Beyond the Black Rainbow (Panos Cosmatos 2010)

Dopo il cubo, un altro canadese inventa la piramide. Beyond the Black Rainbow, scritto e diretto da Panos Cosmatos, è un film interessante e strano, ma tutto sommato neanche così strano. Si tratta, infatti, di un’opera fortemente cinematografica, cioè densa di riferimenti al cinema, ai suoi generi, a quanto il mezzo ha già sperimentato dimostrando di potersi esprimere attraverso modalità narrative peculiari. Nonostante si faccia notare per la sua non usualità e per la lentezza, si tratta di un film tutt’altro che vuoto d’avvenimenti, anzi denso di riferimenti alla fantascienza più adulta e spesso malata, quella di Cronenberg su tutte, ma anche a geometrie e pupille Kubrickiane, e ricerche Tarkovskijane.

Black Rainbow è attesa, tensione e richiami interni, simboli geometrici e claustrofobia. E, cosa più divertente, è un film del 2010 ambientato nel 1983, realizzato come un film degli anni ’70. Cosmatos simula un’opera che nel 1970 provi a ipotizzare un’ambientazione fantascientifica situata una decina d’anni più avanti, con tutto quel che consegue in quanto a design e fantasie analogiche.

Un pugno di personaggi in opprimenti interni allucinati, che contengono le vicende di una ragazzina reclusa, uno scienziato pazzo, qualche mutante alla ricerca di dio. Al contrario delle icone richiamate dal suo cinema, glabre, affilate, fredde, umani che sfoggiano la loro evoluzione in una mancanza di emozioni che li avvicina ai rettili, la fisionomia di Panos Cosmatos è quella di un giovane uomo grassoccio e barbuto, spettinato, portatore di scarpe da ginnastica consumate e divoratore di cinema. E proprio perché Black Rainbow sembra più il prodotto di bulimia filmica che di ossessioni esistenzialiste – ossessioni per le ossessioni, dunque – anche il finale stridente, appartenente all’horror thriller più consueto, distante nei tempi e apparentemente nelle intenzioni rispetto a quanto fin lì mostrato, è invece coerente e apprezzabile nel suo distrarsi verso un altro genere, gettarsi dentro altre immagini, mostrando ancora come unico elemento il cinema e le sue evoluzioni.

(4/5)

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7 thoughts on “Beyond the Black Rainbow (Panos Cosmatos 2010)

  1. Wow, mi era sfuggito, ma sembra proprio uno di quei film per i quali sbaverei.

  2. A ma quindi ti è proprio piaciuto, io non ne avevo mai sentito parlare. Spero di riuscire a recuperarlo senza troppe difficoltà.

    Se posso vorrei mandare un saluto a Ale55andra che non vedevo da un secolo. Ogni volta che ritrovo qualcuno di Splinder, mi sembra di avere preso parte ad una specie di diaspora.

    Ciao

  3. ciao pillole. è un film marcio e disturbante, in questo senso è riuscito e si può dire mi sia piaciuto. e si trova senza troppe difficoltà.
    spero che il tuo saluto ad ale55andra sia arrivato. ad ogni modo, qualora non l’avessi ancora incrociata, puoi trovarla qui: http://inthemoodforcine.altervista.org/.
    splinder sarà ricordato, per i suoi ultimi anni, come uno dei peggiori servizi offerti dal web.

  4. Grazie mille, sono passato di là a salutare.

    Su Splinder hai assolutamente ragione, sicuramente uno dei peggiori servizi. Mi spiace solo che sia finito tutto proprio in un periodo in cui mi ero allontanato e quindi oltre a perdere tutti i post ho perso anche la possibilità di sapere che fine facevano alcuni blog che seguivo.
    Buon fine settimana

  5. Pingback: The Neon Demon (Nicolas Winding Refn 2016) | SlowFilm

  6. Pingback: Annientamento – Annihilation (Alex Garland 2018) | SlowFilm

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