Quell’Idiota di Nostro Fratello (Jesse Peretz 2011), The Way Back (Peter Weir 2010) – ora al cinema, visti da un po’

Quell’Idiota di Nostro Fratello – Our Idiot Brother c’è subito da dire che come commedia leggera leggera si lascia guardare. Ne hanno scritto, e presumo detto, anche molto male, e mi sfugge come succeda che in alcune circostanze ci si aspetti di trovare in un film che si chiama Quell’Idiota di Nostro Fratello qualcosa di vicino a Macbeth o Vidor.

Paul Rudd, Zooey Deschanel e Steve Coogan sono tre belle facce che sanno fare il proprio lavoro, e sono già tre punti a favore del film. Tutto sarebbe stato più interessante e duraturo, se un colpo di reni della scrittura avesse accentuato i tratti lebobowskiani del protagonista. La pigrizia, la sciatteria, la visione romantica della vita ci sono, ma presto vengono messe al servizio di una più semplice idiozia e geometrica incapacità di tenersi la lingua in bocca. Rimane un filmetto da vedere a tempo perso e senza perdere troppo tempo, con due o tre scene realmente divertenti.

The Way Back chi poteva aver voglia di vederlo, l’ha probabilmente fatto parecchio tempo fa. A me è successo così. I nomi, infatti, non sembrerebbero da due anni di ritardo nella programmazione e strenua concorrenza con creme solari e smadonnate da soffocamento. Dietro la macchina da presa Peter Weir – The Truman Show e L’Attimo Fuggente, per dirne due – e davanti Ed Harris, Colin Farrell, Saoirse Ronan, per dirne tre. Quest’ultima, poi, credo sia una delle nuove attrici più promettenti e classicamente solide, ritenendo che quest’affermazione possa avere qualche significato.

Per come lo ricordo, il film non è epocale. 1940, un gruppo di prigionieri scappano da un gulag e fanno davvero tanta, tantissima strada a piedi, per moltissimo tempo, attraverso deserti di sabbia e di ghiaccio, e gliene succedono alcune. Trattasi di “film ispirato a storia vera”, il che, a conti fatti, ha abbastanza dell’incredibile, ma Weir fa un lavoro davvero pulitissimo. Troppo pulito. Nei momenti più drammatici sembra perdersi nella fotografica geografia dei luoghi, più che nella sofferenza dei fuggitivi, e protagonisti al tempo stesso così disgraziati e patinati fanno uno strano effetto. Film fiume, più di due ore, appetibile, ma visibilmente intenso più nell’idea che nei fatti.

Quell’Idiota di Nostro Fratello: 3/5

The Way Back: 3/5

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2 thoughts on “Quell’Idiota di Nostro Fratello (Jesse Peretz 2011), The Way Back (Peter Weir 2010) – ora al cinema, visti da un po’

  1. Sempre a tema di commedie leggere, consiglio 2 days in New York di Julie Delpy, “sequel” del meno bello 2 days in Paris. Molto leggero, ma a tratti veramente simpatico. Ha talento comico la Delpy, eccome.

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