Spring Breakers – una vacanza da sballo (Harmony Korine 2012)

spring breaker slowfilm recensioneDi cosa tratti Spring Breakers lo saprete tutti. Il soggetto comunque è elementare – e l’intreccio non se ne discosta poi tanto: una manciata di adolescenti femmine in costume da bagno compie una rapina per pagarsi le vacanze di primavera, fuggire dalla noia e ricercare una declinazione più compiuta e soddisfacente della propria complessa interiorità. Una volta lì, cioè nel luogo dove fanno le vacanze di primavera, fanno cose e vedono gente, ma non come Nanni Moretti, il mondo è più quello di Lele Mora. Poi incontrano James Franco gangsta rapper dalle ambizioni smisurate e il vocabolario limitatissimo, e fanno altre cose in bikini, passamontagna rosa e mitra.

Spring Breakers è l’apoteosi del feticismo statunitense. I Giapponesi vanno pazzi per le scolarette in divisa sottomesse e ostentatamente inconsapevoli, gli Americani adorano vedere la teenager che va a male. Preferibilmente marcata Disney. Che sia finzione o realtà, la ragazzina che fino al giorno prima cantava per le figliolette e il giorno dopo è Britney Spears in riabilitazione, imbolsita, strenuamente impegnata a tentare di negare la realtà dopo che la stessa le ha tirato un’incredibile legnata in pieno volto, fa ingrifare i Merigani – e sempre più occidentali – come dei cinghialotti.

Dicevamo spring break spring break foreva uuuhhh bitch madafaka spring break è la sceneggiatura. Che poi Harmony Korine mica vuole fare un film del cazzo; c’è un sacco di pretese sociali iperboliche estetiche, che trasudano da ogni patinato fotogramma obliquo, sovraesposto e musicato (anche da Cliff Martinez, l’uomo elettronico del momento, che fa cose interessanti anche se molto All About Lily Chou-Chou). Il riferimento e l’ispirazione al modello Mtv sono immediati. A questo bisogna aggiungere la componente artistoide che si può riassumere in un Gus Van Sant (quello di Elephant e Paranoid Park) + Hou Hsiao-hsien (quello di Millennium Mambo) for dummies.

La vocazione mainstream di Spring Breakers gli consente di ritagliarsi un suo spazio, e gli concede un po’ di chiacchiericcio facilmente scandalizzato e dall’altra parte la succitata sovreccitazione fluo. Ma si tratta sostanzialmente di un film che da tutti i punti di vista – estetico, artistico, provocatorio, erotico e lisergico – è superato e poco riuscito.

(2/5)

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12 thoughts on “Spring Breakers – una vacanza da sballo (Harmony Korine 2012)

  1. Secondo me stavolta non c’avevi proprio voglia ;-P Spring Breakers è un film girato alla grande, un’evoluzione nella già grandissima capacità registica di Korine. Il film scava di brutto e porta il tutto alle estreme conseguenze. Criptico, alchimistico, prevede letture superficiali, tu ne hai elencate due, ma ce n’è una terza, che non lo è affatto ed è stupefacente per come riesca a raccontare del viaggio delle ragazze, e di un mondo intero con loro, verso la vita e la morte al contempo…

  2. le conseguenze sono estreme per un film davvero limitato. poi non ho capito quale sarebbe questa “lettura profonda”. cioè, credo di aver capito a cosa ti riferisci, e rientra nella ambizioni d’autore che pure ho citato. solo che le ambizioni da sole non bastano, e i livelli simbolici e sineddotici sono così connaturati alla forma filmica che di certo la loro citazione non ne comporta automaticamente la riuscita. tanto entusiasmo è solo per chi riesca davvero ad essere rapito dalla messa in scena, ma questo, per i motivi scritti su, non credo sia necessario.

  3. estremamente conformista: le ragazze hanno bisogno di un uomo per riuscire, i gangster neri sono comunque peggio dei gangster bianchi, e se fumi erba o fai sesso sei fottuta, come in un classico horros anni ’70, anche se qui magari si vedono le tette.

    per non dire della musica e del montaggio e della forografia: estremamente rassicuranti, fatti per destare emozioni facili in adolescenti cretini e vecchi guardoni.

    almeno fin dove ho visto. a un certo punto mi sono troppo rotto il cazzo e ho smesso.

    tra l’altro le ragazze non sono manco granché.
    ob

  4. ciao giusè… no no, tu hai fatto sì che io andassi a vedermi il trailer di questa porcata che altrimenti non avrei mai visto, e che è già sufficientemente orrendo… il fato me l’avrebbe risparmiato, invece tu con il tuo bel post mi hai reso curioso a vedermi il trailer, assieme probabilmente ai bikini… ad un certo punto una ragazza dice rivolta ad uno coi denti marci e gli occhiali alla moda: “farai fatica a stupirci” poi la voce narrante : “saprete cos’è il vero sballo”… poi quello coi denti marci che dice “ora sballo yuuuu” poi ancora una ragazza con tono serio “devi andare fino in fondo”… il trailer conferma il tuo post, quindi eviterò con cura il film… preferisco millevolte treciento chi l’ha duro la vince ;)

  5. ultimamente, qui e su facebook, mi becco un sacco di rimbrotti perché non sono riuscito a farmi piacere cult di diverso genere. questo sping breakers, holy motors, to the wonder, e into darkness. oggi dovrei chiudere il cerchio col nuovo feticcio della regressione fanciullesca, pacific rim.

  6. e pensa che questi sono solo i cazziatoni per quello che NON ti piace. immagina quando partiranno i cazziatoni per quello che ti piace tipo: questi sono i 40, reality, iron man 3…!

    che ci vuoi fare, é il destino delle personalità mediatiche. ormai sei come belen: ogni cosa che dici metà del pubblico ti ama e l’altra metà ti odia!

    ob

  7. cos’é un capezzolo femmina?

    le puzze mi hanno angosciato. è come quando la tua ragazza ti dice che con lei puoi farle e se non le fai sei un represso ma é solo perché le vuole fare lei. io le posso fare e pure degne di giove tonante, ma solo per sottolineare delle osservazioni pregnanti o come colonna sonora di momenti particolari, mica mi concedo così facilmente!

  8. un capezzolo di femmina. ho voluto specificare perché i capezzoli maschi non li ho contati.
    c’è del retrivo sessismo nella tua affermazione sulle puzze.

  9. Pingback: Bling Ring (Sofia Coppola 2013). Un ritratto vacuo, ma senza ambiguità. | SlowFilm

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