La Collina dei Papaveri – From up on poppy hill (Goro Miyazaki 2011)

la collina dei papaveri goro miyazakiLa Collina dei Papaveri è l’ultimo film dello Studio Ghibli, il secondo di Goro Miyazaki, figlio. Figlio snaturato, per chi abbia visto I Racconti di Terramare. C’era, dunque, un rapporto parentale da rimettere in sesto, un autore da dissotterrare dalle macerie del suo debutto, uno grosso Studio d’animazione bisognoso di continuità e di alimentare la propria leggenda. From up on Poppy Hill non ha la forza per portare compiutamente a termine tutti i suoi obiettivi, ma si lascia guardare senza mettere a rischio l’onore e il nome dei suoi autori. Cosa che, quantomeno, eviterà un certo certo numero di suicidi rituali e autoamputazioni di mignoli.

1963, l’adolescenza, la scuola, le amicizie, il primo amore.

La sceneggiatura è di Hayao, e dal suo nome e la sua età discende lo spirito del film, oltre che la sua stessa esistenza. Arrietty, I Racconti di terramare, The Cat Returns sono tutte opere che simulano il tratto e la poetica del fondatore della Ghibli, e questo, a pensarci, è un po’ inquietante (un’eccezione il bellissimo Iblard Jikan, che però è un corto per pochi intimi).

Un simile salto indietro nel tempo e nella conoscenza del mondo l’ha recentemente compiuto il coreano Green Days – Dinosaur and I, un’opera molto più convincente, personale e ricca. La Collina dei Papaveri ha una bella animazione, si preoccupa di occupare spesso il quadro di dettagli e appaganti accumulazioni visive, ma racconta una storia terribilmente semplice, dandole uno spazio enorme. Fosse stato solo ricostruzione, solo suggestioni, bene. Si fosse davvero affezionato ai suoi personaggi, supportandoli con digressioni e umane debolezze, bene lo stesso. Il racconto, invece, risulta anonimo, meccanico, una memoria preconfezionata e troppo consapevole della strada da percorrere.

La Lucky Red lo porterà in alcune sale italiane un giorno intero, il 6 novembre. Che poi non si dica.

Le sale che programmeranno La Collina dei Papaveri, sul sito del film.

(3/5)

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3 thoughts on “La Collina dei Papaveri – From up on poppy hill (Goro Miyazaki 2011)

  1. E quindi già lo hai visto? Io non so se riuscirò ad andare al cinema il 6 novembre, ma di sicuro ci proverò perché i film di Miyazaki mi piacciono sempre.
    Io l’ho conosciuto tardi, il primo suo film che ho visto fù il Castello errante di Howl che mi rapì totalmente e da lì ho recuperato via via i titoli precedenti scoprendo cose che davvero non ho altre parole per definire se non come meravigliose, nell’accezione più ampia che questa parola può avere.
    Ma quindi I racconti di Terramare fa davvero così schifo? Quando uscì non mi ricordo reazioni tanto disgustate (non parlo mica di te, ancora non ti “conoscevo”, dico in generale), ora dovunque su internet leggo che è una ciofeca di proporzioni mastodontiche. E tutto questo mi genera una curiosità malsana.
    Ciao

  2. attenzione, caro pillole, che questo è goro, figlio di hayao miyazaki. è hayao il (co)fondatore della ghibli e l’autore dei suoi capolavori, mentre goro ha fatto solo terramare. che vidi a venezia, e fu unanimamente disprezzato, solo la presenza del padre hayao salvò goro dal livore della folla. al cinema, poi lo hanno visto davvero in pochi. terramare è davvero brutto, mentre la collina dei papaveri si può vedere e volendo può anche piacere. se ancora ti mancano, della ghibli i capolavori sono principessa mononoke, la città incantata, totoro, nausicaa e l’insostenibilmente triste una tomba per le lucciole.

  3. Grazie per i consigli per la visione, come sempre ti riveli di una gentilezza estrema! C’è stato un periodo in cui regalavo per i compleanni dei miei amici solo DVD della Principessa Mononoke avevo appena scoperto Hayao Miyazaki e quello era il secondo film suo che vedevo, ma a differenza di Howl già si trovava in DVD. Torotoro è l’unico della tua lista che mi manca, l’ho mancato al cinema e ci rimasi tanto male che ancora non l’ho visto. A me è piaciuto molto anche Laputa.
    Una tomba per le lucciole lo vidi quasi per caso, lo avevo trovato usato in un mercatino al prezzo con cui avrei potuto noleggiarlo. Piansi come se avessi avuto 10 anni, fu uno schock.
    Almeno questo se non dovessi vedere al cinema potrei recuperarlo a casa.
    A presto

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