Il Lato Positivo (David O. Russell 2012)

il lato positivo slowfilm recensionePat Bradley Cooper esce dall’ospedale psichiatrico dopo otto mesi; è affetto da disturbo bipolare, ha sviluppato diverse ossessioni e spesso esplode in accessi di violenza. Incontra Tiffany Jennifer Lawrence, che ha di recente perso il marito poliziotto; dalla sua una dipendenza patologica dal sesso e una discreta confidenza con una lunga lista di psicofarmaci.

Il Lato Positivo, specialmente nella prima parte, è un film dai temi puramente drammatici, attenuati da una trattazione vicina alla commedia. E la cosa funziona. L’equilibrio fra le due anime è così ricercato e riuscito da ricostruire un tono che si potrebbe azzardare a definire originale. Certo è una cosa che fanno in tanti, Alexander Payne, recentemente Zemeckis, ma se solitamente si vedono drammi alleggeriti da scene di disimpegno, qui la compresenza dei due toni è costante.

Anche stavolta mi tocca rilevare quanto siano bravi e adeguati gli interpreti, che in questa situazione fanno buona parte del lavoro. Bradley Cooper sempre nervoso, consapevolmente e inevitabilmente teso; Jennifer Lawrence a prima vista troppo giovane, poi riesce ad attirare costantemente a sé gli sguardi, recitando in ogni singolo istante; De Niro padre di Pat convincente come non sempre negli ultimi anni, contenuto e a suo agio con un personaggio ben scritto. Queste impeccabili professionalità si muovono all’interno di uno script – dello stesso Russell su testo di Matthew Quick – attento a disinnescare i cliché della commedia, accennando ai ripetuti meccanismi classici per poi non dal loro seguito, comprimendo tutto dentro i personaggi.

E poco importa se nell’ultima frazione il film si fa più educato e puramente sentimentale. Anzi, meglio così, ché lo sento, siamo tutti un po’ stanchi.

(4/5)

Annunci

4 thoughts on “Il Lato Positivo (David O. Russell 2012)

  1. Ciao Nicola, non ho letto il libro quindi non so se offre una soluzione tanto più efficace. In linea di massima la divergenza fra un testo d’origine e la sua trasposizione non credo sia di per sé negativa.

  2. Pingback: I dieci film più belli del 2013, ed effetti collaterali. | SlowFilm

  3. Pingback: American Hustle (David O. Russell 2013) | SlowFilm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...