Viva la Libertà (Roberto Andò 2013)

viva la libertà recensione slowfilmViva la Libertà è un film gradevole, dal quale mi aspettavo, e credo fosse lecito aspettarsi, qualcosa in più.

Enrico Olivieri (Toni Servillo) è il malinconico leader del centrosinistra italiano. Verosimilmente malconcio e sconfitto, la sua figura ha però all’interno del partito un’importanza storica, consolidata, berlusconiana. Contestato da più parti, sparisce dalla scena per far sentire la sua mancanza. Mi si nota di più se sono a un congresso e non parlo, o se scappo a Parigi? Scegliendo la seconda possibilità si immerge immediatamente in una realtà parigina fatta esclusivamente da artisti e aiutanti di artisti, mente il suo esilio volontario getta nel panico, primo fra tutti, il suo collaboratore (Valerio Mastandrea). Lo scoramento dura poco, essendo presto evidente come il modo migliore per rimpiazzare il segretario sia rivolgersi al fratello gemello Giovanni Ernani (Toni Servillo).

Il film procede, dunque con un classico scambio d’identità, alla principe e il povero, o topo di campagna e topo di città. Il professor Ernani, infatti, ha ovviamente una personalità opposta a quella del fratello. Scrive libri di filosofia, e la sua peculiarità sta nel proporre un linguaggio opposto a quello politico, rilasciando interviste e facendo discorsi colti, astratti e idealisti, che denunciano l’ipocrisia del potere e del popolo.

Dal punto di vista sociale e politico Viva la Libertà rimane a un livello molto superficiale, fatto principalmente di suggestione indotta. Come i discorsi di Ernani, che traggono profondità ed efficacia quasi esclusivamente dalle reazioni del pubblico. L’interlocutore rimane a bocca aperta, dunque il ragionamento è stato ficcante; la folla esulta, quindi il discorso ha risvegliato gli animi. In realtà le parole del rivoluzionato segretario sono più che altro atti di accusa genericamente mossi nei confronti della politica distruttiva e del popolo colpevolmente inerte, culminanti in un richiamo finale alla riscossa e la speranza. Della satira sociale il film evoca più l’idea che altro, proponendo precetti poetici e filosofici anche un po’ vacui e snob.

Sul piano delle due personalità in confronto parallelo il regista e sceneggiatore Roberto Andò sembra avere qualcosa in più da dire, richiamando la ricerca della definizione personale, il rapporto con sé e con gli altri che cambia in relazione ad aspettative esterne più o meno giustificate. Ma bisogna anche dire che quella dei due gemelli e lo scambio di ruolo è davvero il modo più abusato per portare avanti un discorso di questo tipo. Rimane un film più inconsistente che lieve, punteggiato da astuzie retoriche concepite probabilmente in buona fede, che portano però l’inganno in un film che parla di sincerità.

(3/5)

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2 thoughts on “Viva la Libertà (Roberto Andò 2013)

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