Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia (Greg Tiernan, Conrad Vernon 2016)

sausage party slowfilm recensioneSarebbe assurdo non vedere un film il cui trailer mostra una patata che, sicura d’essere stata liberata dagli Dei umani dall’angustia del supermarket, si trova a essere spellata, “scuoiata viva”, e poi gettata nell’acqua bollente davanti agli occhi inorriditi di un wurstel e del resto della spesa. Infatti, l’ho visto immediatamente. Il lato oscuro di Toy Story, Sausage Party racconta la vita segreta dei prodotti di consumo, dando loro la personalità, e in questo caso le fattezze, ipersessuate e triviali che caratterizzano le creazioni di uno dei più grandi estimatori mondiali della ganja, Seth Rogen, e il consueto gruppo di lavoro e cazzeggio, che va da Jonah Hill a James Franco, più un demenzialmente inedito Edward Norton, che doppia un bagel con la voce di Woody Allen.

Qualora non fosse del tutto chiaro, Sausage Party non è per niente un film per bambini. Sadicamente, non vedo l’ora di scoprire se, come in altre occasioni, si leverà lo scandalo da genitori che portano i pargoli a vedere qualsiasi cosa appartenga al fantastico o all’animazione. Il lubrico salsicciotto sulla locandina dovrebbe essere un avvertimento utile, ma chissà. Ad ogni modo, Sausage Party è, nel suo territorio, un film piuttosto riuscito, che mantiene le promesse con una buona animazione e con ottanta serrati minuti di volgarità, trasposizioni di cupe pagine di storia umana in colorate allegorie culinarie, viaggi nei territori sconosciuti che si celano nell’apparente ordine degli espositori, inni agli stati alterati di coscienza e all’amore orgiastico e pansessuale. Per le libertà che si concede, è anche qualcosa di più di un vacuo sberleffo, offrendo una grottesca quanto realistica trasfigurazione delle religioni e dei conflitti etnici, in un livello che non prende mai in considerazione la serietà, ma non per questo appare vuoto di contenuti e idee. Nel suo genere, un discreto traguardo.

(4/5)

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