Outlander – L’ultimo Vichingo (Howard McCain 2008)

“un extraterrestre che precipita con la sua navicella in un villaggio del 700 portando con sé un mostro a metà fra Alien e la bestia di The Host? Ma sei sicuro?”
“il villaggio del 700 è un villaggio di Vichinghi
“allora va benissimo”.

Dire Vichinghi al cinema è come dire tana libera tutti: saltano le regole, tutto è permesso, che ognuno corra dove gli pare. Provateci anche voi, magari in treno “biglietto prego”
Vichinghi
“ahah, Vichinghi. Hanno strani cappelli con le corna e una mitologia sanguinosa. Vada pure”.

Questo Outlander rispetto a Beowulf ha il pregio d’essere dichiaratamente un b-movie, vale a dire un filmaccio che non si sorprendere d’essere tale, ma che rimane pur sempre un filmaccio. Così come lo sguardo vuoto di Caviezel, se non reinterpretato da Malick, rimane sguardo vuoto.

I Vichinghi. Se proprio non hai niente di meglio, vanno cotti e mangiati.

(2,5/5)

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