American Hustle (David O. Russell 2013). La recensione infinita.

american hustle slowfilm recensioneIn tempi di guerra, quali sono quelli che viviamo, American Hustle è uno sforzo produttivo superiore alla media. Una sceneggiatura scritta, attori – Bale, Cooper, Adams, la già indispensabile Lawrence – fra i migliori in circolazione, un genere, quello di truffe e doppi giochi, che tendenzialmente piace. E soprattutto la voglia di fare un film vero, alla Scorsese, con i personaggi pensati, gli italo americani, una regia solida e accattivante.

Eppure American Hustle non è la cosa memorabile che avrebbe il dovere di essere. Perché la sceneggiatura scritta non è poi una bomba, le scene clou non sono tante, gli attori sono bravi davvero ma non hanno materiale trascendentale, e David O. Russell non osa la commistione di toni tanto quanto aveva fatto con Il Lato Positivo.

Ma in tempi di guerra, quali sono quelli che viviamo, American Hustle [riprendi dall’inizio]

(3,5/5)

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7 thoughts on “American Hustle (David O. Russell 2013). La recensione infinita.

  1. Esatto il secondo paragrafo :)
    Lo sforzo produttivo arriva secondo me perchè gli hanno dato fiducia, lui non si è contenuto e ci ha creduto fino in fondo, ma non gli è riuscito accattivante. Io aggiungerei che la durata del film si fa sentire.

    ciao.

  2. Pingback: Oscar per il miglior film 2014, il sondaggio | SlowFilm

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