The Brand New Testament (Jaco Van Dormael 2015). Dio esiste e vive a Bruxelles

biografilm-brand-new-testament-int01Pubblicato su Bologna Cult

Il Biografilm Festival ospita l’anteprima internazionale di The Brand New Testament, il nuovo film del belga Jaco Van Dormael, autore di Mr. Nobody e Toto le héros. Assieme a T.S. Spivet, forma la coppia di punta dei titoli di fiction del Biografilm, per quanto legati alla narrazione di storie personali e percorsi di vita. I parallelismi fra i recenti lavori di Jeunet e Van Dormael non finiscono qui: entrambi, infatti, creano un mondo sgargiante e denso, attraversato dall’avventura di un ragazzino (qui una ragazzina), votati alla visualizzazione di una miriade di suggestioni e di incontri.

Più diffusamente surreale, per quanto di un surrealismo addolcito, The Brand New Testament racconta la storia di Ea, figlia di Dio, che vive assieme ai genitori in un normale appartamento, dove il padre pantofolaio e iracondo rimpiange la fuga del suo figlio prediletto, Gesù, o JC, per chi lo conosce di persona. Dio tratta piuttosto male la moglie Dea, costretta al silenzio, alla cura della casa, e alla pronta apparizione miracolosa di birra e biscotti. Non ha migliore sorte la figlia, continuamente vessata, a cui più di altra cosa è vietato accedere nella stanza del computer. Qui Dio regola i destini del mondo, inventando comandamenti disastrosi, con cui l’essere umano deve quotidianamente fare i conti: Comandamento 2126 i piatti si rompono solo dopo averli lavati; Comandamento 2214 la fila accanto è sempre la più veloce; Comandamento 2419 la fetta di pane cade dal lato con la marmellata, e se non è così la marmellata è stata spalmata sul lato sbagliato, e via disponendo.

Ea scappa di casa, ma prima manda un messaggio agli abitanti della Terra, che vengono capillarmente informati della personale data di morte. Giunta in una Bruxelles sconvolta dalle recenti rivelazioni Ea, accompagnata da un senza tetto che ha il compito di redigere in Nuovo Nuovo Testamento, va alla conoscenza di sei nuovi apostoli.

The Brand New Testament, specialmente nella prima parte di introduzione dei personaggi e della realtà diegetica, richiama più di un sorriso e qualche risata piena, quindi procede per accumulazione. Di storie, di colori, di suggestioni, con una quantità di richiami e citazioni che spaziano dalle leggi di Murphy a Dillinger è Morto, da Leos Carax a Final Destination. Nella ricostruzione delle vite dei nuovi apostoli mostra sei vie per ritrovare sé stessi, affidando esistenze e sentimenti a un tono eccentrico e poetico, dove ogni sogno, pensiero, idea, trova diretta rappresentazione sullo schermo. Il rischio, non del tutto fugato, è quello di costruire un brillante contenitore di aneddoti, dettagli e immagini ricercate. Se l’inventiva bellezza delle scene e la padronanza della tecnica non si mettono in dubbio, nel complesso l’impressione è quella del film d’autore elaborato per la grande diffusione, traboccante di idee e contenuti e pericolosamente vicino all’essere dannatamente carino.

(3,5/5)

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