What Happened, Miss Simone? (Liz Garbus 2015) Ritratto di una regina in frantumi

miss simone slowfilm recensioneSe c’è stata davvero una regina, questa è stata Nina Simone. Se c’è stata, nello stesso tempo, una regina decaduta, incapace di comprendere e controllare prima di tutto se stessa, questa è Nina Simone.

Nina Simone è la bambina che sogna di essere la prima pianista classica di colore; la donna che vede crescere la sua fama guidata da un marito violento, e si annulla in una visione radicale della lotta per i diritti civili; la donna ormai disgregata nei disturbi psichici, che non sa come elaborare il suo passato. Il documentario di Liz Garbus è bello e doloroso, un incontro con ricordi filmati, scritti e raccontati, che tratteggiano con efficacia, seppure per grandi linee, la vita della voce femminile più affascinante e intensa della storia della musica. È proprio il lato musicale quello che, forse, avrebbe richiesto più spazio – la musica che sembra completamente possedere e consumare Nina -, tanto coinvolgenti sono le performance e le evoluzioni artistiche, ma la panoramica è inevitabilmente parziale.

Nei filmati d’archivio Nina brucia il pubblico con lo sguardo, durante i concerti, a volte lo insulta e appare spesso sull’orlo di un attacco d’ira. Poi si siede al piano, suona – sempre, anche negli anni più difficili – senza indecisioni, trascinata da una forza devastante, le dita volano sui tasti e l’unica cosa più potente di quelle note è nella sua voce. Una moltitudine di colori, un accesso diretto all’anima, alla sofferenza, e ancora alla dolcezza e al romanticismo. Il film di Garbus riporta l’impeto ipnotico, che conosciamo, della musica di Nina Simone, così bella da apparire perfetta e assoluta, e lo immerge nelle contraddizioni, le spaccature di un’esistenza sempre tragicamente fragile eppure inscalfibile. Un suono e una voce tanto meravigliosi e avvolgenti, quanto inafferrabili e drammaticamente umane sono le vicende da cui nascono. Il modo più difficile di fare arte, forse l’unico.

Il film, candidato all’Oscar, si vede su Netflix (oppure, per il momento, su youtube con sottotitoli in francese). Qui il trailer.

(4/5)

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