C’era una volta in Anatolia (Nuri Bilge Ceylan 2012)

Se esiste il genere “film d’autore”, e sono quasi sicuro esista, C’era una Volta in Anatolia ne incarna un’ottima e diligente espressione. I campi lunghi osservano l’ambiente, che racchiude  i personaggi e gli trasmette la propria sostanza. I rari primi piani fanno parlare i volti, interrompono i dialoghi e trovano nelle rughe e le imperfezioni altri elementi panoramici. I protagonisti dolorosi, e doloranti. Le storie, raffigurate e raccontate, estreme e quindi fuori dal comune, ma dense di sensazioni conosciute e umane.

Il turco Ceylan (ri)crea soprattutto le suggestioni, ma non disdegna neanche le citazioni dirette: la digressione sul rotolare di una mela come ne L’infanzia di Ivan, il raccordo del vento che muove l’erba o le spighe dell’altro Tarkovskij de Lo Specchio, la fotografia perfetta e la contrapposizione finale dell’obitorio – luogo burocratizzato e freddo, assurdamente concreto con le pareti ricoperte di mattonelle – con le ore passate nei campi e sulle strade sterrate; come accade con Bela Tarr. Ma con Tarr certamente non condivide i lunghi dialoghi, i racconti che a volte ricordano la favola, atmosfera che con la presenza del cadavere ha recentemente familiarizzato ne Le Tre Sepolture. Rispetto a quelle di Tarr e Tarkovskij le costruzioni di Ceylan sono più raccontate, più concluse e definite, anche se (quasi) altrettanto affascinanti.

In C’era una Volta in Anatolia (titolo, invece, non leonino ma per una volta da considerare davvero nell’appartenenza alla fiaba) i protagonisti sono uomini, gli sguardi e le storie riguardano le donne. Gli uomini le raccontano: ricordano, descrivono, desiderano, danno loro vita e gliela tolgono, gli uomini sono tutto sommato piuttosto ottusi mentre la vera sofferenza, quella che ha finalmente perso le parole, spetta alle donne.

(4/5)

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4 thoughts on “C’era una volta in Anatolia (Nuri Bilge Ceylan 2012)

  1. Bellissimo….Gran regista Bilge Ceylan (LE TRE SCIMMIE…..UZAK….)
    A Roma, per fortuna, è uscito anche “Take Shelter”…..NIENTE MALE…
    Grazie per la segnalazione.
    Lo avevo scaricato ma ho pensato che al cinema sarebbe stato meglio…HO PENSATO MALE….proiezione digitale di PESSIMA QUALITA’…

    EFFEMME

  2. ciao mister franco. ho da parte le tre scimmie, appena riesco lo affronto.
    take shelter, molto attuale, bello. quindi hanno proiettato con qualche anno di ritardo la copia da casa. geniale.

  3. Pingback: Il cinema del 2012 | SlowFilm

  4. Pingback: Il Regno d’Inverno (Nuri Bilge Ceylan 2014) | SlowFilm

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