Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza (J.J. Abrams 2015)

star[Contiene tracce di spoiler e ologrammi odorosi di cibo da multisala] Fossi stato in Harrison Ford avrei risposto: col cazzo. “Harrison, vuoi fare una nuova puntata di Guerre Stellari? Han Solo muore” “Col Cazzo” disse Harrison Ford, battendo i pugni sul tavolo, alzandosi di scatto e fuggendo via con la massima velocità consentita dall’età, trovando la prontezza di mostrare in corsa un dito medio. Così sono andate le cose, in una galassia lontana lontana. Uccidere Han Solo: sarebbe come se in un film morisse Babbo Natale, o Fonzie, o Gesù. Può considerarsi eticamente e moralmente accettabile uccidere Han Solo, per trovare nel suo sacrificio qualcosa che possa dare uno straccio d’identità a una nuova trilogia di Guerre Stellari? Personalmente la trovo una violazione del contratto stipulato con lo spettatore nel 1977, e questa è la considerazione più “da fan” che mi sento di fare sul nuovo Star Wars. Ma sono anche disposto ad andare oltre, esplorando altri aspetti dell’opera di J.J. Abrams.

Per essere un lavoro non originale Il Risveglio della Forza è un film d’azione abbastanza divertente, punteggiato da sciatterie di scrittura che sarebbero state accolte con molta più durezza, se nella pellicola non apparissero in continuazione volti e situazioni legati all’immaginaria vita avventurosa dello spettatore bambino, col conseguente rilascio di endorfine a rendere tutto più ovattato. Più di venticinque anni fa, solo alla seconda o terza visione ebbi il coraggio di vedere per intero la scena in cui Jabba, mostrando la sua orribile lingua, trascina verso di sé la danzatrice verde, mentre la folla in osservazione non fa nulla per salvarla. Si stava formando qualcosa e Guerre Stellari, straordinaria opera d’artigianato, costruiva mondi meravigliosi e reali, spesso spaventosi, suoni inconfondibili e personaggi ambigui. Ma Star Wars VII, devo dirvelo, non ci riporta davvero ad avere 10 anni. Gran parte delle nuove emozioni sono surrogate ed edulcorate, e nel frattempo sono stati costruiti centinaia di sgargianti mondi digitali. Così il rischio di aver assistito a un remake celato e intrinsecamente datato, invece di un lavoro che possa confrontarsi col cinema contemporaneo, è concreto.

Bene, questa è la mia amarezza per quel che non è il nuovo Guerre Stellari: un film capace di continuare un’epica. Anche perché privo di pathos – che dell’epica, assieme all’etica, è l’essenza – nel momento in cui si propone di ricalcare fedelmente i passaggi principali dell’Episodio IV. Niente “fremiti nella forza” per l’esplosione affrettata di una manciata di pianeti, solo qualche espressione corrucciata archiviata nel primo stacco di montaggio. Un attacco alla Morte Nera confuso e dalle premesse demenziali, un Harrison Ford che è astuccio di se stesso, Han Solo privo di scrittura e preda della sindrome di Peter Pan. Poi ci sono anche le cose che funzionano. A cominciare dalle spade laser e il Millennium Falcon, quelli funzionano sempre. E i nuovi personaggi, su tutti la nuova eroina Rey che, pur se in chiave Disney, è la cosa riuscita meglio. Somiglia – non a caso – più a una protagonista di Frozen che a una figura di Star Wars, ma tant’è, almeno ha un suo modo per relazionarsi con il presente. Se questa, com’è probabile, sarà la saga della famiglia Solo, con Rey e il fratellaccio imberbe Kylo Ren, e Luke nel ruolo del nuovo Obi Wan, ci sono tutti i presupposti per mettere in scena esattamente la stessa storia. Naturalmente staremo ad aspettare e vedere, che siamo pur sempre uomini di fede. Il prossimo capitolo sarà scritto e diretto da Rian Johnson, regista valido ma dallo stile mimetico, lontano dalla costruzione di una cifra personale. Potrebbe rischiare di essere anche più interessante lo spin off Rogue One: A Star Wars Story, ambientato nelle fasi immediatamente precedenti all’Episodio IV e affidato al talentuoso Gareth Edwards: chissà che la minore pressione e tensione al merchandising non giochino a suo favore.

Nel frattempo, addio Han, insegna agli angeli a sparare per primi.

(3,5/5)

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4 thoughts on “Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della forza (J.J. Abrams 2015)

  1. Tutto trovato, come ho scritto da me, l’ho trovato un buon film. Certo, fosse stato un po’ meno simile a La minaccia Fantasma sarebbe stato meglio, ma devo dire che mi sono divertito.

  2. Addirittura La Minaccia Fantasma? Io almeno ci avevo visto Una Nuova Speranza :) Comunque il film è divertente, sì, ma credo fosse lecito aspettarsi qualcosa in più, specialmente nella scrittura.

  3. Pingback: Star Wars – Guerre Stellari IV, V, VI, I, II, III, VII – visioni con Bianca | SlowFilm

  4. Pingback: Rogue One: a Star Wars story (Gareth Edwards 2016), Il GGG – Il Grande Gigante Gentile (Steven Spielberg 2016) e l’egemonia Disney sulla nostra immaginazione | SlowFilm

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