Re della Terra Selvaggia – Beasts of the Southern Wild (Benh Zeitlin 2012)

beasts-of-the-southern-wildHushpuppy è una bambina di sei anni, energica e sognatrice, la testa incoronata da uno splendido cespuglio di capelli. Vive con il padre in una baracca di una comunità bayou, nel sud della Louisiana. Bathtub è uno dei più estremi insediamenti umani, sorge sul confine del mondo, al di là di alte mura che il mondo civilizzato ha eretto per arginare le inondazioni provocate dal progressivo scioglimento dei ghiacci.

Hushpuppy affronta con il padre un  mondo dai contorni magici, che ha vissuto e sta vivendo la devastazione di Katrina. Gli ospiti di Bathtub vivono in un inestricabile intreccio fatto di natura e cumuli di spazzatura, acque paludose, lamiere e alberi imponenti, forme di vita primordiali, alcune minuscole altre gigantesche, tutte impegnate a lottare per la sopravvivenza.

Beasts of the Southern Wild è un film vero, nuovo, coraggioso. Girato in 16 millimetri, lo sguardo ondeggiante cerca una bellezza non rassicurante, fatta di brulicante energia, di cumuli di gamberi e granchi rossi da mangiare vivi, dopo averli spaccati con le mani nude, mentre sul pavimento di legno si dimenano centinaia di zampe. Hushpuppy, spinta dal padre, dimostra in questo modo la propria forza, la volontà di resistere in un mondo di cui comprende l’unicità (e unitarietà) e la ferocia.

Benh Zeitlin crea un film anarchico, tattile, reso vivo da una poesia forte e a volte visivamente sgradevole, pieno di odori e di umori, illuminato da scintille che ricordano il realismo magico e i legami di Marquez (bellissime le evocazioni della madre della protagonista). Si viene risucchiati dalle ellissi, dai contrasti, dall’indeterminatezza dello spazio e della vita, guidati per mano dalla straordinaria Quvenzhané Wallis.

Vincitore di numerosi premi, dei quali due a Cannes e al Sundance, per il film non è ancora prevista una distribuzione italiana.

Update: dal 6 febbraio in sala.

(4/5)

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12 thoughts on “Re della Terra Selvaggia – Beasts of the Southern Wild (Benh Zeitlin 2012)

  1. Ciao! Siamo l’ufficio stampa web di questo film, qua di seguito il comunicato sull’uscita! Grazie

    Comunicato stampa del 20 dicembre 2012

    «Beasts of the Southern Wild» è il film più premiato al mondo del 2012, nelle sale italiane a febbraio.

    «Beasts of the Southern Wild» è il film più premiato al mondo del 2012, e sarà in sala in Italia da febbraio.
    Film rivelazione dell’anno, a detta della stampa e del pubblico internazionale, definito daTime magazine e Entertainment Weekly come uno dei Dieci Migliori film dell’anno,«Beasts of the Southern Wild» dopo l’America, sta conquistando l’Europa (in Francia è appena uscito come film di Natale con ottimi incassi e critiche straordinarie).
    Il film, acquisito per l’Italia da Claudia Bedogni, uscirà in sala a febbraio distribuito dalla Satine Film.
    Diretto da Benh Zeitlin, giovane regista al suo esordio, con protagonista la piccola protagonista di soli 5 anni Quvenzhané Wallis, nel ruolo di Hushpuppy, «Beasts of the Southern Wild» è stato selezionato da Robert Redford per il suo prestigioso Sundance Film Festival, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria, oltre al Premio per la Migliore Fotografia. Da quel momento il film ha iniziato un’ascesa inarrestabile, che lo ha portato alla ribalta dei festival internazionali più importanti. Fra i numerosi premi, il Gotham Award come Miglior Regista Esordiente e ben 4 nominations agli Spirit Awards(Miglior Film, Miglior Regia, Migliore attrice, Migliore fotografia), dopo l’ambitaCamera d’Or al Festival di Cannes come Miglior Opera Prima, oltre al Premio Fipresci, alla Menzione Speciale della Giuria Ecumenica e al Prix Regards Jeune a Benh Zeitlin; e ancora il Grand Prize come Miglior Film ed il Premio Cartier Révélation come miglior regista esordiente al Festival di Deauville, il Premio del Pubblico al Los Angeles Film Festival, il Premio Rivelazione al London Film Festival e numerosi riconoscimenti come miglior film e miglior regista nei festival del mondo intero, dall’Australia all’India e agli Emirati Arabi, ottenendo ovunque consensi unanimi da parte di pubblico e critica.
    Una curiosità: «Beasts of the Southern Wild» ha un fan d’eccezione: Barack Obama – come racconta la celeberrima anchorwoman americana Oprah Winfrey, la quale ha descritto Beasts come un film “emozionante, magico, una vera opera d’arte”. (Vedi su: http://www.youtube.com/watch?v=PCdTjR-47HM)

    Il film è la storia di Hushpuppy, una bambina di cinque anni che vive con Wink, papà severo ma affettuoso, nella comunità soprannominata Bathtub (La Grande Vasca), una zona paludosa di un delta del Sud americano. Wink, che ha contratto una grave malattia, sta preparando Hushpuppy a vivere in un mondo dove non ci sará piú lui a proteggerla. Inoltre il Bathtub è alla vigilia di una catastrofe di epiche proporzioni: gli equilibri naturali si infrangono, i ghiacci si sciolgono ed arrivano gli Aurochs, misteriose creature preistoriche. A Hushpuppy non resta che cercare di sopravvivere e di mettersi alla ricerca della madre, che per lei è solo un vago ricordo.

    Così alcune critiche internazionali: «Un film eccezionale. Rimarrà impresso per sempre come un film magico. » (The Guardian UK). «Guardare questo film è come essere trasportati da un ritmo irresistibile, commossi da una melodia profondamente familiare anche se si è certi di non aver mai ascoltato nulla del genere prima… » (The New York Times). «Un debutto straordinario, una parabola emozionante che riscuoterá un indubbio successo da parte della critica e di quanti amano il cinema. » (Variety)

  2. Ciao iosif, sono un ignorante e non ho mai capito cosa significhi girato in 8mm (c’è pure un film con Nic Cage che si chiama così), 16mm, 32mm fino al formato Imax che credo sia ancora più grande.
    Mi potresti spiegare cosa significa in termini tecnici e come si ripercuote sul film?
    Se ti rompe, puoi anche indicarmi un link/libro/podcast che ne parli.
    Scusami.
    Per il resto è un film a cui non avrei dato manco una lira. E invece guarda qua come ne parli. Appena esce me lo vado a vedere.
    Complimenti all’ufficio stampa qui sopra per il wall of text. Il bruto ctrl+v come strategia di comunicazione virale mi mancava.

  3. buongiorno pillole. in questo caso l’indicazione riferiva più che altro il fatto che il film sia stato girato in pellicola, e non in digitale. la cosa contribuisce a variarne la consistenza rispetto alla maggior parte dei film in circolazione, e ancora di più rispetto agli altri esordi, che sono quasi sempre in digitale, con le conseguenti differenze di definizione dell’immagine, tono dei colori, e tutto il bagaglio e la retorica emozionale che in ogni campo distingue il digitale dall’analogico.
    il formato standard è il 35 mm, il 16 e l’8 sono derivativamente più economici e amatoriali, anche se il 16 è stato spesso utilizzato anche ad uso professionale, conservando un’ottima definizione. panoramiche sugli aspetti tecnici e consequenzialmente di resa e utilizzo di ogni formato sono numerose in rete. ti segnalo questa serie di articoli, che mi sembra ben fatta: http://www.appuntidigitali.it/2254/cinema-pellicola-o-digitale-%E2%80%93-2/

  4. devo essere sincero non sono riuscito a farmi coinvlgere dal plauso quasi unanime nei confronti di questo film. ha parecchie frecce al suo arco, non lo nego, e la protagonista è meravigliosa – e anche la colonna del film. Eppure Zeitlin mi sembra ancora un po’ acerbo nel suo racconto fatto di natura e poesia, in molti punti mi sembrava di assistere a un emulo meno bravo di Malick (o di Miyazaki)

  5. ciao nood. sono passati parecchi giorni dalla visione del film alla scrittura del pezzo, e non tutte le mie sensazioni sono state positive, durante né dopo la visione. alla fine, ho ritenuto che proprio quella sottile sgradevolezza che ogni tanto affiora, quell’imprevedibilità che si trova in alcune scene, fino a renderle quasi sconclusionate, potessero essere la forza del film. una certa originalità, insomma, non necessariamente rassicurante, positiva e compiuta. in questo senso, pur non potendo fare a meno di rilevare come zeitlin non abbia l’esperienza né abbia mostrato la grandezza di due mostri sacri come malick e miyazaki, credo anche che il suo cinema non sia poi così derivativo e vicino al loro, se non per la ricorrenza di alcuni soggetti naturalisti/animisti che però il giovane regista mi sembra trattare con una sensibilità personale, più grezza e primitiva.

  6. vero! è meravigliosamente disturbante perché quando senti di aver trovato uno stile, un ordine, un rimando, forse una citazione, zeitlin spariglia le carte e ti caccia via da tutte queste metodiche ricerche e semplicemente ti tira dentro a un film dove non c’è null’altro da fare che perdersi, che poi è l’unico modo per resistere. un film da guardare a capa sotto. come naufragare ogni giorno per non avere paura dello scioglimento dei ghiacciai.

  7. sei ob? devo dire, non ero per niente sicuro che questo film, così poetico, ti sarebbe piaciuto. sono d’accordo, zeitlin spariglia in continuazione, ed è il suo bello.

  8. per i saltimbanchi di josafat! essì sono sempre io. allora mi devo preoccupare?!
    bacibà

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