Cosmopolis. Avvicinarsi al film di Cronenberg con nuove foto e qualche idea.

Dal 25 maggio in sala, Cosmopolis potrebbe presentare una doppia redenzione. La prima riguarda il regista David Cronenberg. Credo che l’ultimo A Dangerous Method sia il suo peggior film; di certo Cosmopolis non tornerà all’evidenza della nuova carne, periodo che sembra essersi definitivamente chiuso con eXistenZ (1999), ma quantomeno potrebbe rievocare le atmosfere sufficientemente ambigue e malsane di A History of Violence (2005) e La Promessa dell’Assassino (2007). Di sfuggita, si può notare come la manipolazione e ibridazione esplicita e radicale del corpo, per il regista sia finita con l’avvento del digitale. Il cinema ha perso la certezza d’essere fatto di carne e, perdendo la fisicità, da corrompere rimane solo l’ultimo strato dell’immagine.

La seconda redenzione, naturalmente, riguarda Robert Pattinson, protagonista di quella che è probabilmente una delle peggiori saghe degli ultimi decenni. Ho visto solo il primo episodio di Twilight, e pare che la cosa, con mio notevole stupore, successivamente vada anche peggiorando. Con quella faccia e quel ruolo un po’ così, non è certo l’attore che più sentivo l’esigenza di vedere riabilitato. Ma il capo è David, e si vedrà.

Quella di Cosmopolis sembrerebbe una vicenda avvolta dal crepuscolo del capitalismo, se non un soffermarsi sul tavolo della sua autopsia. Una storia che racconta 24 ore di Eric Packer, giovane promessa dell’alta finanza, molte delle quali passate in una limousine che dovrebbe portarlo a tagliarsi i capelli. Got a devil’s haircut in my mind, cantava profeticamente Beck nel 1996.

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16 thoughts on “Cosmopolis. Avvicinarsi al film di Cronenberg con nuove foto e qualche idea.

  1. Io lo attendo davvero molto, così come attendevo (e non mi ha per nulla deluso, anzi!) A Dangerous Method, film che va alle radici culturali di quella “nuova carne” di cui parli anche tu -e ci va con la grazia e l’attenzione cui ci ha abituati Cronenberg- che si trova proprio al crocevia di uno dei momenti maggiormente pregni della vicenda storico culturale d’Occidente, a mio avviso.
    Così come ADM lo aspettavo anche perchè Freud e soprattutto Jung sono scienziati e ricercatori impareggiabili, autori di fondamentali incursioni nel campo dell’anima, qui attendo con ansia soprattutto perchè DeLillo è uno scrittore geniale, pazzesco, e Cosmopolis è una punta di diamante (ma io lo pensavo anche per Jung e Freud, prima di vedere il film) che nelle mani di Cronenberg potrebbe “tagliare” davvero bene. Pattinson non lo conosco, e non me ne frega una cippa che tutti dicono “ah è la faccia di cazzo dei vampiri”. Uno perchè io i vampiri non li ho visti, due perchè le scelte di casting di Cronenber, anche quando sono “sperimentali”, sono affascinanti e a volte superbe! Poi, a dirla tutta e a vedere il trailer, quella faccia un po’ così, inespressiva, potrebbe essere effettivamente molto calzante per il protagonista di Cosmpolis.

  2. come ho scritto anche nei commenti di quel post, non credo che il film di cronenberg, a dangerous method, abbia colto la grandezza dei suoi soggetti. sono anche abbastanza sicuro che non ne avesse l’intenzione. ad ogni modo, non lo trovo un bel film, al di là del fatto che tratti figure così importanti.
    credo anche che gran parte dei suoi film, e questo non è affatto un male, di “grazia” ne abbiano assai poca. forse proprio l’ultimo si sbilancia per la prima volta verso questa ricerca. nelle opere del nuovo millennio, c’è sicuramente una maggiore ricercatezza formale e meno provocazioni visive, ma personalmente non le trovo opere alla ricerca della grazia.
    hai fatto bene a non vedere nulla di twilight, se l’avessi fatto non avresti potuto evitare la sensazione di disgusto al ricordo.
    il trailer non è affatto male, confido anche io in questo cosmopolis.

  3. “La grazia”…Non facile definirla! Per come la intendo io, è l’eleganza, il fascino, lo stile e l’essenzialità nel raccontare/mostrare ciò che vi è di unico e prezioso. Cronenberg per me ne è colmo, anche se racconta in modo (apparentemente) poco personale “questioni di carne”.

  4. a me adm è piaciuto, lo sai, ma qui è evidentemente meglio. vedo donne nude e pistole. indiperciò attendo con ansia.
    ob
    ma scusa, a proposito di pistole: friedkin? che ne ha fatto? alle mie latitudini arriva tutto, meno che quello. ne avesti notizie?

  5. dottore, guarda è uno schifo. per friedkin c’è grande attesa, ma già poco dopo la sua uscita, mi sembra allo scorso venezia, si disse che non sarebbe arrivato in sala prima del 2013. e stanno mantenendo la promessa. vedo da imdb che anche la tua svizzera prima della classe gnegnè non è contemplata, al momento http://www.imdb.com/title/tt1726669/releaseinfo

  6. Io a Cronenberg rimprovero solo A dangerous method, davvero un passo falso, soporifero, verboso e inaccostabile agli altri suoi film. Che negli ultimi anni abbia abbandonato le sue visioni ed elucubrazioni sulla carne e sulla sua trasformazione e ibridazione non mi crea grossi problemi. Specie perché il dittico con Mortensen l’ho trovato di una bellezza sconvolgente, specie A history of violence per cui ho una predilazione particolarissima. Se al posto del mutare della carne Cronenberg ci mette il risorgere fdel passato e dell’identità e lo fa in un modo così disturbante e gorgogliante, non mi lamento, ma anzi applaudo e chiedo il bis.

  7. Ciao Iosif,
    anche io attendo con trepidazione Cosmopolis, il trailer è da paura e di De Lillo ho letto un gran bene praticamente da tutti. Io invece di suo non ho letto nulla, e proprio ora non so se leggere Cosmopolis prima di andarlo a vedere al cinema. Tu che ne pensi?
    Per quello che riguarda ADM non sono d’accordo con il tuo giudizio (che onestamente non è affatto isolato, anzi): per me è un gran bel film. Si, forse è inferiore ai due precedenti, però non per questo lo condanno, perché si parla comunque di un gran film. Inoltre a Burton (dico lui perché ho appena letto il post su Dark shadows) rimprovero di essersi fossilizzato su uno stile ed un nucleo di tematiche che sono sempre quelle. Ormai sembra che avendo inserito il pilota automatico non si schiodi più da una ripetizione di se stesso più o meno marcata. Secondo me è un peccato. Cronenberg invece è uno di quei registi che prova a tenere in prima persona la barra del timone. Si sforza di andare oltre, una volta che sente di aver esaurito la visione per quel tema. A me questa cosa piace da morire. Come Keira sculacciata del resto.
    Ciao

  8. nood, in linea di massima sono d’accordo con te. anche per me a dangerous method è l’unico cronenberg del tutto deludente, ed è sicuramente apprezzabile che un autore abbia il coraggio di rinnovarsi. l’aver citato l’allontanamento dallo stile più esplicito dei suoi film precedenti era più una registrazione della cosa, che una recriminazione. devo anche ammettere, però, che a history of violence e la promessa dell’assassino mi sono piaciuti, ma non mi hanno lasciato ricordi entusiasmanti. questo cosmopolis m’incuriosisce non poco, e forse anche io sono più propenso a un cinema più “asciutto”.

    pillole, ho letto del de lillo, ma non cosmopolis. se si riesce, credo sia sempre preferibile leggere il libro prima di vedere il film. in questa congiuntura storico-esistenziale so che io non avrei il tempo per farlo. burton sì, sembra davvero bollito. ed è assolutamente vero che la voglia di mutazione anche personale di cronenberg è del tutto encomiabile.

  9. Che strano: ho sempre pensato che i libri più cinematografici di De Lillo fossero Running Dog e i Giocatori (che consiglio a tutti vivamente). Cosmopolis è bello complesso, ha un intreccio molto particolare, una non-trama lenta che evolve nel surreale. In immagini credo consenta molta libertà e personalizzazione. Sono curioso!

  10. ottimo, la tua descrizione mette ancora più voglia di scoprire cosmopolis. anche con il pasto nudo cronenberg mostrò una predilezione per i libri considerati difficilmente filmabili.

  11. Cosmopolis a mio avviso è molto filmico, è caratterizzato da una strana fluidità, è fortemente scenografico e dialogico. Rispetto ad altri romanzi del grande DeLillo, ho opinione diversa da Anonimo. In più penso che sia proprio un soggetto perfetto per Cronenberg (vero è che ormai, d’altro canto, il buon regista canadese lo considero capace di andare pure oltre al suo sentiero principale, come già discusso sopra per esempio da Pilloledicinema, ampiamente, per me, dimostrato anche da ADM)..Comunque, fra max 24 ore, potremo verificare coi nostri occhi..

  12. secondo me intendeva brutto, ieri in sala quasi metà della gente si è alzata…ben peggio dell’ultimo Malick in quanto ad abbagli di casting mainstream ;-) Io l’ho trovato ottimo, in un certo senso sviluppa ulteriormente il “filone” di ADM.

  13. vabbe’ ma chi va per pattinson merita tutta la sofferenza del caso. forse cronenberg s’era fatto questo calcolo, per martoriare un po’ di carne giovane. io purtroppo non so quando riuscirò ad andarci e al momento sto evitando di leggerne alcunché.

  14. Pingback: Maps to the Stars. Il nuovo film di David Cronenberg dal 21 maggio al cinema | SlowFilm

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