Mommy (Xavier Dolan 2014)

mommy slowfilm recensioneXavier Dolan, canadese, ha 26 anni ed è al suo quinto film, un lavoro sorprendentemente maturo, equilibrato e spontaneo. Mommy è la storia di Steve, ragazzo iperattivo e soggetto a incontrollabili pulsioni violente, la madre Diane in cerca di un equilibrio anche per lei irraggiungibile, e Kyle, vicina di casa educatrice psicosomaticamente balbuziente, che una strana familiarità spinge ad essere attratta dalla coppia.

Girato in un formato oblungo, più stretto del 4:3, il film diretto e scritto da Dolan racconta una storia umana e dolorosa, tematicamente non particolarmente originale, con una serie di scelte di sceneggiatura e rappresentazione estremamente personali. La visione è quella di una storia complessa dotata di notevole intensità abbellita da una leggerezza non futile, che viene dalla capacità di nutrire le sperimentazioni e lo sguardo giovanile, amalgamandolo con una padronanza del mezzo cinematografico che sorprenderebbe anche in un veterano. Il formato, quasi una gabbia, aggiunge tensione, avvicina lo sguardo dello spettatore ai volti dei protagonisti, senza soffocare lo svolgersi di una vicenda che rimane ampiamente rappresentativa. Legata alle ottime caratterizzazioni dei tre attori principali e sempre vicina a un senso condiviso di libertà negata. Le regole possono essere opprimenti come l’impossibilità di darsene, i legami personali sono tanto più forti quanto difficilmente definibili, il volto di Mommy è quello di un ragazzo a cui viene chiesto di fuggire da sé.

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(4/5)

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2 thoughts on “Mommy (Xavier Dolan 2014)

  1. proprio bravissimo ‘sto ragazzo, gli rimprovero qualche banalità indie nel primo tempo (musica di sottofondo, i protagonisti corrono nella luce soffusa del tramonto), ma davvero è girato benissimo. (nota: il québécois dei due protagonisti è incomprensibile e li mostra come parte di una classe sociale ben precisa, misera, chiusa alla cultura anglofona, una scelta linguistica coraggiosa). però giupi quando consigli ‘sti film devi metterci un bollino rosso, lo sai che sono sensibile, questo film è uno dei più atroci degli ultimi anni!
    ob

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