Lawless (John Hillcoat 2012)

lawless hillcoat recensioneUn film esaltante, sulla carta. Erano già arrivati venti freddi da anteprime e festival, e purtroppo non soffiavano inutilmente.

Un cast di una fighezza inarrivabile: Tom Hardy, Gary Oldman, Guy Pearce, Mia Wasikowska, Jessica Chastain, e il più mainstream ma comunque non malvagio Shia LaBeouf. E starli a guardare è in alcuni momenti l’unico passatempo che il film riesca ad offrire. Perché dai nomi anche più promettenti di John Hillcoat alla regia e Nick Cave alla sceneggiatura (e musica col fido Warren Ellis), viene invece una sostanziale delusione.

Anni ’20, col Volstead Act iniziava il proibizionismo, ponendo le basi per uno dei soggetti più solidi, frequentati e redditizi del cinema statunitense. Lawless si avvicina all’epica gangsteristica con un approccio un po’ diverso dal solito: non i nemici pubblici numero uno, le grosse città, le donne in frange, paillettes e cappellino, i locali sgargianti dove qualcuno viene pestato, tutti si fermano e poi la banda ricomincia a suonare, quando una voce dice non preoccupatevi, non è successo niente. Piuttosto un’escursione nella polvere della periferia, dove una famiglia di bifolchi distilla qualsiasi cosa, finché non si trova a doversi confrontare con interessi più grossi, riflessi provenienti da Chicago, da Boardwalk Empire e da articoli di giornale che raccontano un mondo frenetico e lontano.

La dimensione più vicina al western che al gangster movie ci riporta all’ottimo – e lo scrivo con una certa nostalgia – The Proposition, ma il film stenta a trovare una sua identità. Molta violenza, ma all’interno di un’azione stanca, scomposta, indecisa fra realismo ed epica, e lontana dalla riuscita di entrambi. Un susseguirsi di personaggi e avvenimenti stereotipati, non abbastanza grandi per assumere dimensione drammatica, non abbastanza piccoli da lasciarsi andare nel minimalismo, nella polvere, nell’aneddotica americana o nella poetica del loser. Dopo The Road, seconda opera del regista che già aveva mancato di stupire, si nota ancora nelle scelte di Hillcoat un’inattesa propensione alla patina. Lawless appare esteticamente ricercato, eppure vuoto, e alcune scene in cerca di sospensione non fanno altro che accrescere il rimpianto per quel che il film non è. Non è un buon film, è qualcosa che si lascia guardare, ma rimane schiacciato dalle sue possibilità.

(3/5)

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One thought on “Lawless (John Hillcoat 2012)

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