Walker (Tsai Ming-liang 2012)

walker-tsaiRitrovare Tsai Ming-liang significa tornare alle prime scoperte cinematografiche, ai tempi in cui Fuori Orario era una miniera unica e irrinunciabile, notti da registrare quando il nome di un regista incuriosiva, per poi andare a scoprire. I tempi di The Hole in una sala da 25 posti, con i ritagli di giornale che in breve segnalano il nuovo film di “Sua Maestà La Lentezza”, rimasto per me uno dei più grandi ideatori, realizzatori, sognatori di immagini e solitudini. Il regista che nel modo più incredibile e naturale riesce a trasportare la realtà in una trasfigurazione del tutto personale, che riesca a scoprirla e rinchiuderla in pochi spazi, gesti e quadri; filmando il tempo, l’acqua, la mancanza, l’attesa, lasciando corrispondere alla disperazione l’ironia più nuda e intima.

Sono felice che sia Tsai a occupare questo posto nella mia formazione cinematografica, un autore perdutamente romantico, sentimentale, innamorato (Vive L’Amour!), che da più di vent’anni registra lo stesso corpo, quello di Lee Kang-sheng. Lo osserva, lo stressa, ci gioca, lo ammira, lo guarda crescere e invecchiare, ammalarsi e piegarsi. Quella di Tsai è una perpetua dichiarazione d’amore, per il cinema e per l’uomo, e fra le unioni più forti che i due possano mostrare, e ancora ripetere e prolungare; un tenace rifiuto della separazione, tante volte messa in scena.

Walker, parte del film a episodi Beautiful 2012, è un cortometraggio semplicissimo ed essenziale. Un monaco attraversa squarci di Hong Kong, muovendosi lentamente, lentissimamente, ogni passo è l’obiettivo lontano di un movimento esasperatamente compresso. La performance penitenziale di Lee Kang-sheng sembra riequilibrare le acrobazie sessuali del Gusto dell’Anguria, di Help Me Eros, film dello stesso Lee, la passione di I don’t want to Sleep Alone. E attorno all’esca visiva della tunica rossa si muove e vive tutto il resto, il vero soggetto del film, tutto quanto entra nel quadro per un incidente, volti, sguardi in camera, espressioni curiose, persone che non si accorgono di niente, un taxi che si ferma davanti alla macchina da presa, uno sguardo lontano in cui il monaco è un punto colorato, distaccato, nelle geometrie cittadine.

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14 thoughts on “Walker (Tsai Ming-liang 2012)

  1. durante la scena accompagnata dalla musica del carillon, col camioncino che vende chissà quali cibarie, con il monaco che va nella direzione contraria a quella del resto del mondo, persino del vento…durante quella scena anche il mio respiro pareva andasse al contrario. meraviglia!

  2. vabbe’, scusami ma questo non pensavo che l’avesse visto qualcun altro, nel mondo…
    e allora è bello ritrovarti anche su tsai.
    (e adotta una sigla, un marchio, un simbolo, una ceralacca :))

  3. ridoooo. ma io sto cercando di mettere in atto pratiche rosacrociane di sparizione dal cosmo: per questo cammino lentissimamente come il monaco, mi son cancellata da facebook e cerco di far sparire le tracce, ovunque. me l’ha consigliato il mio agopunturista, pare sia l’unico modo per sbloccare dei meridiani. però dato che la tua confusione inizia a impressionarmi, la prossima volta sceglierò un sassolino per farti capire chi almeno non sono. bacibà ;P

  4. L’anno scorso al festival di Venezia ho visto il cortometraggio “Jīngāng Jīng (Diamond sutra)” di Tsai, ma ancora oggi sembra introvabile in Internet… Qualcuno è riuscito a rintracciarlo da qualche parte?

  5. ciao. no, purtroppo non l’ho trovato neanche io. quest’anno c’è il nuovo tsai a venezia, speriamo quello sia presto rintracciabile.

  6. Dalla Homegreen Films ho saputo che “Jīngāng Jīng (Diamond sutra)” verrà proiettato, secondo il volere di Tsai, solo nei musei e nelle galleria come opera d’arte e non verrà pubblicato in DVD o su altri supporti almeno nell’immadiato futuro.

  7. Ciao Giuseppe, grazie a te per le recensioni!
    Comunque tra i cortometraggi di Tsai Ming-liang sul camminare lento ho dimenticato di citare anche “Walking on Water” che fa parte del progetto “Letters from the South” (2013), a cui hanno partecipato anche altri cinque registi del sud est asiatico, presentato al festival internazionale di Busan e al festival asiatico di Hong Kong l’anno scorso. Il trailer è visibile su youtube all’URL https://www.youtube.com/watch?v=V4JPM7T8oKM

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