Green Days – Dinosaur and I (Jae Hoon An 2011); Una Lettera per Momo – A Letter to Momo (Hiroyuki Okiura 2012)

Green Days – Dinosaur and I

Qui si tratta dei due migliori film d’animazione degli ultimi tempi. Una sorpresa è che Green Days – Dinosaur and I, il mio preferito fra i due, è un film fantasma. Su IMDB si trovano le cazzate più insignificanti, e anche un buon assortimento di filmini di lauree, matrimoni e nastri di telecamere di sorveglianza dei supermercati, mentre Green Days, uscito un anno fa, non c’è. Sono quasi sicuro non ci sia. Sono andato a ricontrollare, non c’è.

Altro gioiellino dell’animazione sudcoreana fu My Beautiful Girl, Mari; Green Days è più concreto, meno sperimentale, ha in comune i confini sottili delle figure, la leggerezza delle linee e dei colori. È il 1970, in una cittadina luminosa che sogna Seul, che a sua volta sogna l’America e lo sbarco sulla Luna, il tutto concentrato nell’età e i desideri di una manciata di adolescenti. La protagonista è I-Rang, candidamente impegnata a vivere, affascinata dalla nuova compagna di classe Su-Min, più carina e sicura di sé, e intanto coinvolta nell’amicizia col timido Cheol-Su, che ha un certo talento nell’aggiustare le cose e una passione per i viaggio spaziali. Green Days è la sua atmosfera, un realismo leggero e divertente, l’ottima scrittura, la capacità di giocare con la nostalgia senza essere enfatico. In alcune scene (nella prima la ragazza nuova si presenta alla classe, le viene chiesto di cantare una canzone, mentre lo fa parte in leggero controtempo il ritmo sintetico del pezzo originale, lo sguardo abbandona l’aula per mostrare dall’alto immagini quotidiane della vita nella scuola) e alcuni scenari c’è davvero tanto cinema.

(4,5/5) 

a letter to momo

A Letter to Momo

A Letter to Momo, lungometraggio giapponese dell’autore di Jin-Roh, avrà forse più possibilità d’essere visto. È il vincitore del Future Film Festival, e tutto sommato è giusto che sia così. Anche qui la protagonista è una ragazzina, il luogo è una piccola città – un posto stupendo immobile nel tempo, situato su un’isoletta di un pittoresco arcipelago – i bei disegni realistici e dai colori solari. I due film, quindi, hanno parecchio in comune, ancora i dialoghi dai ritmi eccellenti, la capacità di far divertire e commuovere mantenendo un ottimo equilibrio e l’animo sostanzialmente “commerciale”, trattandosi in entrambi i casi di opere potenzialmente appetibili al grande pubblico.

Momo ha un taglio più malinconico: la protagonista ha perso da pochi mesi il padre in un incidente e con la madre lascia (controvoglia) Tokyo per la vita più tranquilla e rallentata del paesino rurale. Nonostante le premesse, Letter to Momo ha una sua affascinante leggerezza, si contamina presto con degli elementi fantastici conservando il piacere per la descrizione dei campi terrazzati, delle strade in pietra e i tuffi nell’acqua brillante. Strutturalmente Momo si pone, in maniera piuttosto singolare e coraggiosa, come una lunghissima premessa (circa due terzi della durata totale) alla rivelazione del nucleo tematico dell’opera. E le invenzioni e le idee sono naturalmente tutte lì, in quella prima parte straordinariamente libera. Nell’epilogo qualcosa si sfilaccia, ma di fronte a tanta gioiosa bellezza sarebbe autolesionista soffermarsi sulle minime carenze.

Due ottimi film, di quelli che dopo averli visti si sta meglio.

(4/5)

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14 thoughts on “Green Days – Dinosaur and I (Jae Hoon An 2011); Una Lettera per Momo – A Letter to Momo (Hiroyuki Okiura 2012)

  1. IMDB è veramente freddo e confusionario. io preferisco MUBI, anche se ha meno film in archivio la struttura generale del sito e la comunity invogliano a lasciare quel paio di commenti al mese; e poi tiene aggiornati costantemente con retrospettive e digest dal taglio critico.

  2. mubi praticamente non lo conosco, anche se una volta devo essermici pure iscritto. mò me lo studio un po’, allora. imdb è decisamente freddo, ma lo uso solo dal punto di vista “tecnico”, non umanistico. per quanto riguarda le quantità d’informazioni (i cast completi, le location, tecnologie usate, budget e cose così) credo sia il più ricco. per questo mi sono stupito della mancanza totale di green days, che è una produzione importante.

  3. Ciao iosif, che piacere rileggerti! Devo dire che ti trovo migliorato, il blog si è evoluto proprio bene ed anche la tua scrittura. Complimenti.
    Ora ti metto fra i preferiti subito subito.
    A presto

  4. ciao pillole, benritrovato :)
    grazie per l’evoluzione, ci si prova a non fossilizzarsi.
    ma tu, invece, dove hai trasferito il blog? o ti sei convertito a twitter?

  5. No, il blog non sono riuscito a trasferirlo. Con splinder è scomparso anche il blog con tutto quello che c’era dentro e un po’ mi dispiacque sul momento, anche perché non avevo salvato sul pc quello che avevo scritto. Infatti ora appena qualcuno mi parla di cloud come sistema per immagazzinare i dati mi metto a ridere, ma questa è un’altra storia.
    Sono su Twitter e basta, 140 è molto più estremo di 160 caratteri, ma anche io percorro la mia strada di non fossilizzamento, oltretutto io non sono del settore, per me il cinema è solo un hobby ed un momento di riposo ed a conti fatti twitter è molto più facile da gestire di un blog normale.
    Ora però salvo tutto su un sano hard disk di mia proprietà e pagato da me medesimo.
    Un abbraccio

  6. ma manco per niente, emmeggì :)
    green days ho una gran voglia di rivederlo, per alcune scene mi accontenterei anche della lingua originale, ma non trovo nulla. a letter to momo, invece, ho letto che sarà distribuito anche da noi, quindi c’è speranza.

  7. Green days non lo conoscevo… me lo segno subito! Momo lo aspetto invece da un sacco (dopo Jin Roh, Okiura è un regista che amo a prescindere ^_^). Grazie per questi consigli! ciao, c.

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