L’Era Glaciale 4 – Continenti alla deriva (Steve Martino, Mike Thurmeier 2012)

La domanda cardine in questi casi è: funziona? Sì, questo quarto capitolo de L’Era Glaciale può dirsi funzionante. Ha ritmo, diverte, fa il suo sporco lavoro meglio dei due episodi precedenti.

Rispetto al primo film della saga, un esperimento di Chris Wedge che partendo da presupposti e situazioni economiche differenti fa abbastanza storia a sé, Continenti alla Deriva perde qualsiasi attinenza con l’epoca trattata. Allora c’era un racconto che nasceva dalla contrapposizione fra bestie e uomini, concentrandosi sulle prime perché più facili da raffigurare. Oggi il prodotto dei Blue Sky Studios della Fox è puramente azione e umorismo infantile, e giocando con la trasposizione preistorica di oggetti di vario genere si avvicina molto all’ottica dei Flintstones. Mescolando Pirati dei Caraibi, turbe adolescenziali in forma di mammut, Pinocchio e l’Odissea, Steve Martino e Mike Thurmeier portano a casa un valido prodotto d’intrattenimento, senza cercare sponde e linee trasversali per allargare il pubblico, e offrendo comunque un film che si lascia vedere senza sofferenza anche da chi ha superato (sufficientemente indenne) i dodici anni.

(3,5/5)

E ogni volta che si nomina Wedge non si può non riproporre Bunny, il suo bellissimo cortometraggio con musiche di Waits.

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