Oblivion (Joseph Kosinski 2013)

oblivion recensione slowfilmOblivion non raggiunge il livello technosperimentale di Tron Legacy, il film di fantascienza visivamente e ritmicamente più originale degli ultimi anni, ma riesce a tenere alta l’attenzione su Joseph Kosinski, giovane autore molto promettente.

Tratto da una graphic novel scritta dallo stesso Kosinski e mai realizzata in quanto tale, anche Oblivion ricerca un’intensa partecipazione della colonna sonora, qui affidata ai francesi M83; in una misura più contenuta e meno innovativa, dove l’uso della musica dei Daft Punk ha fatto invece di Tron l’opera totale che non era riuscita con Interstella 5555. Con Oblivion Kosinski ripropone un modo di fare cinema riconoscibile, bene prezioso nel mainstream, costruendo campi vuoti e orizzonti digitali in equilibrio tra meccanica perfezione e umana desolazione.

Il film perde molto nella scrittura, dove si susseguono una serie di premesse puntualmente smarcate dai colpi di scena più tipici e codificati del genere. L’intera sceneggiatura di Oblivion è rintracciabile nei soggetti di altre opere, su tutti Wall-e e l’animazione di Oshii Sky Crawlers (quello sì un soggetto autenticamente devastante). Al di là del citazionismo, di per sé non necessariamente mortale in un genere che si nutre di suggestioni ricorrenti, quello che caratterizza Oblivion è la prevedibilità con cui si succedono i colpi di scena, riservando allo spettatore la certezza dell’incertezza di quanto sta seguendo. La cosa è probabilmente dovuta alla struttura, che nei nodi principali ha una realizzazione fortemente verbale. Molto del mondo in rovina e della sua storia viene raccontato, e non si aspetta altro che le parole vengano rivelate come fasulle, in una rievocazione del mito della caverna e, più da vicino, di Matrix diventata ormai inevitabile.

Oblivion, dunque, è un film spesso vuoto, troppo vuoto, dove le immagini non riescono ad essere all’altezza degli scenari, più epici e radicali, evocati dal racconto.

(3/5)

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5 thoughts on “Oblivion (Joseph Kosinski 2013)

  1. SPOILER ALARM
    …per non parlare del villain: un’entità astratta sedicente intelligentissima, che clona il soldato terrestre per usarlo senza mettere nemmeno un microfono sul veicolo che questo usa ogni giorno, non capendo un cazzo di quello che accade sul veicolo, nelle case stile Mies del futuro, e che infine lo lascia entrare nelle proprie viscere senza capire che porta con sé una bomba atomica, senza capire che nel bozzolo ci sta Morgan Freeman anziché la strafica dopo aver localizzato Tom Cruise nella base dei ribelli attraverso presunte TRACCE BIOLOGICHE, usando all’interno del proprio corpo tecnologia palesemente umana (???), e dicendo, l’attimo prima di essere distrutto, una comicissima “ti ho creato io, io sono il tuo dio” a un Tom Cruise astronauta che ovviamente se ne strafotte altissimamente, essendo uno scienziato guerriero ateo di cui l’entità che lo clona e lo tiene a bada raccontando storielle fasulle dovrebbe sapere vita morte miracoli ed eventuali religioni…
    Per non parlare della stranezza del fatto che in tutta la terra ci sono solo 2 cloni (perché non 20’000?), e che il finale lascia immaginare le immense gang-bang che aspettano la strafica nel momento in cui si dovessero far vivi altri 19’999 Tom Cruise sparpagliati nel pianeta…
    Insomma, sul finire sale un “perchè? perchè?? perchèèèèèèèèè???” alla Silvio Orlando di manuale d’amore: quanto ci voleva per inventare una trama anche minimamente più interessante o anche solo coerente di questa? Perché gettare nel cesso tanti soldi, tante ottime idee scenografiche?
    Bastava che il cattivo fosse un’oligarchia umana che dopo aver dissipato tutte le risorse terrestri mentendo alla popolazione mondiale, si fosse nascosta su Titano continuando a succhiare le risorse terrestri, dove i ribelli, adattatisi alle nuove condizioni atmosferiche, combattono per interrompere tale stupro post-umano… sarebbe stata un minimo più originale e soprattutto più interessante, etica, e espressiva della condizione attuale. E invece si tratta di una delle storie più idiote e fuori tempo mai viste al cinema.

  2. niente da eccepire sui tuoi rilievi. anche tron ha suscitato molte perplessità per la trama, ma mi sembra in un certo senso un’operazione molto più astratta, che può permettersi quasi tutto.
    anche io credevo che il conflitto reale fosse fra umani, e probabilmente sarebbe stata una soluzione migliore, di certo meno stiracchiata. la scelta invece è andata verso una citazione del primo tron, con un’entità creatrice e distruttrice piuttosto improvvisata.
    vedremo in futuro, pare che il regista abbia già avviato parecchi progetti, fra cui una serie.

  3. Sei la solita miniera di suggestioni e informazioni. Avrei un paio di cose però:

    1) A me Victoria sottoilvestitoniente è piaciuta un sacco. Non dico solo fisicamente,cosa che comunque mi ha sorpreso, ma proprio come personaggio. Il suo è il personaggio migliore, quello con più pathos nell’animo ed è comprensibile che uno che ha degli evidenti limiti di scrittura come Kosinski lo abbandoni per strada. Comprensibile, ma deprecabile. Al contrario Olga ha sempre ste camicione a quadrettoni di merda e se prendi una modella di intimo in un film e poi non la lasci almeno con le tette di fuori a che pro l’hai presa?

    2) Immagini strafighe e trama del cazzo, ormai è un po’ che si ripete sta cosa (ultimamente ho visto Le streghe di Salem e la cosa si ripete pure lì). Non sarebbe il caso di prendere un tizio che con la penna se la cava bene? Voglio dire in 120 milioni di budget quanto può incidere un gruppo di ottimi sceneggiatori? O almeno non sarebbe il caso di dire: la storia è favolosa, peccato per la fotografia un po’ trascurata?

    Spoiler

    3) La battuta finale è una trollata del cazzo in cui può cadere solo chi appena sente la parola Dio si fa venire la bava alla bocca pensando al Vaticano e allo IOR. Ovvio che non è il triangolone ad aver creato Jack. Al massimo lo ha moltiplicato, il progetto originale rimane sempre altrui. Se fotocopio questa recensione 100 volte non per questo motivo vuol dire che l’ho scritta io.

    4) Tutta la parte iniziale quando Jack inizia a farci scoprire come è diventata la Terra mi è piaciuta da morire.

    Ciao

  4. Giustamente viene citato MATRIX (vi ricordate quando Morpheus fa lo spiegone a Neo: “quella che chiami realtà è completamente fasulla, ti sveglio io…”)
    Già che ci siamo, possiamo citare FAHRENHEIT 451, quando Montag capisce di essere dalla parte sbagliata leggendo libri
    o INDEPENDENCE DAY: lo coppia Cruise-Freeman copia spudoratamente il duo JEFF-WILL che portano la superbomba nel cuore della megastronave aliena (solo che loro sopravvivono)
    QUANTO A MARIO, in questo genere cercare realismo e logica è come cercare hostess gentili nei voli Ryanair

  5. bene, praticamente su questo film sono d’accordo con tutti, un’eventualità anche questa quasi fantascientifica.

    pillole, dici cose molto interessanti.
    1) vero che quello di victoria è il personaggio potenzialmente più drammatico, com’è vero che è vuoto e abbandonata a sé. per la verità il cinema di kosinski proprio non sembra interessato a dare spessore drammatico ai suoi protagonisti, ma devo dire che la cosa non mi infastidisce, se non si accompagna alla pura superficialità.
    2) qui uno scrittore vero avrebbe forse fatto la differenza. per il resto, il regista oltre alla costruzione di belle immagini credo abbia il coraggio di una certa lentezza e del dettaglio fine a se stesso. comunque sì, specialmente se non si vuol fare proprio la solita cosa, uno sceneggiatore serio andrebbe preso in considerazione.
    3) il tuo ragionamento non fa una grinza.
    4) anche a me, come l’inizio di prometheus.

    Ciao Marco
    credo che questo film si possa ricostruire da brani di altri film. fra le ultime escursioni sui cloni c’è anche Moon. sembra in effetti uno script realizzato da un fan del genere. considerando che l’idea è del 2005, cioè quando kosinski aveva 31 anni, l’entusiasmo citazionerd ci sta tutto. anche la produzione credo sia dipesa in gran parte dalla voglia di cruise di fare ancora il fico, quindi è un’operazione nata un po’ così.
    riguardo il realismo e la logica, in realtà sarebbe auspicabile che qualsiasi film aspiri a una coerenza interna, diegetica, mentre è giusto non ricercare necessariamente un realismo che renda la storia plausibile con il nostro stato delle cose. oblivion, mi sembra, come scrittura non è da considerare una cima, in nessun caso e nessun genere.

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