In Trance (Danny Boyle 2012). Piccolo film sugli abissi della memoria, facile da dimenticare.

in trance recensione slowfilmIn Trance è un film sul sogno, l’ipnosi, i ladri di opere d’arte, forse sugli insondabili labirinti della mente, ma l’unico motivo per cui se ne parla e che porterà qualcuno a vederlo sarà il nudo frontale e depilato di Rosario Dawson. Decisamente un punto a favore della produzione, che con un colpo di reni stacca in questo modo attività come aspettare che la vernice si asciughi e alcuni show sulle proprietà miracolose di nuove generazioni di padelle. Non tutti, che con certe padelle ci fanno davvero grandi cose.

Davvero, Rosario è a posto, è il film che ha una gomma a terra. Per quel che ricordi. Perché In Trance è tutta una confusione di non ricordo chi sono, dove ho messo le cose e chissà se sono sveglio, però il piano su cui questo gioco d’oblio funziona meglio è quello spettatoriale. Visto qualche settimana fa, In Trance mi ha lasciato più che altro una sensazione di digitale dalla grana grossa che si avvinghia su una storia ancora più rozza e dozzinale, con un paio di rivelazioni ridicole, quelle sì, davvero memorabili.

Al cinema da giovedì 29 agosto.

(2/5)

Annunci

One thought on “In Trance (Danny Boyle 2012). Piccolo film sugli abissi della memoria, facile da dimenticare.

  1. Pingback: I dieci film più belli del 2013, ed effetti collaterali. | SlowFilm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...