Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (Tim Burton 2016). Un Burton horror per la prova migliore da molti anni

peregrineA voler fare i conti, questo è il miglior film di Tim Burton da almeno dieci anni. E arriva quando titoli di assoluta piattezza come Dark Shadows e Big Eyes mi avevano ormai convinto che nient’altro di buono sarebbe venuto dal regista di Burbank. Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children è una sorpresa, un intreccio di piani e temi che racconta storie universali e sentimenti particolari, portando ora sullo sfondo, ora in primo piano, la Guerra vera e personaggi fantastici, che riflettono nella propria unicità l’assurdità e l’orrore del conflitto. E si tratta, per molti versi, del film di Burton più vicino all’horror. Pur avendo consacrato la sua filmografia al dark e al fantastico, l’autore li ha sempre declinati in modo favolistico, o folkloristico. Qui, invece, trovano spazio diverse scene e immagini piuttosto impressionanti, direttamente legate al genere.

Tratto dal libro del 2011 di Ransom Riggs, Miss Peregrine offre numerose invenzioni fantastiche, dalle caratterizzazioni – ben riuscite – dei ragazzi speciali e delle figure mostruose che li perseguitano, alla creazione di loop e intrecci temporali, alla realizzazione di scene dal forte impatto visivo. Anche se in modo forse non perfettamente armonioso, trovano spazio diversi riferimenti e citazioni, dagli X-Men ai primi lavori di Guillermo del Toro, all’omaggio ai pionieristici scheletri a passo uno di Harryhausen. Nella miscela di umori e generi riesce a prendere forma una sensazione definita, opprimente: la minaccia costante della guerra e dei bombardamenti. Che si riflette, senza annullarsi, nella cappa temporale in cui Miss Peregrine (una Eva Green assolutamente in parte) cerca di dare protezione a bambini e ragazzini che appaiono mutati dagli orrori che sono costretti a vivere. Pur nell’enorme distanza, alcuni dettagli e, in certo modo, il tono uniforme dei colori che costruisce attorno ai protagonisti una sorta di gabbia, mi hanno ricordato sensazioni legate alla Trilogia della città di K.

La paura, nel film di Burton, è strettamente legata al tempo e alla realtà inaccettabile che porta con sé, alla scena sospesa di bambini che osservano aerei da guerra volare sopra le loro teste. La cosa più preziosa che posseggono sono i propri occhi, che consentono di legarsi al cinema, al racconto che regala l’illusione di poter sopravvivere in un sogno.

(4/5)

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3 thoughts on “Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (Tim Burton 2016). Un Burton horror per la prova migliore da molti anni

  1. Sei un fottuto genio e mi dispiace di dover essere sempre così stupidamente rapido nel lasciare un segno del mio passaggio sul tuo blog, ma sappi che è una delle pagine web che leggo sempre ed anche con la massima attenzione.
    Non sempre concordo con il tuo giudizio finale, ma ammiro sempre la coerenza di critica estetica che manifesti… per molti aspetti libera da spinte centrifughe o centripete modaiole…
    I tuoi articoli si puliscono il culo con il modo di scrivere 2.0 di cui si riempiono tutti la bocca ed hanno l’afflato sereno dei testi di analisi universitari, ma declinati con la verve di una chiacchierata, il che rende il tutto quasi una conversazione conviviale tra appassionati…
    Ho ammirato ciò che hai scritto sulla fiction di Sorrentino, così come questa tua analisi dell’opera ultima di Burton e… Gesù, finalmente qualcuno che dicesse delle cose diverse da quelle in stile copiaincollato che oramai si trovano ovunque…
    Per cui, scusa le assenze, ma sappi che ti sono lettore fedelel grato!

  2. Ciao Kasabake, grazie davvero, sono sostanzialmente commosso :)
    So bene cosa significhi non avere abbastanza tempo, per leggere, per scrivere, per guardare. Ma il cinema è sempre grande e vitale, e un incrocio o un confronto, pur di tanto in tanto, sono preziosi. Buone visioni e a presto!

  3. Pingback: I migliori dieci film e le migliori dieci serie del 2016 | SlowFilm

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