Alla scoperta di un giovane autore, Alessio Di Zio.

Update 17/8: Alessio Di Zio, di cui a marzo invitavo a segnare il nome, sarà a Venezia alle Giornate degli Autori con tre dei suoi film.

Quello che segue è un post insolito, cosa del tutto positiva. L’argomento è il giovane regista Alessio Di Zio. E per giovane intendo diciannovenne, fra l’altro con una già corposa produzione alle spalle. Alessio mi ha colpito con la sua idea di cinema già matura e definita, la sua voglia di sperimentare legata all’ispirazione a modelli precisi. Nei suoi lavori c’è Jarmusch, molto cinema di montaggio (Marker, o chi per lui), Pietro Marcello; un cinema non classicamente narrativo da cui Alessio ha saputo trarre delle espressioni personali, dimostrando un notevole istinto per la scelta delle immagini e la selezione di idee minimali significative, non omologate, comunicative. Il suo non è il modo più semplice e popolare per cominciare a fare cinema, e rispetto alle difficoltà che incontra nel suo percorso dice

“neanche sono nato e già sono per una nicchia”; personalmente non posso che condividere e ammirare le sue idee.

Una serie di suoi lavori si presenta come una raccolta di ritratti (Swinging Horses, Il Piacere, Rodolfo Valentino fra gli altri), spesso rinchiusi da quattro mura, elaborati con filtri e caratterizzati da una scelta e un uso di brandelli di musica e suoni, capaci di adottare la stessa qualità dell’immagine, rimanendo incollati alla sua essenzialità. L’impostazione videoartistica, queste opere sembrano intese come “banco di prova” per sperimentare diverse soluzioni visive e di montaggio. I risultati mostrano il coraggio e la capacità di portare avanti precisi punti teorici, regalando a ogni film e quindi ogni personaggio un’identità precisa, fatta di un senso e un’anima.

Alessio si è già cimentato con una produzione più lunga e complessa, Le Favole di Casimiro (50′, più giù il trailer), un ottimo film con spunti autobiografici e una maggiore tensione alla narrazione, per quanto libera e personale. Nelle vicende e immagini di Casimiro, ragazzino alle soglie del suo dodicesimo compleanno, si trova già una riflessione sulla propria infanzia, e una certa paura ad affrontare un primo rito di passaggio verso l’età adulta. Su un racconto tutt’altro che banale, anzi sorprendentemente consapevole, secco, sottilmente ironico, Alessio gestisce gli spazi in cui far muovere la videocamera, alterna i differenti tempi del montaggio e adotta in ogni scena precise scelte estetiche, riuscendo a definire e sottolineare le emozioni e i diversi momenti della storia.

Spero di potervi aggiornare presto, intanto segnate il nome.

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