La Storia della Principessa Splendente (Isao Takahata 2013)

storia principessa splendente locandinaChe meraviglia Heidi, che tutte le mattine si alza con un po’ di ritardo, saluta il nonno e, correndo per i prati con le sue caviglie incredibilmente grosse, raggiunge Peter. Portano a pascolare pecore e capre, e con buona probabilità Bianchina si perderà. Grande è la gioia per il ritrovamento di Bianchina! quindi si torna a casa, si va a letto presto, il giorno dopo Heidi si sveglia con calma e corre a portare gli animali al pascolo. Che meraviglia.

Non so se le Alpi svizzere e i pastori che le abitano sono davvero posseduti da tanta armonia zen, ma è comprensibile che Isao Takahata, cofondatore dello Studio Ghibli e autore dell’Heidi che tutti ci ha cresciuti, avesse in progetto di portare una storia simile in Giappone. La Storia della Principessa Splendente, a tempo indefinito ultimo lavoro della Ghibli, è la trasposizione di una fiaba tradizionale giapponese, Il racconto di un tagliabambù, che mette in scena lo stesso amore per la natura, le stagioni e la vita rurale, e dall’altra parte la superficialità e i compromessi che impone la vita cittadina. La storia percorre la vita della principessa Kaguya, nata da una pianta di bambù e accolta da un’anziana coppia senza figli. Come il bambù, la bambina cresce molto in fretta, e nei disegni semplici e raffinati vediamo i giochi, i primi passi, il richiamo immediato a due anime: quella della “Ragazza Bambù”, com’è soprannominata dagli altri bambini del villaggio, e quella della “Principessa”, nome e destino con cui suo padre identifica la sua origine fantastica. Nella favola scorrono il tempo, le emozioni dei genitori e dei figli, si intrecciano storie e sogni, si ammirano i colori e i dettagli naturali  in un’animazione che sceglie – caso unico in una produzione di  tale importanza – di non ricorrere alla differenza tra fondali e personaggi, per dare interamente vita a ogni singolo quadro.

Sia Miyazaki (con Si Alza il Vento) che Takahata con il loro ultimo lungometraggio tornano in Giappone (ambientazione non usuale per la Ghibli) e parlano molto di loro stessi. Due opere riflessive, in cui si raccontano apertamente la vita, i rimpianti e i desideri, che fra le loro migliori caratteristiche hanno quella di saper andare oltre il lavoro definito per realizzare una dimensione intima e individuale, che l’artista rende condivisibile richiamando interamente la propria parabola creativa e il rapporto costruito con il pubblico.

(4,5/5)

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3 thoughts on “La Storia della Principessa Splendente (Isao Takahata 2013)

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