I film da vedere durante il novembre e il dicembre dell’anno più 2016 che si ricordi.

arrivalAgile promemoria dei titoli da raggiungere in sala in questi due ultimi mesi del 2016, che le coincidenze distributive hanno arricchito di corazzate mainstream e zampate d’autore finalmente riportate alla luce anche da noi.

Knight of Cups, dal 9 novembre. Nonostante sia intrattenimento diffuso sparare sull’ex venerabile Terrence Malick, non credo ci sia in giro qualcosa di visivamente paragonabile a questo Fante di Coppe.

Arrival 24 novembre. In attesa di Blade Runner 2046, l’approdo dell’ottimo Denis Villeneuve alla fantascienza.

Rogue One 15 dicembre. Non se ne sa molto, pare sia connesso a una serie di nicchia, Star Lords, Big Wars, una cosa del genere. Il regista è, almeno in parte, il bravo Gareth Edwars, che scopriremo quanto sia stato ridimensionato dalla produzione.

Louise en Hiver 22 dicembre. Il nuovo film del grande vecchio dell’animazione francese Jean-François Laguionie, autore del delicato La Tela Animata e il visionario Gwen, il libro di sabbia.

Paterson 29 dicembre. Adam Driver driver Paterson in Paterson: poche cose ancora attendo come un nuovo film di Jarmusch. Siamo cresciuti assieme, anche se lui non lo sa.

Kubo e la Spada Magica è in sala già dal 3 novembre. È un’animazione in stop motion che però sembra in 3d, prodotto dalla Laika di Coraline. Promette bene e per grandi con piccini sembra un’alternativa più che valida alle istituzioni Disney e Dreamworks.

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Maps to the Stars. Il nuovo film di David Cronenberg dal 21 maggio al cinema

Teaser posterEsattamente due anni fa usciva Cosmopolis, e uno dei rari en attendandt che passano per questo sito portò più fortuna di quanto fosse lecito aspettarsi. Dopo alcune performance di Cronenberg non propriamente da incorniciare, Cosmopolis si è dimostrato uno dei film più efficaci nel rappresentare la realtà, uno dei pochi capaci di trovare una chiave drammatica adeguata ai nostri tempi, in una fredda e superficiale epica paranoide. Oltre a spingermi in un memorabile vortice di letture di DeLillo, cosa di cui pure mi tocca essergli grato. Quanto scrissi di Cosmopolis è qui e qui.

Ci riprovo, dunque, che non lasciarsi coinvolgere dai riti più futili sarebbe davvero un peccato.

Maps to the Stars arriva in sala mercoledì 21 maggio; non so se sia lecito aspettarsi un film altrettanto efficace, ma so che la fotografia del fedele Peter Suschitzky sembra ricercare gli stessi toni del precedente, e vedo Pattinson (bisogna ammetterlo, perfetto Eric Packer) nuovamente in una limousine, questa volta da autista, e il volto di Sarah Gadon. Accompagnati da Julianne Moore, John Cusack e una sfigurata Mia Wasikowska.

Il romanzo d’origine, c’è da dirlo, sembra lontano: un libro di Bruce Wagner che distrattamente leggo associato a parole come famiglia di Hollywood, grottesco, horror, illusioni e ambizione.

Di seguito foto in multipli di 4 e il trailer.

Jaoyou – Stray Dogs è l’ultimo film di Tsai Ming Liang?

stray dogsTsai Ming Liang, uno degli idoli pagani di chi vi scrive, quindi di questo blog, e di chi è cresciuto struggendosi per il pianto senza fine della protagonista nel pianosequenza conclusivo di Vive L’Amour (Leone d’Oro 1994), proposto innumerevoli volte da Fuori Orario, avrebbe annunciato a Venezia il suo ritiro dal cinema.

Con noncurante cinismo la notizia viene data fra parentesi in questa recensione di MyMovies, mentre secondo Adnkronos la dichiarazione del regista taiwanese sarebbero state meno definitive: “Non so se questo sarà davvero il mio ultimo film ma un po’ ci spero e se dovesse essere così sarei soddisfatto. Però credo nel destino e dunque vedremo”. Il pezzo contiene anche altri interessanti stralci della conferenza stampa, compreso un essenziale elogio della lentezza: “Il mio cinema è così, vede la macchina da presa seguire un personaggio che poi si trasforma, fa un percorso. E noi riusciamo a vedere questo percorso proprio perché è lento. A volte vorrei essere ancora più lento, per me la lentezza è una cosa molto bella”. Tsai Ming-liang ammette di trovare “disorientante la troppa velocità della maggior parte dei film di oggi, soprattutto quelli americani”. “Ma penso che ci sia e ci sarà un pubblico che gradisce vedere anche film più lenti. Io non riesco però a fare film pensandoli per il pubblico, non riesco a costringere la mia creatività. Per questo non so se farò altri lungometraggi. Ma negli ultimi quattro anni ho girato anche moltissimi corti e potrei continuare a fare questo”.

Bene. In attesa di scoprire come riusciremo a vedere Stray Dogs e cosa ha in serbo per noi il destino, ecco The Hole, il suo capolavoro del 1998, arrivato persino in Italia sull’onda dell’imminente Fine del Mondo.

En Attendandt: Only God Forgives di Nicolas Winding Refn, To the Wonder di Terrence Malick. I trailer.

only god forgives slowfilmC’è tantissimo mestiere dietro il trailer di Only God Forgives, il nuovo film di Nicolas Winding Refn; il mestiere di chi il proprio lavoro lo sa fare, perché l’attesa è enorme, ed è pienamente rivolta al capolavoro. Credo si tratti del promo che ho visto più volte, nella mia carriera di spettatore in cerca di motivi d’entusiasmo. È la prima volta che un film di Refn è così universalmente atteso e, nonostante i suoi film precedenti non siano da meno, è giusto che accada col Ryan Gosling di Drive.

Le sensazioni che si vogliono dare sanno molto di vendetta e Kill Bill, karaoke sintetici e Wong Kar Wai, luci al neon, campi medi frontali e altre cineserie.

Le prime europee sono previste per fine maggio, con una probabile presentazione a Cannes.

to the wonder malick slowfilm trailerTo the Wonder, invece, gran parte del mondo l’ha già visto. Rimandato più volte, l’ultimo Malick dovrebbe arrivare anche da noi il 4 luglio.

Purtroppo molte fonti, fra le quali alcune attendibili, lasciano intendere come il film non possa essere all’altezza di The Tree of Life, quel che si suol dire un capolavoro immortale, un pezzo fresco fresco di storia del cinema.

Ad ogni modo, si parla di Malick, l’attesa è notevole ed esasperata, già da qualche mese.

Cosmopolis. Avvicinarsi al film di Cronenberg con nuove foto e qualche idea.

Dal 25 maggio in sala, Cosmopolis potrebbe presentare una doppia redenzione. La prima riguarda il regista David Cronenberg. Credo che l’ultimo A Dangerous Method sia il suo peggior film; di certo Cosmopolis non tornerà all’evidenza della nuova carne, periodo che sembra essersi definitivamente chiuso con eXistenZ (1999), ma quantomeno potrebbe rievocare le atmosfere sufficientemente ambigue e malsane di A History of Violence (2005) e La Promessa dell’Assassino (2007). Di sfuggita, si può notare come la manipolazione e ibridazione esplicita e radicale del corpo, per il regista sia finita con l’avvento del digitale. Il cinema ha perso la certezza d’essere fatto di carne e, perdendo la fisicità, da corrompere rimane solo l’ultimo strato dell’immagine.

La seconda redenzione, naturalmente, riguarda Robert Pattinson, protagonista di quella che è probabilmente una delle peggiori saghe degli ultimi decenni. Ho visto solo il primo episodio di Twilight, e pare che la cosa, con mio notevole stupore, successivamente vada anche peggiorando. Con quella faccia e quel ruolo un po’ così, non è certo l’attore che più sentivo l’esigenza di vedere riabilitato. Ma il capo è David, e si vedrà.

Quella di Cosmopolis sembrerebbe una vicenda avvolta dal crepuscolo del capitalismo, se non un soffermarsi sul tavolo della sua autopsia. Una storia che racconta 24 ore di Eric Packer, giovane promessa dell’alta finanza, molte delle quali passate in una limousine che dovrebbe portarlo a tagliarsi i capelli. Got a devil’s haircut in my mind, cantava profeticamente Beck nel 1996.

Jarmusch vampiro, Waits mostro, Venezia laguna

jim jarmuschAnche Jim Jarmusch sta facendo il suo film coi vampiri. "Una cripto storia d'amore fra vampiri, ambientata nella desolazione romantica di Detroit e Tangeri". Dando come fatte le considerazioni inevitabili sull'inflazione che ha travolto i succhisangue, letti e riletti, ibridati e depurati, prendiamo anche per buone le affermazioni del regista che mette le mani avanti dichiarando d'aver pensato alla cosa parecchi anni fa. Poi, io di jarmusch mi vedrei anche un documentario sui pancake e Ferrara nel 1995 con The Addiction già ci mostrava come dall'argomento vampiri si possa distillare di tutto (nel suo caso, un capolavoro). Nel film jarmuschiano ancora senza titolo Michael Fassbender, Mia Wasikowska che già m'era sembrata brava e infatti eccola qui, e l'ormai immancabile Tilda Swinton.

the monster of nixUn giorno scriverò sul club The Sons of Lee Marvin; raccolsi della documentazione, poi quando meno me l'aspettavo mi sono rotto le palle.

The Monster of Nix è una cosa che già da qualche mese sto schiattando dalla voglia di vedere. Film animato di Rosto lungo 30 minuti, è una roba dark e fiabesca doppiata da Terry Gilliam e Tom Waits che fa un mostro-corvo. Passerà a Venezia al Circuito Off, inizio settembre. Nient'altro da dire (magari qualche punto esclamativo: !!!), qualcosa da vedere: teaser 1, teaser 2 (estremamente fico), trailer
 

Venezia, si diceva. Sono stati presentati i film: un buon programma, mi pare (cosa non rara, se vogliamo dare a Marco quel che è di Marco). In concorso

TOMAS ALFREDSON – TINKER, TAILOR, SOLDIER, SPY
Gran Bretagna, Germania, 127'
Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, John Hurt
ANDREA ARNOLD – WUTHERING HEIGHTS
Gran Bretagna, 128'
Kaya Scodelario, Nichola Burley, Steve Evets, Oliver Milburn
AMI CANAAN MANN – TEXAS KILLING FIELDS
Usa, 109'
Sam Worthington, Jessica Chastain, Chloe Grace Moretz, Jeffrey Dean Morgan
GEORGE CLOONEY – THE IDES OF MARCH [FILM D’APERTURA]
Usa, 98'
Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood
CRISTINA COMENCINI – QUANDO LA NOTTE
Italia, 116'
Claudia Pandolfi, Filippo Timi, Michela Cescon, Thomas Trabacchi
EMANUELE CRIALESE – TERRAFERMA
Italia, Francia, 88'
Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Claudio Santamaria
DAVID CRONENBERG – A DANGEROUS METHOD
Germania, Canada, 99'
Keira Knightley, Viggo Mortensen, Michael Fassbender, Vincent Cassel
ABEL FERRARA – 4:44 LAST DAY ON EARTH
Usa, 82'
Willem Dafoe, Shanyn Leigh, Paz de la Huerta, Natasha Lyonne
WILLIAM FRIEDKIN – KILLER JOE
Usa, 103'
Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Juno Temple, Gina Gershon
PHILIPPE GARREL – UN ÉTÉ BRULANT
Francia, Italia, Svizzera, 95'
Monica Bellucci, Louis Garrel, Céline Sallette, Jérôme Robart
ANN HUI – TAOJIE (A SIMPLE LIFE)
Cina-Hong Kong, Cina, 117'
Andy Lau, Deanie Yip, Anthony Wong, Tsui Hark
ERAN KOLIRIN – HAHITHALFUT (THE EXCHANGE)
Israele, Germania, 94'
Rotem Keinan, Sharon Tal, Dov Navon, Shirili Deshe
YORGOS LANTHIMOS – ALPEIS (ALPS)
Grecia, 93'
Ariane Labed, Aggeliki Papoulia, Aris Servetalis, Johnny Vekris
STEVE MCQUEEN – SHAME
Gran Bretagna, 99'
Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge, Nicole Beharie
GIAN ALFONSO PACINOTTI [GIPI] – L'ULTIMO TERRESTRE
Italia, 100'
Gabriele Spinelli, Anna Bellato, Roberto Herlitzka, Teco Celio
ROMAN POLANSKI – CARNAGE
Francia, Germania, Spagna, Polonia, 79'
Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly
MARJANE SATRAPI, VINCENT PARONNAUD – POULET AUX PRUNES
Francia, Belgio, Germania, 90'
Mathieu Amalric, Maria De Medeiros, Golshifteh Farahani, Isabella Rossellini, Chiara Mastroianni
ALEKSANDER SOKUROV – FAUST
Russia, 134'
Johannes Zeiler, Anton Adasinskiy, Isolda Dychauk, Hanna Schygulla
TODD SOLONDZ – DARK HORSE
Usa, 84'
Mia Farrow, Christopher Walken, Justin Bartha, Selma Blair
SION SONO – HIMIZU
Giappone, 129'
Shôta Sometani, Fumi Nikaidô, Tetsu Watanabe, Mitsuru Fukikoshi
TE-SHENG WEI – SAIDEKE BALAI
Cina, Taiwan, 135'
Da-Ching, Umin Boya, Landy Wen, Lo Mei-ling

Curiosità per molti titoli. Crialese torna a cinque anni dal notevole Nuovomondo con Terraferma. Dalle navi si sbarca, della terra nera ci si sporca, dal basso si viene ripresi quando ci si tuffa nell'acqua blu; più che un trailer una firma. Ferrara con Dafoe e Paz de la Huerta – e, a quanto ho capito, la sua giovane bionda ex ragazza che faceva capolino e gli evitava di cascare a terra in un suo recente e barcollante documentario – sarà un film da inseguire, per assistere al giorno precedente alla fine del mondo. Svariato materiale sul sito del nostro. Curiosità, perché no, anche per Gipi, uno degli ultimi poeti a piede libero, che approda al cinema contemporaneamente alla Satrapi. Lanthimos dopo la secca frustata di Dogtooth torna con Alps, film sulla morte e la sostituzione degli affetti. Impossibile non citare, poi, il monumentale Friedkin, Solondz con Walken, Polanski, Sokurov e Cronenberg. Riguardo quest'ultimo, sinceramente dispiace leggere della sostituzione di Waltz con Mortensen. Il triangolo Freud – Spielrein – Jung si scorge già nel trailer nella nitidezza quasi imbarazzante e sconveniente del digitale. È ancora un dolore sapere che queste immagini non invecchieranno mai.
 

En attendant: The Turin Horse, Béla Tarr 2011

bela-tarrLa notizia è che l'ultimo film di Béla Tarr The Turin Horse, la cui lavorazione è iniziata nel 2008, è finito. Ovviamente da qui al riuscire a vederlo c'è di mezzo di tutto. Chi possiede adeguati mezzi economici, linguistici e temporali potrà assistere alla prima della Berlinale, che si terrà dal 10 al 20 febbraio.

L'altra notizia è che questo potrebbe anche essere l'ultimo film di Tarr in senso stretto, poiché pare che l'autore ungherese trovi scarsa consolazione nell'essere uno degli ultimi artisti del cinema in senso classico e pieno se poi a filarselo non c'è quasi nessuno.

La sinossi globalmente condivisa è sempre più o meno questa:

Liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un'atmosfera di grande povertà che anticipa la fine del mondo. [da MyMovies]
 
C'è la fine del mondo, il bianco e nero, e i fedeli László Krasznahorkai alla cosceneggiatura e Mihály Vig per la colonna sonora; naturalmente sarà un capolavoro.

The Turin Horse dura due ore e mezzo, è girato a Budapest e nonostante sia un film dai costi decisamente contenuti è prodotto da Ungheria, Francia, Germania e Svizzera.


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Il trailer di Tree of Life – Terrence Malick 2011

Dopo averlo visto ripreso da una microcamera nascosta nella capsula di un incisivo, ecco il trailer Come Iddio Comanda di Tree of Life. Uscirà il 27 maggio in America (la parte importante dell'America, ovviamente) e probabilmente nello stesso mese in Francia; tutto il resto dipenderà da un'imprevedibile mescolanza di casualità sfolgorante, destino permanente, suggerimenti sussurrati da voci interiori e tentativi da parte della distribuzione di trasformare l'ultimo Malick in un film in tre dimensioni, fra l'altro tagliando di netto quella temporale.

En attendandt: Outrage, Kitano a Cannes

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La critica non è per niente divisa: questo ritorno di Kitano alla Yakuza sarebbe un mezzo pacco, di certo non all'altezza dei suoi film dello stesso genere. Recensioni estremamente simili fra loro indicano eccessi di violenza (un omicidio col trapano da dentista che già fa paura solo a leggerlo, e a ritrovarlo per un attimo nel trailer) e soprattutto mancanza di senso. Io non ho niente contro la mancanza di senso, se questa ha un senso, e segretamente covo la speranza che dietro quelle parole possa celarsi un film estremo e insensato come The Limits of Control, seppure in chiave ultraviolenta. E spero anche di non dover aspettare il solito anno per scoprirlo.