Loro 2 (Paolo Sorrentino 2018)

loro2-slowfilm-recensioneLoro 1 doveva gran parte della sua riuscita dal fatto di essere una lunga introduzione, disorganica e libera di accumulare situazioni, personaggi, ripetizioni. Loro 2, invece, inchioda al centro della scena un Berlusconi che indossa una malinconica maschera berlusconiana, e lo immerge, come dicono a Parigi, in un mare di gnocca. Mare da cui Servillo Berlusconi rimane comunque piuttosto distante, dando forma le migliaia di corpi, perfetti e uguali fra loro, a una scenografica emanazione dei ricordi – prima ancora che dei desideri – dell’uomo più potente d’Italia.

Loro 2 offre, in gran parte, quanto ci si poteva prevedibilmente aspettare da questo progetto di Sorrentino, ricostruendo una serie di scene diligentemente significative. Oltre al frattale anatomico, che ha il suo culmine in una coreografia sexy ginnica (per la verità piuttosto telefonata e non curatissima) di “meno male che Silvio c’è”, il film sviluppa il racconto di Berlusconi attraverso una manciata di dialoghi, in particolare con la moglie Veronica Lario (Elena Sofia Ricci).

Tutti gli spunti introdotti nel primo episodio si concludono sostanzialmente lì, mentre questa seconda frazione estrapola frasi ed eventi “storici” e pubblici, riportandoli in confronti privati. Dai milioni di euro equiparati a manciate di secondi, alla lettera della stessa Lario dove denunciava la malattia del marito, il film diventa un’antologia di – possiamo ormai chiamarli – luoghi comuni, trasfigurati nell’esuberanza del cinema di Sorrentino. Che purtroppo non riesce, nella maggior parte dei casi, a dare a questi luoghi una forma sufficientemente nuova e indipendente, e  far dimenticare le origini spossanti dei suoi testi.

(3/5)

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6 thoughts on “Loro 2 (Paolo Sorrentino 2018)

  1. Ammiro la sicurezza con cui hai dato un voto al film, che peraltro tutto sommato mi trova concorde, giacchè invece per quel che mi riguarda dopo la visione di entrambi i capitoli sono tutt’ora molto indeciso: da un lato infatti sono stato felice di vedere Sorrentino fare qualcosa di nuovo e cercare di sganciarsi da quelle sue continue ed insistite licenze poetiche (che secondo me avevano fatto traballare altri suoi film considerati invece capolavori dalla critica mondiale), ma al contempo sono rimasto così deluso perché le scelte stilistiche di questi due capitoli mi hanno alla fine lasciato in bocca un sapore agrodolce, come di prodotto non del tutto riuscito, dove il gioco a ricreare lo squallore di certe immagini quasi televisive si confonde tra il non compiuto ed una ricercatezza che non comprendo appieno. Insomma il dubbio è che in alcune scene, apparentemente malfatte, si possa nascondere una certa arroganza poetica come quella che ha fatto inserire a suo tempo a Luca guadagnino nel suo A Bigger Splash la figura volutamente macchiettistica del personaggio di Guzzanti. Scusa lo sproloquio e buona (calda!) domenica.

  2. Ciao Kasabake, più che altro mi sono buttato a scrivere qualcosa, per sgranchirmi dopo più di un mese. Non sto vedendo molti film, e purtroppo neanche riesco a beccarne di davvero belli. Riguardo Sorrentino, credo si tenda a dargli addosso, di solito per motivi che hanno poco a che fare con il suo lavoro. Il suo è un cinema dimostrativo e vanitoso, ma che tutto sommato cerca sempre di unire una certa grandiosità estetica con una costruzione non banale della narrazione. Cose che a me stanno benissimo. È, però, anche una formula che vive di equilibri precari, e quel che gli era riuscito molto bene nella forma lunga di Young Pope, qui, colpevole probabilmente anche la dipendenza dalla cronaca politica, sembra spesso non trovare l’ispirazione necessaria. Nel complesso credo un film minore, nella carriera del regista certamente non il solo.

  3. D’accordo sul fatto che questo secondo capitolo è forse quello che la gente più si aspettava da un “film su B”…
    Come sono d’accordo sul giudizio tiepido e il voto sufficiente e niente più…

  4. Ciao Vincenzo, anche la genesi è stata alquanto incerta, con i vari ripensamenti e un soggetto molto difficile. La prima parte, più indipendente da quel soggetto, sembrava aver trovato una sua cifra, la seconda risveglia tutte le perplessità di un film su Berlusconi.

  5. Ti ringrazio per la risposta, con cui ribadisci coerentemente il voto iniziale e per aver tratteggiato velocemente ma anche lucidamente la poetica di Sorrentino e questa tua immagine di equlibri precari, se accolta, come ho fatto per quel che mi riguarda, spiega molto degli alti e bassi presenti dentro la medesima pellicola, sia in questo dittico come nei precedenti lungometraggi. Comunque, sul cinema estivo, io mi sono divertito molto con l’ultimo Soderbergh, che riesce a prendere per i fondelli anche se stesso con una versione redneck dei suoi glamour ocean’s.
    Di nuovo buona domenica.

  6. Ecco, stavo giusto scrivendo due righe sui Logan, che per la verità non mi hanno entusiasmato. Ma a me anche Ocean’s è sempre sembrato più che altro uno spreco di risorse.

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