Questi sono i 40 (Judd Apatow 2012)

questi sono i 40 recensione slowfilmNonostante sia una commedia smodatamente lunga, Questi sono i 40 funziona. Anzi, proprio le sue due ore abbondanti, rare per il genere e il tono, permettono uno svolgimento più rilassato e una maggiore familiarizzazione con i personaggi.

La commedia di Apatow è un incrocio di volgarità e di approccio classico, quasi nobile, alla commedia. Nella nostra avventurosa vita da spettatori contemporanei sono fondamentalmente due i filoni che abbiamo ottime probabilità di incrociare: la storia romantica con scetticismo scoperta innamoramento litigio riconciliazione tarati al decimo di secondo, e le parodie collage dei migliori incassi dei precedenti 2 (massimo 3) anni, dove il peto è evocato con tanta leggerezza da perdere, paradossalmente, la sua dimensione volatile per diventare inutilmente greve.

Non manca il peto, in Questi sono i 40, però si inserisce in una storia un po’ più stratificata, con personaggi secondari riusciti, fra i quali Jason Segel, Chris O’ Dowd e Megan Fox, e i protagonisti Paul Rudd e Leslie Mann buona coppia complementare. Gli eccessi riescono a conservare un fascino crudamente realistico, mentre una certa originalità è assicurata da dialoghi divertenti e diretti, scritti piuttosto bene, dal sottofondo narrativo di una musica folk strenuamente alternativa, romantico inno alla sconfitta, e dal coraggio di non chiudere con un epilogo blindato.

Da giovedì 4 luglio anche nei cinema italiani.

(3,5/5)

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