sua specialità, fisiognomicamente indotta, è la parte del folle consapevole, e la interpreta alla grande (vogliamo ricordare la bellezza di My Son, My Son, what have ye done??). Da questa apertura si sarà intuito quanto Take Shelter conti sul suo protagonista. Ad affiancarlo c’è Jessica Chastain, ufficialmente l’attrice più in forma del momento. E molto di buono ci mette il regista e sceneggiatore Jeff Nichols, che ha fatto quel che si suol dire “un gioiellino”. Forse quasi invisibile; in rete un po’ se ne parla, ma la rete è sempre più piccola di quanto ci si aspetti, o a maglie più larghe. Peccato.

Avrei preferito essere più puntuale, su Take Shelter, ma l’ho visto già un po’ di tempo fa e i dettagli sono perduti. D’altronde, anche dirne troppo rovinerebbe l’impatto. Si tratta di un film sulla paura, che vede il signor Shannon, prima quieto operaio, preda di sempre più violente allucinazioni oniriche apocalittiche. Tutti i tre ultimi sostantivi  trovano giusta ed efficace rappresentazione nel film di Nichols, che dirige con mano ferma e idee chiare, e costruisce un’originale forma di thriller imploso. Interpretabile come una vicenda lineare attraversata dagli incubi lancinanti del protagonista, o una destrutturazione narrativa che finge di nascondere la sua storia. Probabilmente non s’è capito quasi niente dell’ultima frase, per ovviare alla cosa consiglio caldamente la visione del film.

The Big Year. Si tratta di un piccolo film con dentro tutti: Steve Martin, Jack Black, Owen Wilson e Anjelica Huston, per dire. Il soggetto è bizzarro, con tre birdwatchers intenzionati a conquistare il record del maggior numero di specie avvistate in un anno. Il film di Frankel, basato sul romanzo di Mark Obmascik, è assolutamente potabile, forse meno divertente di quanto si possa sperare ma anche meno frivolo di quanto si possa temere. Al cinema dal 27 giugno.

Assolutamente evitabile, invece, The Rum Diary. Che però, mi rendo conto, è anche quello più difficile da ignorare. Un nuovo film ispirato agli scritti e alla figura di Hunter S. Thompson, di nuovo interpretato da Depp, è un oggetto difficilmente rinunciabile, e quindi destinato a essere una diffusa delusione. Depp è fico e ripulito, rispetto al capolavoro immortale Paura e Delirio a Las Vegas, decisamente meno mimetica la sua interpretazione. Da un certo punto di vista potrebbe essere un dato positivo, aiutando a evitare il confronto con Gilliam. Peccato che il film di Robinson sia stanco e inutile da una quantità di altri punti di vista. Si salva qualche frase laconica e puntuta estrapolata dal testo d’origine, ma un film non può vivere solo di questo. È dalla seconda metà in poi che The Rum Diary diventa francamente imbarazzante, quando la regia scialba ha ormai fiaccato lo spettatore, la storia d’amore patinata si presenta in tutta la sua improbabilità e si assiste alla moltiplicazione di gag per le quali non è stato ancora inventato un pubblico o un senso dell’umorismo di riferimento. Operazione fallimentare, a tratti avvilente.

Take Shelter: 4/5

The Big Year: 3,5/5

The Rum Diary: 2/5

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17 thoughts on “Take Shelter (Jeff Nichols 2011), The Big Year (David Frankel 2011), The Rum Diary (Bruce Robinson 2010)

  1. Take Shelter non mi attraeva; The Rum Diary uno sfacelo, nessun dubbio.

    comunque ho visto Sky Crawlers e spacca davvero, dall’alternarsi degli scontri aerei alle riflessioni intimiste. anche il tocco del computer è poco invasivo, di solito per il motivo inverso escono fuori degli abomini.

  2. affasf, apocalisse, michael shannon, jessica chastain, come può non attrarti take shelter?!
    sky crawlers è una gran cosa. a me piace sempre molto l’uso che fa oshii della cgi, di gran classe.

  3. visto ieri Take Shelter e non mi è piaciuto per niente. gira intorno ad un tema escatologico senza darsi la pena di rendere interessante la cosa fuori dall’interrogativo pazzia\vera profezia; la presenza di Jessica Chastain può tamponare veramente poco. l’anno scorso sullo stesso tema ci arrancava 4:44 Last Day on Earth con un ottimo Dafoe, che però, anche lì, poteva fare ben poco. il paragone con Melancholia viene facile.

  4. che bello, Jessica Chastain mette d’accordo tutti.
    Non ho visto Take Shelter, provvederò. Ma è già uscito al cinema?
    Ho visto invece in per così dire anteprima The Big Year. Owen Wilson mi piace sempre di più, Jack Black mi sta un po’ antipatico, Steve Martin pieno di botulino un po’ impassibile… Sì è vero, bel soggetto anche se non proprio verosimile, un tantino “volemosebene” ma gradevole. Le figure femminili un po’ troppo zerbine però.
    Ho recuperato anche Thumbsucker, bello davvero. C’è sempre Tilda Swinton che fa la mamma, una persecuzione :)

    /p

  5. affasf, che il nodo del film sia l’interrogativo pazzia/vera profezia l’ho letto da molte parti. per quanto mi riguarda, questo è un interrogativo che non ha focalizzato la mia attenzione per più di cinque minuti. anzi, forse non lo ha fatto per niente. sarà che se vedo una rappresentazione della fine del mondo tendo sempre a pensare che corrisponda a realtà, sarà che un film che non creda nei profeti non riesco neanche a figurarmelo; fatto sta che take shelter, al contrario, a me è parso riuscire a creare un buon numero di situazioni coinvolgenti, angoscianti e ben rappresentate, al di là del presunto “dilemma” di fondo. take shelter credo sia un film sulla paura, non sulla domanda se il protagonista sia pazzo o meno. il film di ferrara con dafoe, peccato mi dica che arranca, ma appena mi sarà possibile certamente mi fionderò a vederlo; è uno di quelli che aspetto di più, assieme all’ultimo friedkin.

    /p, anche take shelter è da vedere per così dire in anteprima, che io sappia al momento non è prevista una data d’uscita. sono d’accordo su the big year e sulle considerazioni sui singoli attori. steve martin qualche decennio fa mi piaceva parecchio, ed era da un po’, mi pare, che non faceva un film minimamente guardabile, tutto sommato se l’è cavata. ad ogni modo, un film che difficilmente segnerà l’esistenza di qualcuno. thumbsucker non è male, ti suggerisco allora anche beginners https://slowfilm.wordpress.com/2012/01/05/beginners-mike-mills-2011/

  6. molto cinema in take shelter. la bambina testimone muta(nte) come la figlia dello stalker, gli spazi immensi dell’america profonda, ma privati con violenza della poesia di malick. il protagonista impazzisce di paura – non certo per la tempesta, ma perché, come in tutti i film che mettono in scena una natura che si ribella (da uccelli in poi), gli uomini sono malvagi – soprattutto i medici. ha ragione ad avere paura. anche io ho paura.

    ob

  7. Pingback: Shotgun Stories (Jeff Nichols 2008) | SlowFilm

  8. No, no e no. La piega che prende Take Shelter, per niente piaciuta. Efficace nell’inquietare però. Ho fatto due tre incubi a lenzuola asciutte, per fortuna.
    Interessante l’aspetto “psicopatologico”: familiarità, isorgenza, autodiagnosi, coerenza del pensiero in progressivo degrado, terapia d’urto casalinga.

    /p

  9. The Big Year esce in Italia tradotto come…. “Un anno da leoni”…

  10. Pingback: Il cinema del 2012 | SlowFilm

  11. Pingback: Mud (Jeff Nichols 2013). Dal Corpo al Fango. | SlowFilm

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