Una valanga di film su cui non posso più scrivere qualcosa di sensato.

The Amazing Spider-Man (Marc Webb 2012), il film che doveva rilanciare l’Uomo Ragno prima che nessuno potesse sentirne l’esigenza. Opera premurosa ispirata da problemi di diritti di sfruttamento che non ho alcuna intenzione di approfondire, The Amazing poteva sembrare, dal trailer, un avvicinamento all’approccio Nolan. In realtà è molto meno. Premesso che quelli di Raimi sono fra i migliori film supereroici mai realizzati, con la giusta dose di fumetto, ironia, film serio e regia di chi ci sa fare, Webb si conferma uno che più che girare film fa i compiti a casa. Un reboot pieno di battutine strozzate, scene scialbe e scollate, poco appassionante, e con un mostro uscito  da una playstation 2. (2/5)

La Faida (2011) è un buon film di Joshua Marston, anche meglio del già apprezzabile Maria Full of Grace. Qualcosa in comune con Shotgun Stories. Condivide col film di Jeff Nichols la secchezza nel descrivere aspri conflitti fra famiglie tenendo la violenza fuori campo, il soffermarsi sui personaggi e i luoghi. Ambientato in Albania, La Faida presenta codici rurali che abitualmente sostituiscono o integrano le leggi comuni, mentre dipinge un’efficace declinazione della frase “le colpe dei padri ricadono sui figli”. (4/5)

Total Recall – Atto di Forza (Len Wiseman 2012) all’inizio non sembra male. Ho pensato, ecco finalmente del buon vecchio cyberpunk. Visivamente il film se la cava, fra città multistrato, tanta pioggia, folla variegata l’atmosfera c’è; però presto diventa un continuo inseguimento, schiaffi e inseguimenti inseguimenti e schiaffi, poi si fermano un attimo fanno uno spieghino e ricominciano a inseguirsi e prendersi a schiaffi. Alla lunga, stanca. Nei cinema dall’11 ottobre. (2,5/5)

Pusher I (1996), II (2004), III (2005). Nicolas Winding Refn è bravo, questa è una verità che Drive ha portato molte più persone a condividere. Il primo episodio di Pusher è più vanesio, una sorta di Guy Ritchie disintossicato dei Looney Toons, ma già piacevole. Il secondo è il più equilibrato e completo: problematico, coinvolgente e per protagonista un grande Mads Mikkelsen. Il terzo episodio è più svuotato, cupo e perduto,Tutto in una Notte in visita al mattatoio. (Pusher I 3,5/5, Pusher II 4/5, Pusher III 3,5/5)

Captain America: Il primo vendicatore (Joe Johnston 2011), due palle. (2/5)

Biancaneve e il Cacciatore (Rupert Sanders 2012), invece, tutto sommato non è malaccio. Delle lungaggini, dei punti morti e il sostanziale fallimento negli accenni di alleggerimento; però una bella costruzione degli spazi, un mondo fantasy convincente (con omaggio a Miyazaki) e una riuscita rivisitazione personaggi, in particolare quelli femminili. (3/5)

Friends with Kids (Jennifer Westfeldt 2012) è una commedia innocua, troppo parlata e dalla struttura più che standard. Si lascia guardare per l’ammucchiata di attori provenienti da serie famose. (2,5/5)

Detention (Joseph Kahn 2011) è un film più bizzarro di quanto sembri. Si autoproclama spudorata copia di Scream, e in realtà si lascia andare a digressioni, commistioni, inserti e falsi indizi. Un teen movie colorato ma non del tutto plastificato, che alla trasfigurazione di Craven aggiunge, senza prima avvertire, quella di Richard Kelly. Un film che fa finta di non prendersi mai sul serio, e rimane sempre sopra le righe. Decisamente più interessante del vuoto furbetto di uno Scott Pillgrim. (3,5/5)

Pirati! Birganti da strapazzo (Peter Lord, Jeff Newitt 2012) è lo stop motion ipercitazionista del creatore di Galline in Fuga. Ma se c’è un modo di rendere sensata e piacevole la citazione, è in questo film. Molta classe, tanta cura per i dettagli, divertimento, qualche colpo di genio. Solo qualche lungaggine nel finale. (3,5/5)

E infine, Cave of Forgotten Dreams (2010), uno dei rari Herzog a essere passato per qualche nostra sala. Non uno dei suoi film migliori, però. Si tratta di un documentario, d’impostazione piuttosto classica, sulla grotta di Chauvet, luogo che custodisce preziosissime pitture rupestri risalenti a una trentina di migliaia di anni fa. Il soggetto è interessante, affascinante, le immagini importanti, ma concettualmente siamo dalla parti di Grizzly Man, con un Herzog che utilizza la propria voce per imbeccare riflessioni che dovrebbero nascere spontanee, e che sembra attingere a tutto quanto sia stato detto e scritto sulla sua arte nell’ultima trentina d’anni. Rispetto a Grizzly Man si perde l’aspetto morboso ed eccessivamente forzato, ma Cave of Forgotten Dreams, pur impreziosito da momenti umani imprevisti e divertenti, sembra girare un po’ su se stesso. Interessante la vicinanza con un altro film del regista, My Son My Son what have ye done, che condivide alcune riflessioni sul tempo e il desiderio di riuscire a fermarlo. Il film del 2009, però, è più misterioso e ricco di suggestioni. (3/5)

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12 thoughts on “Una valanga di film su cui non posso più scrivere qualcosa di sensato.

  1. The Amazing Spiderman mi era piaciuto, così come mi è piaciuto tanto tanto Pirati!. La faida è nella mia lista e anche Detention.

  2. di sensato scrivi sempre solo che a tratti (spiderman, detention, herzog), forse la non attrattiva, ti fa cedere in parte al rimando e ti lasci andare alle connessioni, il rimando ad altri film, ad altri registi, ad altri attori, atmosfere di cui è possibile non averne giustificata conoscenza e rimane il senso sicuramente voluto di lavori comunque non presi o prendibili di per sè

  3. ciao shaquino, son curioso di sapere che ne pensi di detention.

    ciao davide. quel che dici è interessante, mi fa piacere che faccia osservazioni sul mio modo di scrivere. però non è sempre chiarissimo cosa tu intenda. vero, a volte cerco qualche richiamo in più, un po’ perché non su tutti i film c’è tanto da rilevare, un po’ perché credo che sia un modo utile per dare un indizio sul possibile gradimento. come quando leggo le recensioni musicali, e la prima cosa che vado a vedere è il “raccomandato se ti piace”. poi, sui brevi commenti in questione, spiderman, detention e herzog, evidentemente hai trovato qualche riferimento fuori posto, e mi farebbe piacere sapere quali.

  4. Credo tu sia stato imperdonabilmente buono con Captain America. Hai messo voto 2/5 a molti film anche più che decenti…
    Per il resto, corro a recuperare i vecchi titoli di Winding Refn, ché ormai sono un suo fan, ma devo soffermarmi a inorridire su una frase: “gli spider-man di Raimi fra i migliori film supereroici mai realizzati” ??? O_O
    F4

  5. oppure che sei pagato da Raimi.
    il che non mi stupirebbe, visto che il suo ultimo lavoro decente risale al 1998, avrebbe di certo bisogno di un promoter corrotto

  6. Visto Total Recall.
    È vero, tanti -troppi- inseguimenti e schiaffi, però bisogna salvarlo.
    Pur restando confinato nel cassetto impolverato e bistrattato degli “action-movie” senza riuscire a guadagnarsi un posto in quello più qualificato e intellettuale recante l’etichetta “fantascienza”, questo nuovo Total Recall riesce a migliorare su tutta la linea la formula di Verhoeven. Inevitabile quanto superfluo il confronto: il racconto di Dick non offriva molto più che lo spunto, insufficiente per farne un film senza aggiungere eccipienti, perciò non c’è da stupirsi che siano gli eccipienti ad essere aggiornati. Al fantasioso Marte di scavatori e mutanti da fumetto anni ’80 sostituiamo una colonia di lavoratori sfruttati e ammassati in un mondo con poco spazio, molto più cyberpunk. Per il resto, inseguimenti e schiaffi, q.b.

    Ma qui l”elemento vincente è la scelta di dedicare all’ambientazione e alle scenografie non solo una profonda attenzione, ma anche un bel po’ di spazio: com’è giusto che sia. Non vedevo niente di così curato e sopraffino da Blade Runner, giusto 30 anni.

    Sono dunque costretto a ricredermi sull’inutilità dei remake?

  7. Verhoeven è un regista ampiamente sottovalutato. vidi atto di forza al tempo, e lo ricordo infinitamente più denso, forte, fantasioso e quindi sensato di questa versione. per il resto, come accenno nella microrece, concordo con la cura posta nell’ambientazione, e a vedere quegli ombrelli e l’atmosfera plumbea in principio mi sono esaltato; poi, il film non c’è.

  8. Anch’io amo e difendo Verhoeven, e ultimamente l’ho pure rispolverato.
    A differenza di Robocop, però, Atto di Forza sente fortemente il peso del tempo… perciò ritengo che questa versione sia un più che valido remake.
    Inoltre, gli inseguimenti in quelle strade sospese e tra i balconi degli edifici accatastati come spazzatura mi hanno divertito ed entusiasmato almeno (se non di più) di quanto fece Schwarzy a me stesso spettatore di 20 anni fa.

  9. Pingback: Bleeder (Nicolas Winding Refn 1999) | SlowFilm

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