Tu dors Nicole (Stéphane Lafleur 2014). Dal Canada un irriducibile piccolo film indipendente

tu dors nicole locandinaTra le entità più durature e immutabili presenti in natura, ci sono i piccoli film indipendenti. Bianco e nero, poche parole, storie minimali, spazio a musiche e suoni, un percettibile legame con alcune delle nostre debolezze meno nascoste. Un movimento di camera, se c’è, è così sofferto da superare da solo lo sforzo produttivo di tutti gli effetti speciali di tutta la saga di Transformer. Tu dors Nicole, scritto e diretto dal canadese Stéphane Lafleur, va alle radici del “genere”, allo Stranger than Paradise di Jarmusch, che è la faccia ortodossa della medaglia, e le mescola con l’aspetto Baumbach della questione, quello che lascia ai personaggi la possibilità di ammiccare un po’ e all’intreccio di ritagliarsi più spazio all’interno dei quadri e dell’atmosfera. Non è qui che si scrive la storia del cinema, neanche di quello indipendente, ma un paio di buone zampate, e anche qualcuna in più, Lafleur le assesta.

Nicole ha il fascino indiscutibile della donna che si alza dal letto, dov’è il suo compagno di una notte, e pigramente si gratta il culo nudo. Nicole conduce una spensierata vita a bassa intensità, lavora al corrispettivo canadese della Caritas, dove riordina scatoloni di vestiti, ha una fedele amica bionda e abita a casa dei genitori, tra l’altro provvista di piscina. Tutto gira per il meglio, dei jingle allegri sottolineano le piccole soddisfazioni della vita di Nicole, come l’arrivo di una nuova carta di credito, e per l’estate afosa si gira in bicicletta. Il lucchetto della bici dà qualche problema, aprirlo non è così semplice, bisogna far forza, e anche altre cose attorno a Nicole cominciano a presentarsi in forma sempre meno fluida. A casa si installa il fratello maggiore con due amici, assieme sono una band strumentale con un orecchio ai Joy Division, e mentre il lucchetto della bici oppone sempre più resistenza, anche la vita comincia a fare resistenza, e i quadri che sembravano doversi susseguire con la rassicurante quiete dell’abitudine, mostrano come un po’ alla volta tutto possa bloccarsi. È finito il tempo dei jingle, Nicole, è arrivato il tempo dell’indie rock alla Joy Division e, imparerai, tutto è meno semplice di quanto sembri, anche e soprattutto nei piccoli film indipendenti.

Nicole ha 22 anni e crescere fa schifo.

(3,5/5)

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3 thoughts on “Tu dors Nicole (Stéphane Lafleur 2014). Dal Canada un irriducibile piccolo film indipendente

  1. a me è piaciuta più la tua recensione che il film…che mi pareva la versione deprimente e zozza – proprio nel senso della zozzimma che fa tanto indie, non della volgarità – di ‘frances ha’. l’ho visto mesi fa e manco ricordo bene, però ricordo il bambino spasimante con la voce da adulto che mi sembrava il massimo della trovata di quella pellicola. boh!
    bacibà
    sara

  2. Frances Ha a me è piaciuto parecchio, il che dimostra che negli angusti spazi indie le possibilità di manovra sono più di quante immaginiamo, per chi ci sa fare. Questo non mi sono pentito di averlo visto, oltre quella che citi tu ha un altro paio di idee, l’ho comunque trovato migliore di alcune cose pretenziose tipo ruby sparks, almeno è innocuo.
    abbraccioni a te.

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